19 Ottobre 2026

Volkswagen vuole congelare gli stipendi in tutto il mondo fino al 2030

Volkswagen vuole congelare gli stipendi dei dipendenti in tutto il mondo fino al 2030. Il consiglio di amministrazione ha chiesto ai responsabili delle risorse umane di ogni Paese di pianificare l’assenza di aumenti, con le retribuzioni ferme ai livelli del 2026. Lo ha reso noto il Consiglio aziendale europeo e globale del gruppo, secondo cui l’indicazione è in vigore dall’inizio di ottobre.

Volkswagen non commenta nel merito, ma ha dichiarato che avvierà a breve le trattative sul contratto collettivo con IG Metall. Secondo Süddeutsche Zeitung, che cita documenti interni, centinaia di migliaia di dipendenti dovrebbero rinunciare agli aumenti. Per il quotidiano tedesco, i piani più recenti rappresentano “un’ulteriore escalation nel conflitto” tra il consiglio di amministrazione e i lavoratori.

I documenti esaminati dal quotidiano spiegano che, “a causa della situazione critica del gruppo”, nuove linee guida si applicheranno alle trattative per la contrattazione collettiva in tutto il mondo. Entreranno in vigore dal quarto trimestre del 2026, quindi immediatamente. Prevedono una riduzione della retribuzione variabile, dei pagamenti speciali e dei benefit. Chiedono inoltre “maggiore produttività, maggiore flessibilità nell’orario di lavoro e una riduzione degli straordinari”, oltre a tagli al personale, in particolare nei settori non produttivi.

LEGGI ANCHE:L’allarme del ceo di Volkswagen: “Situazione più che critica”. E guarda all’industria della Difesa

Il contesto

La richiesta di congelare gli stipendi arriva in una fase di crisi profonda per il gruppo. Nel terzo trimestre le consegne globali sono calate del 14,3%, con un crollo del 38,5% in Cina, un -5,8% in Nord America e un -2,8% in Europa occidentale. Ad agosto il ceo Oliver Blume ha definito la situazione “più che critica”: in Europa la domanda è in calo e gli impianti hanno una sovraccapacità stimata in circa 500mila veicoli l’anno.

Sono a rischio gli stabilimenti di Emden, Hannover, Zwickau e Neckarsulm, mentre per quello di Osnabrück è stata raggiunta un’intesa preliminare con il fondo israeliano Aurelius Capital, che lo riconvertirà in un polo tecnologico per sicurezza e difesa.

A settembre il gruppo ha concordato con i rappresentanti dei lavoratori il raddoppio dei tagli di posti, saliti a 100mila, circa il 15% della forza lavoro. L’obiettivo è tornare a un rendimento operativo di almeno l’8% entro il 2030, puntando sui tagli e su nuove fonti di profitto.

LEGGI ANCHE:Volkswagen punta sulle elettriche europee per rispondere all’avanzata cinese

Volkswagen sta riducendo la complessità dei modelli e la capacità produttiva, con risparmi per miliardi di euro, per far fronte alla domanda più debole in Cina, ai dazi negli Stati Uniti e alla concorrenza crescente in Europa. Il piano di risparmi presentato da Blume a luglio non ha però ancora il via libera del consiglio di sorveglianza.

L’articolo Volkswagen vuole congelare gli stipendi in tutto il mondo fino al 2030 è tratto da Forbes Italia.

Related articles