Il presidente russo Vladimir Putin ha proposto un vertice con il presidente Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping per il mese prossimo, con l’obiettivo di negoziare la fine della guerra in Ucraina. A riportarlo è stato domenica il Wall Street Journal, proprio mentre Trump si scagliava contro il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy e difendeva la sua decisione di allentare le sanzioni contro la Russia.
Punti chiave
Secondo il Journal, Putin avrebbe avanzato la proposta di un vertice durante una telefonata con il presidente americano all’inizio del mese. In seguito a tale colloquio, Trump ha annunciato un accordo per consentire la vendita di diesel russo negli Stati Uniti e sui mercati globali.
Il Cremlino vorrebbe che l’incontro si tenesse a margine del vertice dell’Apec (Asia-Pacific Economic Cooperation) a Shenzhen, in Cina, il mese prossimo, riferisce il quotidiano citando fonti informate sulle discussioni.
La notizia è stata ripresa anche dai media statali russi. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha confermato la possibilità che il vertice abbia luogo, precisando tuttavia al Journal che non vi è ancora una “chiara intesa” sull’incontro né sul suo “possibile ordine del giorno”.
Trump, ad ogni modo, non ha ancora dato il suo assenso a questo ipotetico vertice a tre. Resta inoltre poco chiaro come si possa negoziare un eventuale accordo di pace per l’Ucraina senza il coinvolgimento di Zelenskyy.
Come ha reagito Trump agli ultimi attacchi ucraini contro le infrastrutture energetiche russe?
Nel tardo pomeriggio di domenica, in un post su Truth Social, il presidente ha inasprito lo scontro con Zelenskyy. Sabato, l’Ucraina ha lanciato un massiccio attacco con droni contro un importante terminal petrolifero russo, sfidando la richiesta di Trump di un “cessate il fuoco energetico” tra le due parti, in un contesto segnato dal forte rialzo dei prezzi globali del carburante. Trump ha scritto: “Zelenskyy sta prendendo di mira le raffinerie di diesel in Russia, ben sapendo che questi attacchi danneggiano gravemente i mercati mondiali del diesel, inclusi quelli degli Stati Uniti. Agricoltori, allevatori e imprese di ogni tipo ne stanno risentendo pesantemente”.
Nel suo post, il presidente non fa alcun riferimento al conflitto tra Stati Uniti e Iran, che ha peraltro contribuito in modo determinante all’aumento dei prezzi globali di petrolio e diesel. Trump ha sostenuto che a Zelensky “non importa nulla” e che, “francamente, visti tutti i soldi che l’Europa gli sta notoriamente versando, e quelli che il ‘disonesto’ Joe Biden gli ha dato in passato, lui non vuole porre fine a questa guerra; probabilmente non l’ha mai voluto”.
Cosa ha detto Trump in merito all’allentamento delle sanzioni contro la Russia?
Nel post, Trump ha anche difeso la sua decisione di sospendere le sanzioni contro la Russia, spiegando che ciò rientrava nel suo “processo negoziale” per giungere alla fine della guerra in Ucraina. Senza scendere nei dettagli, il presidente ha affermato che sono stati fatti “grandi progressi”, lasciando intendere che tra questi potrebbe esserci un accordo per il rilascio di ostaggi. Trump ha inoltre aggiunto di poter inasprire le sanzioni contro la Russia “in qualsiasi momento”.
Ha poi sostenuto che la Russia stia facendo “ben poco, se non nulla” per aiutare l’Iran nel suo conflitto con gli Stati Uniti — “rispetto a quanto potrebbe fare” — e che il suo obiettivo è che la situazione rimanga tale. Questa affermazione, tuttavia, contrasta con le valutazioni dell’intelligence statunitense degli ultimi mesi, secondo cui sia la Russia che la Cina avrebbero fornito sostegno all’Iran, mettendo a disposizione, tra le altre cose, dati per l’individuazione di obiettivi e componenti per armamenti.
L’articolo Putin cerca Trump e Xi al tavolo, mentre il presidente Usa punta il dito contro Zelensky è tratto da Forbes Italia.