21 Ottobre 2026

Eni verso conti da record: utile fino a 8,7 miliardi e il nodo della maggiore remunerazione ai soci

Venerdì 23 ottobre Piazza Affari conoscerà i conti di Eni relativi al terzo trimestre e ai primi nove mesi del 2026. Oltre alle cifre, gli investitori attendono indicazioni sulla guidance e possibili novità sulla strategia del gruppo che, in un mercato scosso dalle tensioni geopolitiche, ha beneficiato dello shock energetico e dell’impennata dei prezzi del petrolio e del gas.

La trimestrale di Eni arriverà in un momento decisamente florido per il comparto energetico europeo. In evidenza il commento di Barclays che, nel suo ultimo report sul settore, ha scritto di ritenere che il 2026 possa rivelarsi “uno degli anni migliori della storia recente”.

Utili in crescita e target price a 32 euro: le stime degli analisti promuovono il modello Eni

Gli analisti della divisione di ricerca della banca britannica prevedono un RoCE (rendimento del capitale investito) intorno al 20%, quasi il doppio rispetto allo stesso periodo del 2025, grazie soprattutto all’aumento dei margini di raffinazione e dei prezzi del gas naturale. Nel caso specifico di Eni, Barclays ha riportato le previsioni sull’utile netto adjusted atteso per l’intero 2026, che indicano un rialzo significativo rispetto ai 4,989 miliardi del 2025, fino a 8,779 miliardi di euro quest’anno. L’outlook per il 2027 segnala una ulteriore crescita degli utili, fino a 10,251 miliardi. Guardando invece alle stime sui conti del terzo trimestre del 2026, il consensus degli analisti prevede un utile operativo adjusted proforma di 5,69 miliardi di euro e un utile netto adjusted di 2,48 miliardi.

Il flusso di cassa operativo prima delle variazioni del capitale circolante è atteso a 4,30 miliardi, mentre la produzione upstream dovrebbe attestarsi a 1,81 milioni di barili equivalenti al giorno. Saranno soprattutto questi ultimi due indicatori a fornire indicazioni sulla capacità del gruppo di sostenere la propria attività operativa e di continuare a generare risorse finanziarie.

Sempre Barclays ha confermato il rating overweight sul titolo Eni, con target price di 32 euro, mettendo in evidenza quelli che sono a suo avviso i tre principali punti di forza su cui la società gestita da Descalzi può contare: la crescita dell’upstream, il miglioramento della divisione gas e l’espansione dei biocarburanti, sostenuta anche dalla disponibilità di materie prime africane a condizioni vantaggiose.

Strategia di portafoglio: cessioni mirate, gas globale ed Enilive per guidare la crescita

Sul fronte upstream, un esempio recente della gestione del portafoglio di Eni è rappresentato dai due accordi vincolanti annunciati il 12 ottobre per cedere a Pertamina e Medco partecipazioni del 10% in asset indonesiani selezionati. Le operazioni riguardano attività operate da Searah, la joint venture paritetica tra Eni e Petronas. L’intesa si inserisce nel modello con cui il gruppo punta a valorizzare le risorse sviluppate e a monetizzare parte del valore creato.

Altro elemento chiave che gli strategist e gli investitori monitoreranno è come Eni vorrà continuare a espandere il portafoglio gas. Va menzionato in tal senso l’accordo firmato a fine giugno per acquisire il 32% di tre blocchi upstream nel bacino argentino di Vaca Muerta, nell’ambito del progetto integrato Argentina Lng, sviluppato con Ypf e Xrg. Obiettivo: collegare l’estrazione alla liquefazione e alla commercializzazione del gas, rafforzando l’accesso ai mercati internazionali.

La trimestrale darà inoltre a Eni l’occasione di spiegare meglio come intende portare avanti il processo di diversificazione industriale, attraverso Enilive, la società specializzata nella bioraffinazione e nei biocarburanti. In attesa di conoscere ulteriori indicazioni su come Eni intende procedere, prospettive favorevoli per il business del gruppo sono state delineate anche da Equita Sim, che ha presentato una preview che indica una crescita dell’utile netto adjusted nel terzo trimestre pari a +99% su base annua, grazie anche al maggiore contributo delle partecipazioni e dei business satellite.

Cassa e dividendi: le ipotesi di un extra-coupon da 1 miliardo e più buyback

La Sim ha aggiunto inoltre di ritenere che la guidance formulata per il 2026 sulla generazione di cassa, pari a 15 miliardi di euro di Cffo adjusted, possa essere conservativa, in quanto basata su una stima del prezzo del petrolio Brent a 85 dollari al barile e su un prezzo del gas a 50 euro/MWh. Valori che, secondo gli analisti, potrebbero rivelarsi migliorabili, alla luce dell’andamento operativo atteso e dell’attuale scenario di mercato. Considerando tali prospettive, Equita non esclude l’annuncio di un dividendo straordinario di 1 miliardo di euro circa, potenzialmente “pagabile entro fine anno”, accompagnato da un possibile miglioramento del programma di buyback, attualmente pari a 3,4 miliardi.

Anche la divisione di ricerca di Barclays ritiene che la solidità del business possa preludere a sorprese nel giorno dei conti. Gli analisti indicano “una potenziale revisione al rialzo delle stime di utile per azione (Eps) superiore a quella dei concorrenti, oltre alla possibilità di una rivalutazione del dividendo da parte del mercato”. La trimestrale offrirà quindi indicazioni anche sulla capacità dell’azienda di trasformare la generazione di cassa in una maggiore remunerazione a favore degli azionisti.

L’articolo Eni verso conti da record: utile fino a 8,7 miliardi e il nodo della maggiore remunerazione ai soci è tratto da Forbes Italia.