Un aumento di capitale da 1,8 milioni di euro per trasformare il lavoro di studi legali, tributari e imprese: Rulen, la piattaforma operativa di intelligenza artificiale applicata al settore fiscale (precedentemente nota come LexSA), chiude il suo primo round di finanziamento guidato da VC Partners, con la partecipazione di Growth Engine, Ame Ventures, Zest, Alpha Venture e un pool di business angel.
Dalla crisi di vocazioni all’AI agentica: come nasce Rulen
In Italia i giovani commercialisti e fiscalisti sono sempre meno: le nuove iscrizioni sono calate di oltre il 27% e gli Under 40 sono appena il 15% del totale. Con adempimenti in continua aumento e lavoro quotidiano ancora legato a passaggi manuali e frammentati, per studi e aziende sta diventando difficilissimo trovare personale. In questo scenario, automatizzare i processi dall’inizio alla fine – dalla raccolta dei dati fino ai documenti finali – e integrarli nei software già in uso permette agli studi di crescere e offrire nuovi servizi senza dover per forza assumere altro personale.
Rulen nasce proprio da questo problema, vissuto in prima persona da uno dei suoi fondatori per anni. Lanciata a fine 2025 Rulen nasce proprio per rispondere a questa esigenza. Vincitrice di Digithon 2025, la società si è distinta fin dai primi mesi per la forte verticalità della soluzione e per il background dei founder, che combina competenze tecnologiche e profonda conoscenza di dominio. In pochi mesi il prodotto si è evoluto da assistant a Piattaforma Operativa AI: non un chatbot, ma una piattaforma che esegue workflow end to end, mantenendo controllo e verificabilità per il professionista, ed è integrata con sistemi terzi tra cui il cassetto fiscale, con l’obiettivo di inserirsi direttamente nei flussi di lavoro già esistenti.
Dal rebranding con Rulen alla crescita dei clienti: l’impatto sul mercato
La visione è offrire a chi opera nel settore una soluzione plug & play che consenta loro di diventare AI-driven, automatizzare attività routinarie e rimanere competitivi, adottando l’intelligenza artificiale all’interno dei propri processi senza dover costruire internamente infrastruttura tecnologica e competenze dedicate. La piattaforma è oggi adottata da primari studi legali e tributari, boutique, roll-up di studi professionali e gruppi multinazionali.
L’operazione è accompagnata dal rebranding dell’azienda, precedentemente LexSA, in Rulen – Turning Rules Into Actions. Il nuovo nome nasce dall’incontro tra ‘rules’ ed esecuzione: parte dalle regole fiscali e le trasforma in operazioni concrete, superando l’idea di semplice ‘assistant di ricerca’ legata al posizionamento precedente. La creative platform ‘Turning Rules Into Actions’ sintetizza questo passaggio: dalle norme al contesto, dall’azione al controllo del professionista.
Sul fronte della traction, negli ultimi tre mesi e mezzo la società ha quintuplicato il numero dei propri clienti gestendo migliaia di task giornaliere. Un ritmo di crescita che ha contribuito al recente ingresso in A-Road, il programma di Growth Capital dedicato alle scaleup italiane ad alto potenziale.
Dalla teoria alla pratica: la parola ai cofondatori Simone Hong e Claudio Cama
“Siamo partiti da un problema che abbiamo vissuto direttamente per anni: la difficoltà degli studi nel trovare risorse junior e il tempo che professionisti altamente qualificati continuano a dedicare ad attività operative e ripetitive”, commenta Simone Hong, cofondatore e ceo di Rulen. “Crediamo che il valore dell’AI emerga davvero quando riesce a entrare nei processi quotidiani dei professionisti in modo naturale, senza aggiungere ulteriore complessità. Per questo stiamo costruendo Rulen come una piattaforma operativa capace di collegare sistemi, dati e attività oggi frammentati, automatizzando interi workflow e mantenendo il professionista sempre al centro del controllo. Il nostro obiettivo è rendere l’adozione dell’AI semplice, concreta e scalabile. Con questo round e con il passaggio a Rulen vogliamo accelerare la trasformazione da assistant a piattaforma agentica, capace di automatizzare i flussi end-to-end senza far perdere controllo e verificabilità ai professionisti”.
“Ogni flusso che automatizziamo libera tempo e moltiplica la produttività degli studi”, aggiunge Claudio Cama, cofondatore e cto di Rulen. “Il prossimo passo è estendere questo approccio a sempre più attività, integrando nuovi sistemi e costruendo agenti AI capaci di gestire in autonomia i passaggi esecutivi, per lasciare al professionista le decisioni a più alto valore aggiunto”.
L’articolo Rulen chiude un round da 1,8 milioni di euro per automatizzare il lavoro fiscale con l’intelligenza artificiale è tratto da Forbes Italia.