28 Settembre 2026

Memorie introvabili, prezzi alle stelle: perché pc e smartphone costeranno sempre di più

di Dario d’Elia

Le scorte di memorie di Samsung e Sk hynix sono scese sotto i 10 giorni, i costi dei server sono cresciuti di oltre il 125% in 6 mesi e il rincaro è arrivato anche sugli iPhone già in commercio. L’intelligenza artificiale ha riallocato la capacità produttiva di Dram e Nand, e un primo allentamento non arriva prima di fine 2027. È una crisi destinata a durare: bisognerà adeguarsi a listini incandescenti relativi a componenti, pc e smartphone.

Le memorie sono il bene scarso dell’industria tecnologica: Samsung e Sk hynix, che insieme valgono circa il 64% del fatturato mondiale della Dram, la memoria chiave dei computer, smartphone e server, hanno meno di 10 giorni di prodotto finito in magazzino.

Il conto è già sui listini. Il 9 settembre in Italia iPhone 18 Pro da 256 GB è partito da 1.489 euro, 150 in più del 17 Pro, e iPhone 17 è passato da 979 a 1.129 euro senza cambiare nulla. A giugno era toccato a Mac e iPad: +250 euro sul MacBook Air, +300 sul MacBook Pro 14. Non il cambio, non i dazi: la Ram, che secondo TrendForce pesa ormai per il 34% del costo dei componenti di un iPhone Pro, contro il 10% di un anno fa.

Tim Cook, dal primo settembre presidente esecutivo del consiglio di amministrazione con John Ternus nuovo ceo, a luglio aveva parlato di “un’alluvione centenaria” sui prezzi delle memorie. Se non riesce ad assorbirla l’azienda con il maggiore potere contrattuale sui componenti al mondo, non ci riesce nessuno.

Il dato sulle scorte è una stima di inizio settembre di KB Securities, non una metrica ufficiale, ma combacia con quanto i produttori dichiarano da tre trimestri. Il rischio, secondo il responsabile della ricerca Kim Dong-won, è che si esaurisca il prodotto fisicamente disponibile per la vendita. Per il 2027 la banca coreana prevede le condizioni di offerta più tese mai registrate, con una domanda di Dram e Nand che crescerà di oltre 10 punti percentuali più dell’offerta.

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Di quanto sono saliti i prezzi

Gartner stima per il 2026 un aumento dei prezzi medi del 125% sulla Dram e del 234% sulla Nand flash, la memoria usata negli Ssd e negli smartphone, e per il fenomeno ha coniato un termine: “memflation“. Nel primo trimestre i prezzi contrattuali della Dram convenzionale sono saliti del 90-95% rispetto al trimestre precedente secondo TrendForce.

Per il terzo trimestre la stessa società indica un rallentamento, +13-18% sulla Dram, ma il freno non arriva da nuova offerta: i clienti consumer hanno raggiunto il limite di ciò che possono pagare. È distruzione di domanda, non riequilibrio.

Lo conferma il mercato spot, quello degli acquisti al prezzo del giorno fuori dai contratti, che pesa per una piccola parte dei volumi: a metà settembre domanda debole e compratori alla finestra, mentre in Borsa Samsung e Sk hynix hanno perso il 38% dai massimi. I contratti, che fissano il prezzo della gran parte delle forniture, continuano invece a salire.

Perché non è un ciclo, ma una riallocazione

La capacità produttiva non si è ridotta: si è spostata. La Hbm4, la memoria montata accanto agli acceleratori per l’intelligenza artificiale, è fatta di chip di Dram impilati, e a parità di memoria prodotta consuma circa il triplo dei wafer della Dram convenzionale. In più le sue pile salgono a 16 chip, contro i 12 della generazione precedente: ogni unità assorbe un terzo di silicio in più. Secondo TrendForce la quota di wafer Dram assorbita dalla Hbm passerà dal 22% di fine 2026 al 30% di fine 2027, quando la Dram convenzionale coprirà solo il 60% circa della domanda.

KB stima 1.300 miliardi di dollari di investimenti in infrastruttura per l’intelligenza artificiale nel 2027, +60%, con la quota assorbita dalle memorie che sale dal 14% al 57% in 2 anni. E a metà settembre Jensen Huang ha indicato l’obiettivo di raddoppiare nel 2027 i volumi di chip venduti da Nvidia.

Chi vende è più pessimista di chi analizza. Per l’amministratore delegato di SK hynix, Kwak Noh-Jung, il 2027 sarà la peggiore carenza della storia del settore e la domanda resterà sopra la capacità oltre il 2030. Il presidente di Sk Group, Chey Tae-won, è stato più lapidario: l’offerta non raggiungerà mai la domanda.

Quando arriva la nuova capacità

Sk hynix ha raccolto 26,5 miliardi di dollari al Nasdaq e ha anticipato a febbraio 2027 la camera bianca del primo stabilimento di Yongin. Samsung ha anticipato al 2029 il proprio, Micron ha alzato a 250 miliardi di dollari il piano statunitense al 2035. Nel complesso i due gruppi coreani hanno impegnato circa 590 miliardi di dollari su quattro impianti che entreranno in produzione fra 2027 e 2028.

Secondo Reuters, Sk hynix tratta anche con Intel per produrre memorie in Ohio, ma l’azienda precisa che non c’è alcuna decisione e gli stabilimenti di Intel a New Albany sono slittati al 2030-2031. Sullo sfondo pesa la minaccia statunitense di dazi fino al 100% sui produttori coreani e taiwanesi che non ampliano la produzione americana. La capacità esiste nei bilanci, non nella finestra in cui si firmano gli ordini di oggi: Ubs non vede un riequilibrio della Dram prima del secondo trimestre 2028.

La cinese Cxmt, quarta nella Dram con il 9,5% del mercato e fresca di una quotazione in Borsa da 8,6 miliardi di dollari, prepara anche una linea di sviluppo per la Nand, senza però tempi né obiettivi produttivi. Il suo contributo resta indiretto e concentrato sulla fascia bassa di smartphone e notebook: anche con le aggiunte cinesi, SemiAnalysis vede la Dram in sottofornitura fino al 2028.

Non si vedranno più pc sotto i 500 dollari

HP ha dichiarato che la memoria pesa ora per il 35% della distinta base di un pc, contro il 15-18% del trimestre precedente. Gartner prevede prezzi medi in aumento del 17% per i pc e del 13% per gli smartphone, consegne in calo rispettivamente del 10,4% e dell’8,4%, e dà per spacciato entro il 2028 il pc sotto i 500 dollari.

Acer prevede rincari dei pc fra il 5% e il 20% già nel quarto trimestre, a cui contribuiscono anche i processori di Intel e Amd. Le memorie, spiega il presidente Jason Chen, ora si trovano, ma costano ancora troppo: il picco dei prezzi è atteso a metà 2027, con un possibile allentamento nella seconda metà dell’anno.

Sul fronte aziendale i numeri sono più duri: i prezzi contrattuali degli SSD enterprise sono saliti di circa l’80% nel primo trimestre, alcuni preventivi valgono una sola settimana e i tempi di consegna di certe configurazioni sono passati da 25 a oltre 45 settimane. Secondo Omdia oltre il 70% dei partner di canale ha già trasferito aumenti ai clienti finali.

Samsung e Google hanno alzato di circa 100 dollari i loro smartphone di punta, e il contagio arriva fino all’intrattenimento: Nintendo ha citato le memorie portando Switch 2 a 499,99 dollari, Microsoft ha fatto lo stesso prima del rincaro di Xbox di agosto.

Come comprare hardware in un mercato senza scorte

Non esiste una finestra di attesa conveniente: rinviare di 12 mesi un acquisto necessario significa quasi certamente pagarlo di più. Alcuni accorgimenti concreti.

Anticipare gli ordini legati a una data. Con consegne fino a 45 settimane, una messa in esercizio o un trasloco di sede richiedono 1 o 2 trimestri di margine in più rispetto al passato.
Trattare i preventivi come deperibili. Verificare per iscritto validità e clausola di revisione prezzi prima di costruirci sopra un budget annuale.
Pesare i contratti pluriennali. I produttori passano a intese da 3 a 5 anni e Micron riceve dai data center richieste superiori del 50% a quanto può impegnare. Un prezzo firmato oggi rischia di ancorarsi ai massimi, ma restarne fuori espone allo spot: la scelta è fra due rischi.
Dimensionare la memoria una volta sola. L’aggiornamento successivo costerà più dell’acquisto iniziale: il criterio è ciò che servirà a fine vita della macchina, non il minimo di oggi.
Allungare la vita del parco esistente. Aggiungere memoria negli slot liberi o sostituire i dischi meccanici con SSD costa una frazione di un rinnovo, purché il sistema resti coperto da aggiornamenti di sicurezza.
Non contare sul ribasso del modello uscente. Apple ha appena alzato il prezzo di un iPhone vecchio di un anno: lo sconto sulla generazione precedente non è più scontato.
Standardizzare le configurazioni. I fornitori danno priorità ai modelli più venduti: una macchina con memoria e dischi standard arriva prima di una su misura.
Usare meglio lo spazio che c’è. Spostare i dati poco consultati su supporti economici, eliminare le copie duplicate e usare SSD più capienti ed economici per gli archivi riduce il fabbisogno invece di inseguirlo.
Il cloud sposta il problema, non lo elimina. I provider comprano dalle stesse aziende: alla scadenza contrattuale il costo si ripresenta.

L’articolo Memorie introvabili, prezzi alle stelle: perché pc e smartphone costeranno sempre di più è tratto da Forbes Italia.