28 Settembre 2026

Alberto Sordi, l’uomo dietro la maschera: Alberto Sordi Secret

Il Nando Moriconi che sfida gli spaghetti, il Marchese del Grillo, il Tassinaro: Alberto Sordi il pubblico crede di conoscerlo a memoria. Eppure per tutta la vita l’attore ha custodito con rigore quasi ossessivo ciò che stava oltre la scena. A sollevare il velo, con il permesso implicito di chi quel velo lo aveva chiesto, è il cugino Igor Righetti, giornalista e conduttore radiotelevisivo Rai, che con Alberto Sordi Secret firma regia e sceneggiatura del primo docufilm internazionale dedicato alla vita privata dell’artista romano. Dopo le sale italiane, il Festival del Cinema di Roma e una lunga distribuzione estera, l’opera è arrivata in Italia su Prime Video.

Un approdo che parte da lontano

Il traguardo ha il sapore di un ritorno a casa. Il film è già nei cataloghi di Prime Video di Stati Uniti, Nuova Zelanda, Australia, Cina e Gran Bretagna, e ora completa il giro con l’Italia. Per l’occasione la presentazione si è tenuta nella gremita Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei deputati, su iniziativa del presidente della Commissione Cultura Federico Mollicone, che ha seguito il progetto fin dai primi passi. A dare il via all’incontro è stato il questore della Camera Paolo Trancassini.

In sala, alcuni degli attori protagonisti, tra cui Fioretta Mari e Maurizio Mattioli, i giovani Lorenzo Castelluccio ed Emily Shaqiri e Moira De Rossi, insieme a molti di coloro che hanno contribuito al film con testimonianze e ricordi personali. Presenti anche volti della televisione e dello spettacolo, decine di giornalisti e 150 influencer invitati da “Loro Comunicazione”.

Nel suo intervento Mollicone ha detto: “Alberto Sordi ha saputo cogliere le trasformazioni della nostra società, facendosi sottile interprete del costume nazionale e riuscendo a muoversi nelle nostre più profonde contraddizioni. È proprio in questa direzione che il lavoro di Igor Righetti trova la sua forza più autentica. Penetrando nella rigorosa riservatezza con cui Alberto Sordi ha sempre difeso la propria sfera personale e superando ogni superficialità e ogni facile stereotipo, questo docufilm ci consegna il ritratto denso e commovente di un uomo nella sua genuinità, permettendoci di rintracciare le radici umane della sua grandezza artistica”.

Il segreto è nei ricordi di famiglia

Righetti rivendica la natura del progetto: “Nel docufilm nulla è fiction, frutto di fantasia: attingo ai ricordi vissuti in prima persona e a quelli tramandati da mio padre Alessandro e da mio nonno Primo, zio di Alberto, attraverso episodi della vita familiare vissuti assieme a lui”. Per la prima volta, nella parte filmica compaiono genitori, zii, nonni e amici dell’attore. La narrazione si spinge fino all’adolescenza e al ritorno a Roma di un Alberto diciassettenne, dopo il periodo trascorso a Milano.

Una scelta precisa, spiega l’autore, perché “l’errore più grave che si può fare, e purtroppo è stato fatto da altri, è cercare di imitarlo. Di Alberto Sordi ce n’è stato uno solo”. Raccontare l’uomo che si nascondeva dietro la maschera, aggiunge, significa anche comprendere meglio il suo cinema. Il senso profondo dell’opera è impedire che il tempo cancelli la memoria di un artista che ha lasciato un segno irripetibile, facendo conoscere alle nuove generazioni non solo i film e i personaggi, ma l’uomo, la sua storia e ciò che lo ha reso unico.

Dal libro allo schermo, con il “permesso” di Sordi

Alberto Sordi Secret dura 90 minuti ed è prodotto da Massimiliano Filippini e CameraWorks, con la fotografia di Gianni Mammolotti, le musiche di Maria Sicari e i costumi di Stefano Giovani. Realizzato anche in inglese e spagnolo, nasce dal libro Alberto Sordi segreto (amori nascosti, manie, rimpianti e maldicenze), scritto da Righetti, pubblicato da Rubbettino editore con la prefazione del critico Gianni Canova e arrivato alla 12ª ristampa.

Alla base c’è anche una richiesta dello stesso Sordi. Ai familiari più stretti diceva di non voler vedere la propria vita privata trasformata in materia pubblica, ma che, a tempo debito, avrebbe desiderato essere ricordato. Righetti racconta: “Ci aveva chiesto di condividere ricordi e aneddoti soltanto quando lui fosse andato, come diceva con la sua proverbiale scaramanzia e ironia, ‘in orizzontale’. Così mi farete piacere perché mi ricorderete ai miei tanti estimatori e mi farete conoscere alle nuove generazioni. È quello che ho fatto prima con il libro ‘Alberto Sordi segreto’ e successivamente con il docufilm ‘Alberto Sordi Secret’”.

Infanzia e adolescenza, per la prima volta

Le scene ambientate tra gli anni Venti e Trenta sono girate in bianco e nero, in formato 4:3, con costumi e auto d’epoca. Nel cast figurano anche Emanuela Aureli, Daniela Giordano, Mirko Frezza, Enzo Salvi, Daniele Foresi, Vincenzo Bocciarelli, Fabrizio Raggi, Valerio Mammolotti e Flavio Raggi.

La ricostruzione si intreccia con le testimonianze di parenti, amici e personalità del cinema, della televisione e dello spettacolo: Pupi Avati, Rosanna Vaudetti, Elena de Curtis, Patrizia e Giada de Blanck, Sabrina Sammarini, Piera Arico, Fiona Bettanini, Tiziana Appetito, Alessandro Canestrelli, Jason Piccioni, Cecilia Gremese, Rino Barillari, Luca Colantoni, il segretario di Stato per il Turismo di San Marino Federico Pedini Amati, il direttore della fotografia Sergio D’Offizi, il sindaco di Sgurgola Antonio Corsi, l’autore e coordinatore generale delle celebrazioni della Lira Sandro Sassoli, il direttore del relais “Marchese del Grillo” Mario D’Alesio, la chef Emanuela Della Mora e Fabio Bianchi, già presidente dell’associazione Marchese del Grillo.

Nessuna intervista da studio televisivo, però: le voci sono testimonianze inserite in una narrazione dal ritmo giornalistico, guidata dalla voce narrante di Dado Coletti. A comporre il racconto contribuiscono immagini e filmati inediti dell’Istituto Luce, audio originali e fotografie dagli album di famiglia di Righetti e dagli archivi personali dei protagonisti.

Dentro le case, oltre l’immagine pubblica

La macchina da presa entra in luoghi mai mostrati al pubblico: gli interni della blindatissima villa di Castiglioncello, in Toscana, dimora estiva dell’attore; la tenuta del vero Marchese del Grillo a Fabriano, dove Sordi amava rilassarsi; la casa natale della madre Maria Righetti a Sgurgola, in provincia di Frosinone. Si è girato anche nel Parco archeologico di Ostia antica, nel borgo dove abitava Pietro Marchetti, il personaggio del Tassinaro, oltre che a Castiglioncello, Narni e nella Repubblica di San Marino.

Il racconto svela tratti poco noti della personalità di Sordi: il rapporto conflittuale con il padre Pietro, contrario alla carriera d’attore; l’attrazione per la nobiltà; il sesso vissuto come peccato; la gelosia verso i propri beni; gli amori mai svelati; la cultura esibita attraverso l’antiquariato e una collezione di libri mai letti; la dedizione assoluta al lavoro; la scelta di avere pochissimi amici; l’affetto per gli animali e la vera e propria mania per le case. Ne emerge un Sordi lontano dall’immagine pubblica.

Righetti lo sottolinea: “Nel docufilm non ci sono i soliti due o tre nomi celebri con i loro pochi ricordi che ormai sanno tutti a memoria. Altrimenti non avrei intitolato l’opera ‘Secret’. Ho voluto raccontare ciò che il pubblico non conosce, partendo dall’infanzia e dall’adolescenza di Alberto e mostrando aspetti della sua personalità che aiutano a comprendere anche l’uomo che è diventato”. E aggiunge: “Il progetto nasce inoltre dalla volontà di utilizzare linguaggi differenti. Come nei miei programmi radiofonici e televisivi Rai ho lavorato sulla contaminazione tra generi e linguaggi diversi per realizzare un progetto multipiattaforma: televisione, radio, teatro e cinema. La narrazione filmica è accompagnata da un linguaggio giornalistico nel quale la storia resta sempre centrale”.

Indipendente, premiato, senza fondi pubblici

Il film è un’opera indipendente che, prima di approdare su Prime Video Italia, ha viaggiato tra le sale italiane, il Festival del Cinema di Roma, l’Ambasciata italiana della Repubblica di San Marino e i mercati esteri. Finora ha raccolto 36 premi in Italia e all’estero e continua a farne incassare. L’ultimo, arrivato dagli Stati Uniti pochi giorni fa, è il New York Film & Cinematography Awards come miglior docufilm.

Tra i riconoscimenti italiani ci sono il Marateale Award, il Premio Anna Magnani, l’Ischia Global Film & Music Festival e il Premio Annuario del Cinema News. All’estero spiccano Miami Cinematic International Fest, American Golden Picture International Film Festival, Los Angeles Film & Documentary Award, Eastern Europe Film Festival, New York International Cult Film Festival, Indian Independent Film Festival e molti altri. A Wilmington, negli Stati Uniti, è stata inoltre promossa una giornata interamente dedicata al docufilm, con eventi sulla figura di Sordi e sulla sua Roma, a cui ha preso parte anche l’ex presidente degli Stati Uniti Joe Biden.

Il produttore Massimiliano Filippini precisa: “Per realizzare il docufilm non abbiamo chiesto alcun finanziamento pubblico, ma ci siamo avvalsi di sponsor privati”. Tra i partner figurano il Parco archeologico del Colosseo, il Parco archeologico di Ostia antica, la Segreteria di Stato al Turismo della Repubblica di San Marino (nella persona del Segretario di Stato Federico Pedini Amati), i Comuni di Narni e Sgurgola, Beni Culturali della Diocesi di Terni Narni Amelia, Pasta Armando (premium brand di De Matteis Agroalimentare), Atim (Agenzia per il turismo e l’internazionalizzazione delle Marche), Artemisia Lab, BackLight Digital, ElsaBeauty-Firenze (DermoAnimalCare), Gruppo Recchia, il “Relais Marchese del Grillo” di Fabriano e l’azienda vitivinicola “La Cura” di Enrico Corsi.

Una memoria per chi verrà

Il film vuole trasmettere alle nuove generazioni la memoria di uno dei più grandi protagonisti della cultura popolare italiana, amato in Italia, Europa, Sud e Centro America, Russia, Australia e Stati Uniti. Proprio oltreoceano, nel 1955, il presidente Harry Truman lo invitò a Kansas City per consegnargli le chiavi della città e nominarlo governatore onorario, in segno di riconoscimento per la propaganda favorevole all’America veicolata dal personaggio di Nando Moriconi. Nel 1979 arrivò la cittadinanza onoraria di Plains, in Georgia. Non mancano le retrospettive negli Stati Uniti, dalla Carnegie Hall Cinema di New York a Los Angeles e San Francisco, fino a Sydney.

A chiudere il docufilm è la colonna sonora finale, Alberto nostro, la prima canzone dedicata a Sordi in chiave di stornello romano, scritta e interpretata da Righetti e Samuele Socci, con l’arrangiamento di Phil Bianchi.

L’articolo Alberto Sordi, l’uomo dietro la maschera: Alberto Sordi Secret è tratto da Forbes Italia.

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