28 Settembre 2026

Guidare il mercato o subirlo: la rivoluzione digitale e umana del Sumeet 2026 di Bp Group

Una cosa è teorizzare l’innovazione, un’altra è farla respirare a centinaia di persone riunite nella stessa sala. Il Sumeet 2026 di Bp Group, gruppo di aziende che offrono servizi e soluzioni a Studi Professionali e Pmi, ha scelto la seconda strada, trasformando il Palacongressi di Riccione in un vero e proprio laboratorio di futuro.

C’è un momento preciso nella vita di ogni azienda in cui occorre guardarsi allo specchio e ammettere che le logiche del passato non sono sufficienti a loro stesse per affrontare il futuro. È con questa consapevolezza che Alfredo Rosa, Ceo di Bp Group, ha aperto i lavori del Sumeet 2026, davanti a una platea composta da collaboratori, partner ed ospiti autorevoli.

I tre pilastri dell’innovazione: consulenza, impresa e valore

L’evento ha visto alternarsi sul palco voci autorevoli dell’innovazione italiana, chiamate a declinare la visione di Bp Group attraverso tre prospettive complementari: l’architettura della consulenza, l’architettura d’impresa e, infine, l’architettura del valore. A inaugurare il primo capitolo è stata Elisabetta Bracci, fondatrice di Jump Facility e direttrice del Clust-ER Innovate dell’Emilia-Romagna, che ha smontato la paura del cambiamento invitando i professionisti a uscire dalla propria zona di comfort e ad affrontare l’evoluzione come un’opportunità di crescita. Su questa stessa direttrice si è inserito il confronto tra Giancarlo Allione, amministratore delegato di Eutekne, e Giovanni Pierani, direttore vendite di Bp Group, che hanno approfondito il tema della difesa dell’autorevolezza del dato in un’era caratterizzata da un’inflazione dei contenuti. Il loro intervento ha ribadito come la partnership storica tra le due realtà non prescinda dalla tutela del rigore normativo a beneficio del professionista, garantendo che quest’ultimo resti il vero baluardo a salvaguardia delle imprese, senza mai perdere la centralità dell’uomo.

Dalla consulenza, il racconto si è spostato così sull’architettura d’impresa, dove la tecnologia è stata ricondotta alla concretezza dei processi e delle esigenze quotidiane. Antonio Guadagno, ingegnere informatico, divulgatore e formatore, ha illustrato come l’AI debba servire a eliminare la “zavorra” operativa, restituendo tempo di qualità al business. Una visione che ha trovato applicazione concreta nell’intervento di Andrea Rosa, direttore commerciale di Passepartout, Mattia Croatti, vice direttore vendite di Bp Group, e Matthias Castiglioni, direttore tecnico di Bp Group, che hanno calato la tecnologia nella realtà delle PMI, dimostrando come l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei sistemi gestionali agisca oggi come un vero e proprio “abilitatore”, permettendo di analizzare i Big Data e velocizzare i processi con pragmatismo, mantenendo però come priorità assoluta la solidità e l’affidabilità dei flussi aziendali. A completare questa prospettiva è stato quindi Giuseppe Guastamacchia, direttore di Bp Digital, che ha illustrato come l’automazione sartoriale nei processi di marketing possa trasformare il tempo risparmiato in una reale accelerazione del business.

Il percorso è approdato infine all’architettura del valore, riportando al centro il rapporto tra innovazione, tecnologia e capacità creativa dell’uomo. Massimo Temporelli, divulgatore della cultura scientifica, tecnologica e dell’innovazione, ha ricordato come la tecnologia rappresenti la più grande avventura dell’ingegno umano e necessiti sempre della creatività dell’uomo per generare un impatto concreto. A tirare le fila della convention è stato Alfredo Rosa, ceo di Bp Group, che ha tracciato dal palco la rotta per i mesi a venire, ribadendo come la vera evoluzione del Gruppo consista nel proporsi al mercato come portatori di un valore “inconfondibile”. Una direzione che si traduce anche nell’obiettivo finale dell’Ecosistema Bp: togliere il caos della frammentazione tecnologica e restituire ai clienti serenità, tempo e un unico partner affidabile.

Oltre lo schermo: il profumo dell’Ecosistema

A dimostrazione che l’innovazione non passa solo dai codici binari, l’evento ha rotto gli schemi tradizionali. La platea è stata coinvolta in un innovativo Team Building Olfattivo.

Guidati dallo scent designer di Ateneo dell’Olfatto, Alessandro Iaci, i collaboratori hanno lavorato in vari team miscelando essenze e note olfattive per creare dal vivo “Impronta Bp“, la nuova fragranza d’ambiente ufficiale dell’azienda. Una metafora potente per ribadire che la vera alchimia aziendale si ottiene solo quando talenti e caratteri diversi trovano il giusto equilibrio.

I Premi Impronta BP e le Spille del percorso

Bp Group ha assegnato, per la prima volta, i premi “Impronta Bp”, un riconoscimento pensato per chi ha lasciato un segno nella storia del gruppo. I due iconici riconoscimenti sono andati a realtà che hanno avuto il coraggio di non subire il mercato, ma di guidarlo: Studio Montaperto (Prima Impronta BP4U Studio) e S.I.S. – Sacchificio Industriale Sammarinese (Impronta nell’Integrazione Gestionale).

L’evento si è chiuso con un momento di grande coinvolgimento interno: la cerimonia di consegna delle Spille del percorso. La premiazione ha celebrato la lealtà e la dedizione dei collaboratori, dai nuovi arrivati fino ai veterani.

Un gesto che ha fatto da eco al messaggio di fondo di Alfredo Rosa: “L’intelligenza artificiale e le nuove architetture ci daranno la velocità per competere, ma per lasciare un segno indelebile sul mercato serve l’unica cosa che non si può programmare: le persone, il cuore del nostro Ecosistema”.

La gallery dell’evento:

Le interviste ai protagonisti:

L’articolo Guidare il mercato o subirlo: la rivoluzione digitale e umana del Sumeet 2026 di Bp Group è tratto da Forbes Italia.