22 Ottobre 2026

Moncler tiene nei 9 mesi, Stone Island punta sul prezzo pieno: il gruppo di Ruffini guarda al quarto trimestre

Il gruppo italiano Moncler, attivo nel settore del lusso, ha annunciato nella serata di ieri di avere concluso i primi nove mesi del 2026 con ricavi consolidati pari a 1.895,4 milioni di euro, in crescita del 6% a cambi costanti e del 3% a cambi correnti, rispetto ai 1.841,3 milioni dello stesso periodo del 2025. I risultati comprendono i ricavi del marchio Moncler e del brand Stone Island, che sono ammontati rispettivamente a 1.589,2 milioni (+2% a cambi correnti e +6% a cambi costanti) e a 306,2 milioni (+6% a cambi correnti e +8% a cambi costanti).

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L’andamento dei due brand ha mostrato differenze più marcate nel terzo trimestre dell’anno: il gruppo Moncler ha riportato ricavi per 605,5 milioni di euro, stabili a cambi costanti su base annua. Il risultato, pur migliore delle aspettative del consensus degli analisti, pari a 597 milioni di euro, ha messo in evidenza il rallentamento delle vendite. Ma a fronte del marchio Moncler, che ha contribuito al totale dei ricavi per 499,6 milioni di euro, registrando una flessione dell’1% su base annua a cambi costanti, si è messa in luce la buona performance di Stone Island che, pur incidendo in misura minore sui ricavi complessivi, con 105,9 milioni, ha segnato una crescita del 5%.

Il peso delle vendite in Emea

A pesare sulla performance del marchio Moncler è stato soprattutto il calo delle vendite dirette ai consumatori (Dtc). Mentre nei primi nove mesi del 2026 il canale ha performato bene, con ricavi pari a 1.290,8 milioni di euro, in rialzo del 6% su base annua a cambi costanti, nel terzo trimestre il quadro si è indebolito, con i ricavi del canale Dtc scesi del 2%, a causa di “un contesto operativo complesso e del perdurare di flussi turistici contenuti, in particolare nella regione Emea”. L’Emea è stato il vero neo per il brand: i ricavi sono scesi sia nei primi nove mesi (-5% a cambi costanti) che nel terzo trimestre (-8%), penalizzati dalla domanda locale debole e dal rallentamento del turismo, soprattutto asiatico.

A livello distributivo, a sostenere parzialmente i ricavi del marchio Moncler è stato il canale wholesale, che nel terzo trimestre ha segnato una crescita del 2% a cambi costanti. Stone Island ha mostrato in ogni caso una maggiore capacità di tenuta. I ricavi del marchio sono stati sostenuti dalla crescita sia del canale Dtc (+2% su base annua a cambi costanti) che del wholesale (+7%), quest’ultimo favorito anche dalla diversa tempistica delle consegne rispetto al 2025.

Anche Stone Island ha risentito della debolezza del traffico nei negozi dell’area Emea, con ricavi nel terzo trimestre stabili su base annua a cambi costanti. Ma il risultato è stato più solido rispetto a quello del brand Moncler.

La crescita in Asia e in America

A compensare il rallentamento europeo, nel caso di Stone Island, è stata soprattutto la crescita in Asia (+19%) e nelle Americhe (+13%). In particolare, in Asia tutti i principali Paesi “hanno continuato a registrare una forte crescita a doppia cifra”. Numeri decisamente migliori rispetto a quelli del brand Moncler, che ha segnato una buona performance in Asia, anche se in misura inferiore, con ricavi saliti del 5% su base annua (sempre a cambi costanti e nel terzo trimestre). Nelle Americhe, il brand Moncler è salito nel terzo trimestre del 2%, indebolendosi a causa del traffico più debole nel periodo. A fare meglio anche in questa area geografica è stato Stone Island, con i ricavi balzati del 13%, guidati dalla continua solida crescita a doppia cifra nel canale Dtc.

Il rallentamento di Moncler è evidente, ma va considerata la stagionalità del business, ancora legato soprattutto all’abbigliamento invernale. Sarà dunque soprattutto il quarto trimestre a chiarire la capacità dell’azienda di affrontare la debolezza dei consumi del lusso. Il presidente esecutivo Moncler, Remo Ruffini, che secondo Forbes ha un patrimonio netto stimato di 3 miliardi di dollari, ha evidenziando le sfide che l’intero settore del lusso ha dovuto continuare ad affrontare nel corso del terzo trimestre, a causa di uno scenario “estremamente complesso”. Il manager ha indicato l’importanza di rimanere concentrati sulla “strategia di brand, con una visione di lungo periodo”.

A proposito di strategie, non sfugge quella di Stone Island, che ha deciso di ridurre in modo significativo le attività promozionali e gli sconti. Il brand ha deciso di fatto di puntare su una strategia full price, che in Giappone e Corea è già attiva. Una scelta che punta a rafforzare il posizionamento del marchio, rendendolo meno dipendente dalle promozioni, pur con il rischio di penalizzare le vendite nel breve periodo. Per la strategia del gruppo, determinante sarà a questo punto conciliare la difesa del posizionamento dei propri marchi con la necessità di rilanciare le vendite, in un mercato del lusso ancora debole. Il quarto trimestre sarà il banco di prova decisivo, soprattutto per il brand Moncler, più esposto alla stagionalità

L’articolo Moncler tiene nei 9 mesi, Stone Island punta sul prezzo pieno: il gruppo di Ruffini guarda al quarto trimestre è tratto da Forbes Italia.