5 Novembre 2026

Chip e semiconduttori in caduta a Wall Street: il voto Usa mette sotto pressione la corsa ai data center

I titoli dei produttori di semiconduttori e delle memorie hanno imboccato giovedì la seconda giornata di forti vendite, alimentati dal timore che un Congresso a guida democratica possa rallentare lo sviluppo delle infrastrutture per i data center e danneggiare la domanda di chip.

Punti chiave

Verso le 10:30 di giovedì, le azioni Micron registravano un calo del 12%, Nvidia cedeva il 6%, Advanced Micro Devices (Amd) arretrava del 13,5% e Intel perdeva l’8%.
SanDisk ha subito un tonfo del 17%, Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. (Tsmc) è scesa del 7% e Marvell ha lasciato sul terreno l’11%.
Il titolo Qualcomm ha perso il 10% dopo che le stime della società sull’utile per azione per il trimestre in corso si sono rivelate inferiori alle aspettative degli analisti, oscurando previsioni sui ricavi superiori alle attese.
Il Dow Jones Industrial Average aveva guadagnato oltre 1.500 punti mercoledì, non appena l’incertezza politica si era dissolta con l’arrivo dei risultati delle elezioni di metà mandato. Tuttavia, molti titoli legati all’intelligenza artificiale e ai data center sono crollati sui timori di maggiori restrizioni allo sviluppo delle infrastrutture per via della conquista democratica di Camera e Senato.

Il contesto

Mentre gli investitori assimilano l’esito elettorale di martedì, cresce la preoccupazione per una possibile frenata nell’espansione dei data center. Per molti elettori in tutto il Paese, la volontà di rallentare la proliferazione di queste infrastrutture all’interno delle proprie comunità locali ha rappresentato un fattore decisivo nelle urne.

Figure democratiche come la neo-governatrice eletta dell’Ohio, Amy Acton — favorevole a una “moratoria condizionata” sui data center a meno che non si impegnino a coprire il 100% dei costi dei servizi di pubblica utilità — e la neo-governatrice eletta del Texas, Gina Hinojosa, che ha promesso una moratoria immediata, hanno raccolto un forte consenso proprio grazie a queste posizioni.

I produttori di chip, i cui ricavi dipendono strettamente dalla realizzazione dei data center, potrebbero andare incontro a ritardi nelle proprie prospettive di crescita a breve termine.

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Il caso Qualcomm

Qualcomm ha diffuso i risultati trimestrali, stimando per il primo trimestre del 2027 un utile per azione compreso tra 2,15 e 2,35 dollari, al di sotto della stima mediana degli analisti fissata a 2,32 dollari. La guidance ha allarmato gli operatori di mercato, nonostante ricavi previsti tra 10,4 e 11,2 miliardi di dollari, al di sopra delle proiezioni di 10,55 miliardi.

Nel quarto trimestre, la società ha registrato un fatturato di 10,3 miliardi di dollari contro i 10,1 miliardi stimati, con un utile per azione di 2,17 dollari (battendo la stima di 2,16 dollari). Nella nota ufficiale si evidenzia che “l’industria dei semiconduttori sta registrando un generalizzato aumento dei costi di approvvigionamento su fabbricazione dei wafer, assemblaggio, collaudo, packaging avanzato, memorie e altri materiali”, riflettendo le tensioni sulla catena di fornitura avvertite da molti operatori del settore.

L’articolo Chip e semiconduttori in caduta a Wall Street: il voto Usa mette sotto pressione la corsa ai data center è tratto da Forbes Italia.