5 Novembre 2026

The 50 Best Restaurants 2026, trionfa la cucina alla brace: vince Asador Etxebarri. Italia protagonista con Al Gatto Verde

È un ristorante immerso nei Paesi Baschi, lontano dalle grandi capitali gastronomiche, a conquistare il titolo di miglior ristorante del mondo. Si chiama Asador Etxebarri, si trova ad Atxondo ed è il regno dello chef Bittor Arginzoniz, che ha costruito la propria identità gastronomica intorno a uno degli strumenti più antichi della cucina: il fuoco. La sua filosofia, fatta di cotture alla brace, controllo delle temperature e valorizzazione della materia prima, ha convinto la giuria di The 50 Best Restaurants 2026, portando il ristorante al primo posto della classifica internazionale.

L’annuncio è arrivato il 4 novembre dal Teatro Municipal di Lima, in Perù, città che per la prima volta in 24 anni ha ospitato la cerimonia in Sud America, e Paese che ospita un’invidiabile primato di ristoranti in testa alla classifica. Questa è stata un’edizione significativa anche per la geografia della gastronomia mondiale, con l’Asia sempre più presente ai vertici e l’America Latina protagonista.

Al secondo posto si è classificato Gaggan di Bangkok, il ristorante dello chef indiano Gaggan Anand, seguito da Alchemist di Copenaghen, il progetto gastronomico di Rasmus Munk che ha fatto dell’esperienza immersiva e della ricerca interdisciplinare il proprio tratto distintivo. Quarta posizione per Quintonil di Città del Messico, mentre al quinto posto si trova Wing di Hong Kong. Una top five che fotografa un panorama sempre più internazionale, nel quale le tradizioni culinarie locali dialogano con tecniche contemporanee, ricerca e nuove forme di ospitalità.

Italia: cinque ristoranti nella top 50

Per la ristorazione italiana, il risultato più importante porta la firma di Jessica Rosval. Al Gatto Verde, il ristorante che guida all’interno di Casa Maria Luigia, la struttura di ospitalità di Massimo Bottura e Lara Gilmore alle porte di Modena, conquista il 24° posto, dopo essere entrato nella classifica al 92° nel 2025. Un balzo di 68 posizioni che rappresenta uno degli exploit dell’edizione. Per la chef canadese, già parte della brigata dell’Osteria Francescana, arriva anche il riconoscimento di Best Female Chef 2026.

La cucina di Rosval ha nel fuoco il proprio elemento identitario. Legna, braci, fumo e cotture ad alte temperature diventano strumenti per interpretare ingredienti del territorio, dalle carni dell’Appennino al pesce dell’Adriatico, passando per verdure e prodotti stagionali. Una tecnica ancestrale riletta in chiave contemporanea, che si inserisce in una visione più ampia della gastronomia, attenta anche alla sostenibilità e alla dimensione sociale. Rosval è infatti tra le fondatrici di Aiw (Association for the Integration of Women) e del progetto Roots, ristorante e percorso di formazione professionale rivolto alle donne migranti, nato proprio a Modena.

Sale anche Piazza Duomo di Enrico Crippa, ad Alba, che raggiunge la 20ª posizione dalla 39ª dello scorso anno. Un riconoscimento importante per una cucina che ha costruito la propria identità intorno alla biodiversità vegetale, agli orti e alla ricerca sulle materie prime del territorio delle Langhe.

Perdono invece alcune posizioni gli altri tre ristoranti italiani presenti nella top 50. Reale di Niko Romito, a Castel di Sangro, in Abruzzo, scende dal 18° al 27° posto. Atelier Moessmer Norbert Niederkofler, a Brunico, in Alto Adige, passa dal 20° al 38°, mentre Le Calandre dei fratelli Alajmo, a Rubano, in provincia di Padova, si colloca al 43°, rispetto al 31° del 2025.

L’Italia conta inoltre un’altra insegna nella classifica estesa, quella dal 51° al 100° posto: Uliassi di Mauro Uliassi, a Senigallia, che si posiziona al 51°.

Una classifica sempre più globale

Oltre ai risultati italiani, l’edizione 2026 conferma il peso crescente di destinazioni gastronomiche che negli ultimi anni hanno conquistato una posizione centrale nella scena internazionale. Bangkok porta tre ristoranti nella top 20: oltre a Gaggan, secondo, ci sono Sorn al 12° posto e Nusara al 18°, mentre Sühring è 14°. Hong Kong risponde con The Chairman, sesto, e Wing, quinto. La Danimarca si conferma un altro polo di riferimento grazie ad Alchemist, terzo, e Kadeau, ottavo.

Particolarmente significativo anche il risultato del Brasile, con Tuju di San Paolo che debutta direttamente al 16° posto, aggiudicandosi il premio Highest New Entry e quello per la migliore ospitalità, Art of Hospitality. In America Latina spicca anche il quarto posto di Quintonil a Città del Messico e il settimo di Kjolle di Pia Leon a Lima, che conferma la vitalità della scena gastronomica peruviana.

La graduatoria è il risultato delle votazioni di oltre 1.100 esperti internazionali, tra chef, ristoratori, giornalisti gastronomici e viaggiatori gourmet, organizzati in 28 aree geografiche. Ciascun membro della giuria esprime dieci preferenze sulla base delle esperienze gastronomiche vissute negli ultimi 18 mesi. Un sistema che restituisce una fotografia della ristorazione mondiale, senza limitarsi a un unico modello di alta cucina.

Il premio a Ferran Adrià e le nuove tendenze della cucina mondiale

Tra gli altri riconoscimenti assegnati durante la cerimonia, spicca il premio Icon a Ferran Adrià, lo chef catalano che con elBulli ha contribuito a trasformare radicalmente il linguaggio della gastronomia contemporanea. Un tributo a una figura che continua a influenzare generazioni di cuochi, ben oltre i confini della Spagna.

La classifica 2026 segna dunque un nuovo capitolo per The 50 Best Restaurants: se il vertice torna nelle mani di una cucina apparentemente essenziale come quella di Asador Etxebarri, costruita intorno alla brace e alla qualità assoluta della materia prima, il resto della graduatoria racconta un panorama sempre più articolato, nel quale convivono ricerca, identità territoriali, contaminazioni culturali e nuove forme di ospitalità. E per l’Italia, al di là delle posizioni perse da alcune delle sue insegne storiche, la scalata di Al Gatto Verde rappresenta uno dei segnali più interessanti.

L’articolo The 50 Best Restaurants 2026, trionfa la cucina alla brace: vince Asador Etxebarri. Italia protagonista con Al Gatto Verde è tratto da Forbes Italia.

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