OpenAI ha deciso di abbassare la propria valutazione per il prossimo round di finanziamento, dopo che alcuni investitori hanno espresso dubbi sulla valutazione di 1.400 miliardi di dollari. La notizia è stata riportata dal Financial Times. L’obiettivo di raccolta sarebbe di 30 miliardi di dollari e servirebbe da ponte verso un’offerta pubblica iniziale attesa nella prima metà del 2027, per la quale non è ancora stata fissata una data.
I fatti principali
OpenAI avrebbe ridotto da 1.400 a 1.250 miliardi di dollari la valutazione proposta agli investitori per il nuovo round di finanziamento, dopo aver incontrato le resistenze degli investitori coinvolti.
La società punta a raccogliere 30 miliardi di dollari in vista di una probabile Ipo, attesa entro la prima metà del 2027.
Secondo il Financial Times, OpenAI avrebbe fissato al 30 ottobre il termine per l’adesione degli investitori.
Nel 2026 OpenAI ha già raccolto circa 122 miliardi di dollari nel round concluso a marzo, che aveva portato la valutazione della società a 852 miliardi.
Il contesto
Il round di finanziamento attribuirebbe alla società proprietaria di ChatGpt una valutazione di 1.250 miliardi di dollari, pari a quasi il 50% in più rispetto agli attuali 852 miliardi, ma comunque meno di quanto inizialmente proposto agli investitori.
La riduzione della valutazione obiettivo di OpenAI sopraggiunge in un contesto di mercato segnato da una crescente sfiducia nei confronti del settore tech, in particolare, in un momento di diffidenza da parte degli investitori verso i colossi dell’intelligenza artificiale. Nella giornata del 22 ottobre, infatti, i sei uomini più ricchi al mondo hanno perso complessivamente 133 miliardi di dollari di patrimonio. A pesare sui titoli tecnologici sono stati soprattutto i dubbi sui ritorni dei massicci investimenti in infrastrutture e potenza di calcolo per l’AI, che minano la fiducia dei mercati e degli investitori.
La revisione della valutazione si inserisce nel contesto di un anno in cui OpenAI sembrava avviata verso la quotazione, salvo poi rinviarla. Lo scorso settembre, lo stesso Sam Altman aveva escluso un debutto in Borsa entro il 2026, citando, fra le motivazioni della scelta di rallentare, le preoccupazioni legate alla sicurezza dell’intelligenza artificiale.
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Ad accelerare in tal senso è stata Anthropic, che pare destinata a quotarsi entro la fine di novembre 2026. Una prospettiva che mette pressione all’azienda guidata da Altman, intenzionata ad accelerare la raccolta privata prima che la rivale assorba l’attenzione e le risorse finanziarie degli investitori, accettando di ridimensionare la valutazione proposta.
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OpenAI e la corsa agli investimenti nell’AI
La competizione fra i colossi del settore non si limita alla corsa allo sviluppo di modelli sempre più avanzati, ma si estende anche all’accesso ai capitali, soprattutto perché il bacino da cui attingono le aziende AI è composto in gran parte dagli stessi attori.
Nonostante la riduzione della valutazione obiettivo, nel corso dell’anno la società con sede a San Francisco ha già raccolto capitali per circa 122 miliardi di dollari nel round concluso a marzo, che ne aveva portato la valutazione a 852 miliardi. Per questo nuovo round, secondo il Financial Times, OpenAI avrebbe dato ai potenziali investitori tempo fino al 30 ottobre per aderire.
L’articolo Perché OpenAI sta tagliando la sua valutazione in vista dell’Ipo è tratto da Forbes Italia.