Articolo tratto dal numero di ottobre 2026 di Forbes Small Giants. Abbonati!
A sei anni il violino era il più divertente dei giochi. A nove, Mike Violinist, nome d’arte di Michele Calogiuri, era il più piccolo del conservatorio. A ogni lezione suo nonno non mancava mai, lo accompagnava e lo aspettava per ore. Una figura che profuma di bontà infinita, il primo role model di un bambino, oggi performer, produttore e imprenditore del settore eventi. Nel mondo di Mikevents, una delle realtà fondate dal violinista, arte, business e una nuova architettura dell’entertainment convivono perfettamente. Accanto al nonno, ci sono altri miti, fonte di ispirazione quotidiana: Hans Zimmer, Quincy Jones, David Garrett. E anche Steve Jobs, Richard Branson, Giorgio Armani. Molti giganti del passato e del presente, altrettante dimensioni.
Nella storia di Mike Violinist è impossibile trovare capitoli standard o paragrafi omologati: lungo la strada si trovano musica e ingegneria, tournée e aziende, club techno e matrimoni internazionali. “Durante l’adolescenza ho iniziato a esplorare pop, rock, jazz, musica balcanica ed elettronica. Non era una ribellione contro il classico: cercavo di capire fin dove potesse arrivare il violino”. A diciotto anni sono arrivati i primi lavori da turnista nei progetti di artisti pop e l’ingresso nel clubbing con Joyfull Family Records, realtà salentina legata alla techno e all’elettronica. Due ambienti opposti solo in apparenza: da una parte la disciplina dell’arrangiamento, dall’altra una pista da leggere in tempo reale.
Dalla laurea in ingegneria civile alla svolta professionale dopo il Covid
Il Salento è lo sfondo di un’educazione in alcuni tratti ben lontana dai canoni e super variegata. Dopo la laurea in ingegneria civile Mike Violinist ha lavorato per circa dieci anni in grandi realtà aziendali. Prove, viaggi e concerti facevano da contorno alla vita d’ufficio.
Il Covid ha cambiato tutto: gli eventi si sono fermati e quella doppia vita, ingegnere di giorno e artista di notte, diventa più difficile da ignorare. Mike sceglie con il cuore e decide così di fare della musica il suo lavoro principale. Determinante, racconta, il sostegno della moglie Alessia, oggi marketing manager dell’azienda.
L’evoluzione sul palco: il violino elettrico a cinque corde e l’archetto a Led
Nel tempo è maturato il modo di stare sul palco. Il violino elettrico a cinque corde, l’archetto a Led, la fisicità della performance hanno senso soltanto se servono la musica. “Un violinista può interpretare una melodia, ma può anche guidare il pubblico, cambiare la temperatura emotiva di una sala, costruire un crescendo e diventare parte della drammaturgia visiva di uno spettacolo”.
Il classico resta una grammatica da portarsi dietro. “Il violino porta con sé secoli di memoria e proprio per questo può generare un contrasto potentissimo quando incontra un beat elettronico”.
L’attività da produttore musicale e la colonna sonora per Hollywood
La curiosità scenica ha dato spazio molto presto ad altre forme e livelli di creatività. “Ho deciso di diventare produttore quando ho compreso che interpretare bene un brano non era più sufficiente per esprimere la mia visione”. Così l’artista e l’ingegnere smettono di vivere su binari paralleli.
Il mercato, intanto, si è fatto più aperto e più affollato. “Non è mai stato così facile pubblicare musica e non è mai stato così difficile ottenere attenzione reale”. Streaming e piattaforme hanno abbassato le barriere d’ingresso, ma hanno moltiplicato l’offerta. Per Mike la risposta sta nella capacità di costruire un’identità riconoscibile attraverso formati diversi: live, audiovisivo, sincronizzazioni per cinema e advertising. Tra i progetti c’è anche The Contract, thriller psicologico diretto da Massimo Paolucci con Kevin Spacey, Eric Roberts e Vincent Spano, per il quale è stato uno dei compositori della musica originale.
La figura dell’artista-imprenditore e la nascita di Mikevents
Diventa sempre più evidente il nuovo peso della figura artista-imprenditore. “L’artista genera intuizioni, accetta il rischio, cerca una voce e difende l’emozione. L’imprenditore costruisce le condizioni perché quell’intuizione possa diventare un progetto concreto”. In Italia, osserva il produttore, resiste ancora una diffidenza verso questa convivenza, come se il rapporto con il mercato rendesse meno autentica la creazione. La sua esperienza dice il contrario: struttura e metodo servono a far arrivare un’idea fino al pubblico.
Mikevents nasce proprio da questa convinzione. Ha preso forma come struttura dedicata alla direzione musicale e artistica degli eventi, attualmente lavora nei luxury wedding, negli eventi corporate, nell’hospitality e nelle produzioni internazionali, con oltre duecento appuntamenti l’anno e decine di artisti coinvolti.
Il metodo di progettazione artistica e i partner internazionali
Ruolo decisivo per la crescita dell’azienda è quello avuto da Federica Buda, cantante e creative director dell’agenzia. Insieme condividono l’idea di “progettare l’intrattenimento come parte dell’architettura dell’evento”. Prima si ascolta il cliente, si studiano ospiti e location, poi si costruisce il percorso musicale e si sceglie il cast: questa è la formula.
Così negli anni Mikevents ha reso indimenticabili alcuni dei momenti di partner di lustro come Bulgari, Hard Rock, AS Roma, Mundys, Victoria’s Secret, American Express. Negli eventi di alta gamma Mike può essere violinista, direttore artistico o restare dietro le quinte. La trasformazione avvenuta è interessante: il bambino del conservatorio oggi lavora perché uno show funzioni anche quando lui non è al centro della scena. E negli eventi corporate torna utile la vita precedente: “Un’azienda non cerca soltanto intrattenimento, ma una rappresentazione coerente del proprio posizionamento”.
L’espansione nel Middle East: un ponte tra Europa e Golfo Persico
Il sequel della storia guarda fuori dall’Italia. “Il futuro di Mikevents è soprattutto internazionale”. Il progetto più concreto è un hub nel Middle East, già avviato attraverso partnership, pensato come collegamento tra artisti, produzioni, hospitality e brand fra Europa e area mediorientale.
La rotta è già tracciata: “Non immaginiamo una semplice base commerciale, ma un centro capace di connettere artisti, produzioni, hospitality, brand ed eventi fra Europa e area mediorientale importanti”. Tra le partnership avviate: Billionaire Dubai, Sexy Fish, Chic Nonna, Gruppo Sheraton. Il sogno di Mike Violinist è già realtà.
L’articolo Chi è Mike Violinist: l’artista-imprenditore che ora porta il suo violino dai luxury wedding a Dubai è tratto da Forbes Italia.