23 Ottobre 2026

Eni, utile raddoppiato e dividendo extra: il titolo vola a Piazza Affari

Eni ha annunciato oggi i risultati del terzo trimestre e dei primi nove mesi del 2026, premiando gli investitori con un dividendo straordinario e il rafforzamento del buyback.

I conti del terzo trimestre

La solidità del bilancio di Eni è tutta incisa nei numeri, in particolare nella performance dell’utile netto adjusted che, pari a 2,8 miliardi di euro, è più che raddoppiato rispetto allo scorso anno, con un balzo del 125%. Equita ha messo in evidenza che l’utile ha battuto del 13% sia le sue previsioni che quelle del consensus.

Positivo anche il trend nel terzo trimestre dell’Ebit proforma adjusted di gruppo, che è ammontato a 6 miliardi di euro, raddoppiando rispetto al trimestre di confronto. Il flusso di cassa operativo adjusted, prima delle variazioni del capitale circolante, si è attestato a 4,29 miliardi di euro, consentendo al gruppo di finanziare investimenti organici per 1,3 miliardi e remunerare gli azionisti con 1,9 miliardi, tra dividendi (800 milioni) e buyback (1,1 miliardi).

L’indebitamento finanziario netto si è attestato a 6,7 miliardi a fine settembre, con un gearing proforma sceso al minimo storico del 9%. Le cifre hanno confermato la capacità di Eni di continuare a sostenere gli investimenti industriali e a remunerare in modo significativo i soci, a fronte di una leva finanziaria contenuta.

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Remunerazione degli azionisti: dividendo straordinario e buyback

La solidità del bilancio ha spinto Eni ad aumentare ulteriormente la remunerazione a favore degli azionisti, annunciando un dividendo straordinario di 0,46 per azione, per complessivi 1,3 miliardi, che sarà pagato il 9 dicembre, e il rafforzamento del piano di buyback a 3,8 miliardi, il 12% in più rispetto ai precedenti 3,4 miliardi e quasi il triplo degli 1,5 miliardi inizialmente previsti. Eni ha confermato anche il dividendo ordinario 2026 di 1,10 per azione, in crescita del 5% rispetto al 2025.

Guidance industriale 2026: target al rialzo per produzione, Ggp ed Enilive

Riviste al rialzo anche le guidance industriali per il 2026. Il gruppo ha migliorato l’outlook sulla crescita della produzione di petrolio e gas stimando ora un intervallo compreso tra 6 e 7%. Alzata a 1,5 miliardi (+50% rispetto alla previsione iniziale) la stima dell’Ebit proforma adjusted di Global Gas & Lng Portfolio (Ggp), divisione attiva nel gas.

Per Enilive, società specializzata nei biocarburanti e nella mobilità, l’Ebitda proforma adjusted è atteso a 1,4 miliardi (+30 rispetto alla previsione iniziale). Ancora, sul fronte dei risultati consolidati, Eni ha confermato le previsioni di capex lordi a 7 miliardi e capex netti inferiori a 4,5 miliardi comunicando un gearing proforma atteso al limite inferiore dell’intervallo del 10-15%.

Flusso di cassa e scenario commodity favorevole

Ma revisione più significativa ha riguardato la generazione di cassa, grazie all’apporto rappresentato dai prezzi più alti del petrolio e del gas. Eni ha di alzato l’outlook del flusso di cassa operativo adjusted (Cffo) per il 2026 a 16,5 miliardi, sulla base di uno scenario aggiornato che considera il Brent a 95 dollari al barile, un margine di raffinazione Serm di 18 dollari al barile e il gas Ttf a 55 euro/MWh, con un cambio euro/dollaro di 1,15.

Il contributo positivo dei rincari delle materie prime energetiche, alimentati dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, così come il miglioramento dei margini di raffinazione sono stati messi in evidenza anche da Equita, che ha definito i risultati di Eni “molto solidi”, rimarcando l’effetto positivo dello “scenario commodity favorevole”. A incidere positivamente anche i cambi leggermente positivi e la buona performance operativa.

Il commento di Claudio Descalzi e la reazione di Piazza Affari

Il ceo di Eni Claudio Descalzi ha attribuito i risultati alla “forza del nostro modello operativo” e agli investimenti selettivi in asset competitivi. In generale l’upstream, ovvero l’esplorazione e la produzione di petrolio e gas, si è confermato il principale motore della crescita e della generazione di cassa.

Nel terzo trimestre, il business E&P ha registrato una robusta crescita organica della produzione del 7% rispetto al terzo trimestre 2025, al netto degli effetti prezzo, e del 2% rispetto al trimestre precedente, raggiungendo 1,83 milioni boe/g, grazie alla progressiva entrata a regime dei nuovi progetti in Africa Occidentale, offshore del Messico e Norvegia, e sulla scia della piena operatività della JV Searah.

La centralità del business è stata confermata anche dalle nuove scoperte di risorse di idrocarburi, pari a 1,23 miliardi di barili dall’inizio dell’anno. Dalle dichiarazioni di Descalzi è emerso che Eni continua anche a a diversificare le fonti di redditività attraverso Enilive e Plenitude. Il ceo ha sottolineato allo stesso tempo che l’aumento di capitale e la nuova governance consentiranno a Plenitude di crescere in modo autofinanziato, riducendo l’esposizione finanziaria del gruppo. Il manager ha definito i risultati di Eni eccellenti. E Piazza Affari non ha aspettato a premiare quanto emerso dalla trimestrale del colosso, portando le azioni a volare fino a oltre il 4,5% e a svettare sull’indice Ftse Mib.

L’articolo Eni, utile raddoppiato e dividendo extra: il titolo vola a Piazza Affari è tratto da Forbes Italia.