di PNA
UniCredit punta a prendere il controllo di Commerzbank entro i primi due mesi del 2027, ma senza distogliere lo sguardo dall’Italia, dove potrebbe cogliere nuove opportunità di crescita attraverso l’acquisto di filiali e altri asset messi in vendita dalle banche coinvolte nel risiko.
A svelare le possibili nuove mosse in Germania della banca guidata dal ceo Andrea Orcel è stato un articolo pubblicato dal Financial Times, secondo cui Piazza Gae Aulenti, che ha già in mano il 47,59% di Commerzbank dopo il successo della sua ops, starebbe considerando un piano per l’atto finale da lanciare sul secondo istituto di credito tedesco: un’operazione che, secondo il Financial Times, sarebbe la più grande acquisizione di una banca europea dai tempi della crisi finanziaria.
Sulla base di informazioni raccolte da fonti vicine al dossier, gli scenari che si stagliano all’orizzonte di Orcel sarebbero due. Lo scenario migliore prevede il controllo di Commerzbank da parte di UniCredit a partire dal gennaio del 2027, mentre lo scenario di base sposta a febbraio il coronamento delle ambizioni di Orcel.
A quel punto, una volta assunto il controllo, sempre secondo l’FT, il banchiere romano inaugurerebbe una fase di profonda ristrutturazione di Commerzbank, riducendo la rete internazionale dell’istituto e tagliando di circa 20 miliardi di euro i prestiti corporate erogati al di fuori dei mercati core di Germania e Polonia.
Risiko bancario in Italia: le partite tra Intesa, Mps, Banco Bpm e Crédit Agricole
Ma il dossier Commerzbank non esclude che UniCredit guardi anche all’Italia. Orcel non ha infatti alcuna intenzione di rimanere spettatore del risiko bancario italiano, che ruota attorno a due grandi partite: l’opas lanciata da Intesa Sanpaolo su Mps e le due ops promosse dal Monte su Banco Bpm e Banca Generali. Dossier entrambi complicati, per gli effetti che potrebbero avere anche sul futuro di Generali. Sul risiko pesa anche la posizione di Crédit Agricole, maggiore azionista di Banco Bpm, che ha respinto l’offerta di MPS e che si è mostrata aperta a un’integrazione tra Crédit Agricole Italia e Banco Bpm.
Strategia UniCredit: mirino puntato sulle filiali in vendita per motivi Antitrust
L’ipotesi è che Orcel possa far leva proprio su questi nodi da sciogliere per espandere la presenza di UniCredit in Italia. Come? Già qualche giorno fa sono circolate indiscrezioni sulla formazione di un asse tra UniCredit e Crédit Agricole per il controllo di Banco Bpm, esattamente la banca su cui Piazza Gae Aulenti aveva lanciato un’ops nel novembre del 2024, naufragata poi nell’estate del 2025. Le indiscrezioni sono state tuttavia smentite da UniCredit, che le ha definite “infondate”.
Ancora prima, verso la fine dell’estate, oltre a menzionare Bpm, alcuni rumors avevano fatto i nomi di Mps e Banca Generali come possibili prede di Orcel.
Le voci di mercato sui piani italiani di UniCredit si sono fatte più insistenti qualche giorno fa, quando un articolo di Bloomberg ha riportato che la banca intenderebbe crescere in Italia, non tanto attraverso un’opa o acquisizioni in toto, ma rilevando asset che le banche italiane coinvolte nel risiko potrebbero essere costrette a vendere, per motivi di antitrust. Bloomberg ha scritto che la banca guidata da Orcel avrebbe segnalato il proprio interesse sia a Intesa Sanpaolo che a Crédit Agricole per l’acquisto di eventuali filiali o altri asset da dismettere nell’ambito delle rispettive operazioni su Mps e Banco Bpm.
L’opportunità dei nodi Antitrust per crescere nel Nord Italia
Di fatto, sebbene Intesa Sanpaolo abbia già previsto la cessione a Unipol di una parte della rete di filiali di Mps, nell’ambito della sua opas, l’Antitrust dovrà ancora stabilire se gli interventi programmati saranno sufficienti a garantire la concorrenza. Il Giornale ha riportato a tal proposito che esiste la possibilità che l’istruttoria Antitrust si concluda con la necessità, per Intesa SanPaolo, di procedere a ulteriori dismissioni, indicando che alcune fonti di mercato hanno ipotizzato cessioni fino a 200 sportelli, pur precisando che si tratta di una stima prematura. In questo scenario, UniCredit potrebbe comunque candidarsi ad acquisire parte degli asset eventualmente messi sul mercato.
Uno scenario analogo potrebbe verificarsi se prendesse forma l’ipotesi di una integrazione tra Crédit Agricole Italia e Banco Bpm. Anche in questo caso, UniCredit potrebbe essere disposta a rilevare alcuni asset eccedenti, come ha riportato Il Giornale, soprattutto in regioni considerate ricche e interessanti come l’Emilia-Romagna, la Lombardia e la Liguria.
Per Orcel, il consolidamento bancario italiano potrebbe quindi diventare un’opportunità di crescita senza una nuova grande acquisizione: UniCredit potrebbe puntare in modo selettivo sugli asset che Intesa, Crédit Agricole o altri gruppi potrebbero essere chiamati a dismettere per ottenere il via libera delle autorità. Crescendo in Italia e al contempo in Germania.
L’articolo Orcel prepara l’assalto finale a Commerzbank e studia le occasioni lasciate dal risiko italiano è tratto da Forbes Italia.