Di PNA
Il sipario sulla stagione delle trimestrali delle banche italiane è appena calato, e il messaggio arrivato dagli utili delle big del credito è chiaro: gli istituti versano in ottime condizioni di salute. I numeri dicono tutto: dall’analisi della Fondazione Fiba di First Cisl è emerso che Mps (Monte dei Paschi di Siena), UniCredit, Intesa Sanpaolo, Banco Bpm e Bper hanno generato nel primo semestre del 2026 utili netti per un ammontare superiore ai 15 miliardi di euro, in crescita del 3,7% su base annua.
Cosa può succedere a questo punto alle azioni degli istituti di credito, secondo gli analisti, in vista di eventuali nuove mosse nello scacchiere del risiko bancario? Attenzione all’altro grande fattore che potrebbe fare da leva ai titoli, nel caso in cui le previsioni degli economisti si concretizzassero: la possibilità che la Bce torni ad alzare i tassi di interesse dell’Eurozona, dopo il rialzo deciso lo scorso 11 giugno, il primo aumento dei tassi dal 2023.
L’Ecb Watch Tool riporta di fatto che i mercati stanno scommettendo su una nuova stretta monetaria nella prossima riunione della Bce del 10 settembre, con una probabilità di circa l’86%: notizia positiva per le banche italiane (e in generale per le banche dell’area euro), dal momento che tassi più elevati tendono a sostenere il margine di interesse e quindi i ricavi del settore. Il binomio risiko bancario/tassi più alti dell’Eurozona potrebbe fare dunque da assist ai titoli delle cinque banche italiane.
C’è tuttavia un ostacolo che rischia di smontare la prospettiva bullish per le azioni: il rally che gli stessi titoli hanno riportato dall’inizio del 2026. Non mancano così casi di azioni di banche italiane che, pur beneficiando di rating positivi, hanno già superato i target price degli analisti.
Un esempio illustre è Mps, il cui titolo viaggia attorno a quota 11,9 euro, dopo i forti scatti degli ultimi mesi (+31% circa negli ultimi 6 mesi). In media, il target price per le azioni Mps è di 11,03 euro, valore più basso di quello attuale. Ma gli analisti hanno iniziato già a muoversi, dopo la trimestrale migliore delle attese. Websim ha rivisto subito al rialzo il target price sulle azioni Mps fino a 12,5 euro, prezzo obiettivo superiore a quello attuale di Borsa. Stessa cosa hanno fatto gli analisti di Equita, che hanno annunciato oggi 10 agosto di avere migliorato il target price sulle azioni del Monte del 5% a 12,4 euro. Equita ha migliorato anche le stime sugli utili attesi per il 2026-28 del +4% in media, “principalmente per riflettere l’incremento delle stime relative a Mediobanca (in particolare su Consumer Finance e CIB)”.
Rimangono osservate speciali anche le azioni di Banco Bpm, ancora di più sotto i riflettori a causa speculazioni che sono state riaccese sulla possibilità che la banca finisca per optare per una fusione con la divisione italiana di Crédit Agricole, sua maggiore azionista. D’altronde, se il cda del Banco ha deciso di fare dietrofront su Mps, è stato proprio per l’opposizione della Banque Verte. In media, il consensus prevede un dietrofront per le azioni Banco Bpm. Il target price è pari infatti a 15,43 euro, rispetto agli attuali 17,10 euro. In media, il rating assegnato è hold.
Tra le altre grandi banche italiane, un margine di rialzo particolarmente elevato è riconosciuto invece a Intesa Sanpaolo. Dei 14 analisti che hanno una copertura sulle azioni, si mettono in evidenza ben 8 buy. In media il target price è pari a 7,13 euro, con gli analisti più bullish che scommettono su un balzo delle azioni fino a 7,80 euro, rispetto agli attuali 6,84 euro. Un’altra banca che piace molto agli analisti è Bper (che, sulla base all’accordo siglato tra Intesa SanPaolo e Unipol per il lancio dell’Opas su Mps, viene vista come potenziale sposa del Monte).
Se è vero che il target price medio è di 14,98 euro, poco distante dagli attuali 14,56 euro, la fiducia nei confronti delle azioni Bper è dimostrata dal target price più alto, pari a 16,30 euro, così come dalla preponderanza di rating buy e di strong buy (rispettivamente ben 3 e 4).
Rimane tra le 5 big del credito UniCredit, la banca italiana guidata dal ceo Andrea Orcel che, per ora concentrata sul successo dell’Ops su Commerzbank, rimane spettatrice del risiko bancario italiano. E sono proprio le sue azioni a salire sul podio dei titoli bancari quotati sulla Borsa di Milano più apprezzati dagli analisti. Il target price sui titoli è pari in media a 91,28 euro, rispetto al valore attuale di 84,50 euro.
Tra gli analisti c’è inoltre chi scommette su un rally delle azioni UniCredit fino a 107 euro, pari a +26,6%.
Ben 7 sono i rating Strong Buy, che confermano il sentiment altamente positivo insieme a 5 Buy sui titoli.
L’articolo Utili oltre 15 miliardi: perché le grandi banche italiane possono correre ancora in Borsa è tratto da Forbes Italia.