Paramount ha completato martedì l’acquisizione di Warner Bros. Discovery, dando vita a un nuovo colosso dei media chiamato Skydance, che controllerà una parte significativa dell’industria dell’intrattenimento. Si chiude così una vicenda durata mesi, durante i quali la fusione ha incontrato una forte opposizione a Hollywood.
I fatti principali
Paramount ha annunciato martedì mattina che l’operazione è stata finalizzata, dopo aver comunicato la scorsa settimana che prevedeva di concluderla proprio in questa giornata. In una nota, il ceo David Ellison ha definito quello di oggi un “giorno storico“.
Le azioni di Skydance inizieranno a essere negoziate in Borsa con il simbolo “Skyd”, ha comunicato martedì la società, mentre le azioni Warner Bros. cesseranno di essere scambiate.
La fusione unisce due giganti dei media che già controllavano asset significativi in tutto il settore, mettendo insieme i due studi cinematografici delle società e importanti controllate, tra cui Cnn, Cbs, Hbo e una serie di altre reti via cavo.
La chiusura dell’operazione arriva dopo una battaglia legale durata mesi, durante la quale alcuni Stati hanno cercato di bloccare la fusione, sostenendo che violasse le leggi federali antitrust. Il mese scorso, tuttavia, i procuratori generali hanno infine raggiunto un accordo con Paramount invece di portare il caso a processo, spianando così la strada al completamento della fusione.
La fusione ha comunque continuato a incontrare una forte opposizione a Hollywood. I suoi detrattori sostengono che porterà a meno posti di lavoro, contenuti meno ambiziosi e prezzi più alti, e hanno criticato l’accordo raggiunto dagli Stati con Paramount, giudicandolo eccessivamente favorevole al colosso dei media.
Ellison ha respinto le preoccupazioni dei critici, sostenendo martedì che la nuova società sarà un “concorrente più forte” nell’industria dei media, “con i talenti, le risorse e la portata necessari per raccontare grandi storie in ogni genere, su ogni piattaforma, per il pubblico di tutto il mondo”. Resta tuttavia ancora da vedere come si tradurranno concretamente le nuove attività di Skydance.
Come sarà Skydance?
Lunedì Paramount ha annunciato la nuova struttura dirigenziale di Skydance, in vista del completamento della fusione, che vedrà il ceo di Mattel Ynon Kreiz diventare nuovo co-ceo della società al fianco di David Ellison. Il nuovo gruppo dirigente comprende anche alcuni manager provenienti dalla ex Warner Bros., come il responsabile di Hbo Casey Bloys e il direttore di Cnn Mark Thompson.
Altri dirigenti di Warner Bros., invece, hanno lasciato la società, come i responsabili degli studios Michael De Luca e Pamela Abdy. La leadership degli studios di Paramount assumerà infatti il controllo delle attività di Skydance, nonostante De Luca e Abdy abbiano supervisionato successi al botteghino dello scorso anno come Sinners e A Minecraft Movie.
Anche il ceo di Warner Bros. David Zaslav ha lasciato la società lunedì, ricevendo, secondo quanto riportato, una buonuscita da 550 milioni di dollari con il completamento della fusione.
Nonostante le due società abbiano unificato la leadership ai massimi livelli, le prime indicazioni suggeriscono che alcuni dei principali asset della nuova Skydance continueranno a operare separatamente. Cnn e Cbs News resteranno entità distinte, mentre Bloys ha lasciato intendere che Hbo Max e Paramount+ non saranno riuniti in un unico servizio di streaming.
Cosa non sappiamo
Resta da capire come funzioneranno concretamente le attività di Skydance. Sebbene Ellison abbia da tempo esaltato gli ambiziosi piani della società per diventare una potenza nel settore dei media, l’azienda entra nella sua nuova era gravata da quasi 80 miliardi di dollari di debito, che richiederanno misure di riduzione dei costi per essere abbattuto.
In base ai termini dell’accordo di finanziamento, Skydance dovrà ridurre significativamente il debito entro il 2029; in caso contrario, il padre di Ellison, Larry Ellison, dovrà farsene carico utilizzando il proprio patrimonio.
Paramount aveva inoltre dichiarato in precedenza che la fusione avrebbe portato ad almeno 6 miliardi di dollari di riduzione dei costi, un obiettivo che gli osservatori dell’industria dei media prevedono da tempo sarà raggiunto attraverso licenziamenti.
In base ai termini dell’accordo raggiunto con gli Stati, Skydance dovrà produrre almeno 30-32 film all’anno per i prossimi cinque anni e realizzarne una determinata percentuale negli Stati Uniti. Solo una piccola parte, tuttavia, dovrà essere costituita da film “indipendenti” — definiti come opere basate su una sceneggiatura originale o realizzate da uno studio più piccolo — oppure da film “tentpole”, produzioni ad alto budget pensate per attirare un vasto pubblico.
Sarà inoltre creato un comitato editoriale indipendente incaricato di supervisionare Cnn e Cbs News, dopo che alcuni critici hanno espresso preoccupazione per il fatto che Ellison, considerato vicino a Trump, possa esercitare un’influenza sulla copertura giornalistica delle due emittenti. Resta però da vedere come Cnn e Cbs News opereranno nella nuova era di Skydance.
Le principali critiche
La fusione tra Paramount e Warner Bros. ha suscitato una significativa opposizione in tutta Hollywood, con diversi esponenti dell’industria convinti che l’operazione finirà per limitare la concorrenza creativa, ridurre i posti di lavoro nel settore e aumentare i prezzi per i consumatori.
Block the Merger, una coalizione di gruppi dell’industria cinematografica, ha dichiarato in una nota dopo l’approvazione dell’accordo la scorsa settimana che la fusione “costerà posti di lavoro, soffocherà la creatività, indebolirà il giornalismo indipendente e danneggerà i nostri diritti garantiti dal Primo Emendamento”, prevedendo che gli effetti dell’operazione “saranno di vasta portata, duraturi e impossibili da contenere”.
L’articolo Skydance è realtà: Paramount completa la fusione da 110 miliardi con Warner Bros. è tratto da Forbes Italia.