Contenuto tratto dal numero di agosto 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
Prof. Edoardo Cervi BRANDVOICE | paid program
Guardare oltre i confini nazionali per portare in Italia il meglio della medicina internazionale. È l’obiettivo del professor Edoardo Cervi, uno dei punti di riferimento della chirurgia vascolare flebologica italiana. Bresciano, classe 1973, Cervi si è formato in due dei poli accademici più importanti del Paese: specializzazione in chirurgia generale a Brescia e in chirurgia vascolare a Pavia. Il suo percorso è passato poi per diversi anni agli Spedali Civili di Brescia ed è stato arricchito da esperienze internazionali, tra cui quella a Strasburgo. Oggi è responsabile dell’unità di flebochirurgia dell’Ospedale San Camillo di Milano.
Negli ultimi anni Cervi si è concentrato su due ambiti complementari: la flebologia, dedicata all’insufficienza venosa degli arti inferiori – condizione diffusa che nelle forme più severe evolve in trombosi e ulcere cutanee – e la proctologia, con focus sulla patologia emorroidaria, spesso trascurata per pudore. Il filo conduttore è rappresentato dalle tecniche mini-invasive, con un disagio post-operatorio ridotto al minimo.
Dalla Spagna alla Cina da remoto: le nuove tecnologie applicate alla flebologia
Il 2026 ha segnato un nuovo salto in avanti. Grazie alla costante partecipazione a congressi internazionali, Cervi è stato tra i primi in Italia a importare una tecnica sviluppata in Spagna e finora inedita nel nostro Paese: la crioscleroterapia. Il trattamento consiste nell’iniezione di una soluzione sclerosante raffreddata, che induce la chiusura delle vene combinando l’azione del freddo e dell’agente sclerosante: un’arma in più nel trattamento di varici reticolari e teleangectasie, le ‘ragnatele’ vascolari visibili sulla pelle. Cervi ricorda però che l’insufficienza venosa resta una patologia cronica: il trattamento non elimina la predisposizione di fondo, ma consente di gestirla con efficacia nel tempo.
È stato anche il primo in Italia ad applicare l’ecocolordoppler 3D alle vene e a creare un modello tridimensionale per meglio definire la patologie venosa in acuto e cronico. Il suo impegno nella diagnostica a distanza lo ha portato anche a diventare il primo medico al mondo a eseguire un ecocolordoppler da remoto, operando da Barcellona su un paziente che si trovava a Shenzhen, in Cina, tramite un braccio robotico di ultima generazione. Il denominatore comune della sua carriera è l’aggiornamento costante, unito a presenze regolari come relatore ai principali congressi mondiali di flebologia.
L’articolo Le frontiere della cura: come Edoardo Cervi porta in Italia il futuro della medicina internazionale è tratto da Forbes Italia.