25 Agosto 2026

Il think tank di Mario Draghi per la competitività europea. Ci sono anche Andrea Pignataro e Luca Ferrari

Rilanciare crescita, produttività, innovazione e competitività in un contesto internazionale complesso, dominato da dipendenze energetiche e tecnologiche, e concorrenza spietata.

È questa la mission principale del think tank Rhine Group fondato da Mario Draghi, ex governatore della Banca Centrale Europea e Patrick Collison, co-fondatore e ceo della piattaforma di servizi finanziari Stripe. Il gruppo è composto da economisti, imprenditori, accademici e protagonisti della politica europea, con l’obiettivo di trasformare il rapporto sulla competitività che Draghi ha consegnato alla Commissione Europea nel 2024 in un agenda concreta di riforme.

La base da cui partire per rilanciare l’Europa

“Il declino non è inevitabile, ma è la direzione che abbiamo intrapreso se non agiamo con urgenza”, si legge sul documento ed è il punto di partenza da cui nasce la necessità di formare questo gruppo. Il report Draghi sulla competitività aveva evidenziato le principali debolezze e mancanze dell’economia dell’Unione Europea e aveva proposto oltre 170 interventi che riguardavano energia, industria, difesa, infrastrutture digitali, mercati dei capitali e produttività. Ma non si è mai passati dalla teoria alla pratica.

Il gruppo non si definisce un’istituzione europea e non pretende di sostituirsi alla Commissione o ai governi nazionali. Si tratta invece di un luogo di confronto e di discussione sul futuro economico dell’Unione Europea, mettendo insieme esperienze e competenze diverse. Il direttore esecutivo sarà Luis Garicano, economista spagnolo ed ex eurodeputato, e la sede legale sarà in Svizzera, presso la società fiduciaria L&S Trust Services di Ginevra.

Ritrovare la propria autonomia

Tra le cinquanta maggiori aziende tecnologiche al mondo, solo quattro sono europee: l’Europa parte quindi in una situazione di debolezza in un mondo dominato da tecnologie emergenti destinate a plasmare il futuro e che saranno strategiche per la crescita futura. “Per decenni – si legge nel documento- un contesto globale favorevole ha attutito questo declino. Il commercio è cresciuto all’insegna di regole multilaterali. Le interdipendenze apparivano reciproche e, di conseguenza, innocue. Oggi non è più così. Il modello di crescita europeo si sta esaurendo e siamo sempre più in balia di eventi esterni che sfuggono al nostro controllo”. Stati Uniti e Cina stanno dominando i mercati tecnologici globali e hanno politiche commerciali più solide. Ecco che in questo scenario, l’Europa deve riuscire a rilanciare la propria autonomia.

Nel documento si ricorda inoltre che l’Europa non è un mercato marginale, ma è il secondo mercato più grande del mondo.

I membri del think tank

Tra i membri del gruppo, si leggono nomi illustri dell’economia, della finanza e dell’impresa: il presidente di Iliad Xavier Niel, l’ex ministro francese Bruno Le Maire e il ceo del gruppo Le Monde Louis Dreyfus, l’ex presidente estone Toomas Hendrik Ilves e la presidente del Centre for Economic Policy Research Beatrice Weder di Mauro, il Premio Nobel Philippe Aghion e la direttrice dell’Economist Zanny Minton Beddoes. Tra gli imprenditori digitali, Tobi Lütke di Shopify, Niklas Zennström di Atomico e Sebastian Siemiatkowski di Klarna.

Per quanto riguarda gli italiani coinvolti, ci sono gli economisti Francesco Giavazzi, professore emerito di economia alla Bocconi e consigliere economico di Palazzo Chigi, e Lucrezia Reichlin, economista alla London Business School, che ha diretto la ricerca della Bce e siede nei consigli di Morgan Stanley, Ageas e Messaggerie Italiane. C’è il fondatore e amministratore delegato dell’azienda globale di tecnologia finanziaria e software Ion Group Andrea Pignataro (secondo Forbes, è l’uomo più ricco d’Italia, con un patrimonio netto di 42,1 miliardi di dollari) e l’ex ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale del governo Draghi Vittorio Colao. Altre presenze sono Francesco Decarolis, professore alla Bocconi, che ha collaborato con Commissione europea, Palazzo Chigi e Autorità garante della concorrenza e l’economista con cittadinanza svizzera e italiana Beatrice Weder di Mauro che presiede il Centre for Economic policy research.

Infine, il co-fondatore di Bending Spoons Luca Ferrari (ha un patrimonio netto di 3,4 miliardi di dollari), l’uniscono italiano attivo nello sviluppo di applicazioni per dispositivi mobili, che si è recentemente quotato a Wall Street con una valutazione di circa 18,4 miliardi di dollari.

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L’articolo Il think tank di Mario Draghi per la competitività europea. Ci sono anche Andrea Pignataro e Luca Ferrari è tratto da Forbes Italia.