Contenuto tratto dal numero di settembre 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
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Per anni il dibattito sull’automobile si è concentrato su una domanda: i costruttori cinesi riusciranno a conquistare l’Europa? Oggi la sfida è diversa: non esportare automobili, ma diventare parte integrante dell’industria europea. È questa la trasformazione che racconta il percorso di Byd, la tech company che in pochi anni è diventata il primo produttore mondiale di veicoli elettrificati e che in Europa sta costruendo una presenza forte fondata su ricerca, design, produzione e infrastrutture.
Budapest ospita il quartier generale europeo e un centro di ricerca dedicato all’intelligenza artificiale e alle tecnologie di nuova generazione; Milano è stata scelta come digital hub e come centro stile per i modelli europei, dove prendono forma modelli sviluppati per il mercato continentale, come la Dolphin G lanciata a giugno. Anche il management segue questa logica: Byd ha affidato lo sviluppo europeo a dirigenti con una solida esperienza nell’industria automobilistica occidentale. “Stiamo lavorando dal primo giorno per rendere Byd un costruttore europeo”, sintetizza Alessandro Grosso, country manager di Byd e Denza Italia.
Per decenni i costruttori europei hanno delocalizzato la produzione in Asia. Oggi, invece, un grande gruppo cinese investe in Europa per avvicinarsi ai clienti, sviluppare prodotti dedicati e consolidare la propria credibilità industriale e commerciale in loco. E i numeri indicano che questa strategia sta dando risultati concreti continui. A luglio Byd ha continuato a crescere con percentuali a tre cifre e ha immatricolato in Italia 4.466 vetture – una quota del 3,6% -, confermandosi per il terzo mese consecutivo nella top 10 del mercato.
Ancora più significativo il primato nell’elettrificato, con una quota del 22,1%, mentre nei primi sette mesi del 2026 il marchio ha superato le 33.900 immatricolazioni, quasi triplicando i volumi rispetto allo stesso periodo del 2025. La crescita prosegue anche nel resto d’Europa: nel Regno Unito le vendite di luglio sono aumentate del 107%, in Spagna dell’81%.
A tutto ciò corrisponde un modello di sviluppo sul territorio senza paragoni. Ad esempio, in Italia Byd dispone di oltre 100 punti vendita, di due hub logistici che assicurano consegne dei ricambi in 24-48 ore e di scali dedicati come Livorno e Gioia Tauro per l’arrivo delle proprie navi. A completare il sistema c’è la prima stazione Flash Charging da 1.500 kW inaugurata a Bologna, apripista di una rete europea di ricarica ultraveloce. La partita, quindi, va oltre le quote di mercato: l’automotive globale sta entrando in una fase in cui non vince più soltanto chi produce le auto migliori, ma chi riesce a costruire un ecosistema industriale e commerciale radicato nei territori. La nazionalità del costruttore conta sempre meno; la capacità di diventare davvero locale, sempre di più.
L’articolo Come Byd investe in Europa per avvicinarsi ai clienti in un mercato sempre più importante è tratto da Forbes Italia.