27 Ottobre 2026

Tecnologia per tutti: i progetti di Maire per l’accesso all’informazione e all’inclusione

Contenuto tratto dal numero di ottobre 2026 di Forbes Italia. Abbonati!

Il divario economico tra l’Italia da una parte e Stati Uniti e Cina dall’altra si sta ampliando sempre di più. Investire in efficienza e nella transizione energetica è cruciale per la competitività industriale e la crescita economica del Paese. C’è bisogno di ingegneri, tecnici, specialisti di processo. Ma in Italia solo il 16,8% delle giovani donne tra i 25 e i 34 anni ha una laurea Stem: un dato che si traduce in una minore presenza femminile nei ruoli tecnici più richiesti dal mercato. Questo significa che una parte consistente del talento disponibile non arriva nemmeno alla porta.

Il gruppo Maire, guidato dal presidente e fondatore Fabrizio Di Amato, ritiene che allargare quella porta non sia un gesto di cortesia sociale, ma il modo per avere le competenze necessarie a decarbonizzare. Da qui l’obiettivo di portare al 50% la quota di donne tra le nuove assunzioni entro il 2032, formalizzato nella policy de&i approvata dal consiglio di amministrazione il 30 giugno 2025 e declinato in un piano strategico dedicato, coordinato dalla funzione group compliance, ethics, diversity & inclusion. Il tema dell’inclusione, del merito e di come vengono raccontate le donne in ambito Stem è centrale per l’azienda.

Variabili Nascoste | Hidden Variables è un progetto di ricerca qualitativa promosso da Maire e sviluppato con l’agenzia creativa Imille che indaga sui fattori culturali, linguistici e simbolici che influenzano l’accesso e la permanenza delle donne nei percorsi Stem: percezioni, linguaggi, aspettative implicite e micro-esperienze che sfuggono ai dati quantitativi e che allontanano le studentesse dai percorsi scientifici molto prima del momento della scelta. La premessa: i numeri mostrano quante ragazze non scelgono le Stem, ma non il perché. L’obiettivo non è offrire risposte immediate, ma porre domande su ciò che rende un percorso realmente accessibile e sostenibile nel tempo.

Dalla ricerca emerge una notevole distanza tra ciò che viene raccontato e ciò che viene vissuto. Si delineano quattro aree narrative principali. La prima riguarda i numeri e insiste su percentuali e gap da colmare, la seconda il frame correttivo: il 30-35% delle espressioni ricorrenti è costruito attorno a formule di intervento, come ‘incentivare’, ‘aumentare la presenza’, ‘supportare le donne’, che hanno come conseguenza uno sforzo costante di auto-regolazione. Il terzo quadro narrativo riguarda la marginale rappresentazione della normalità delle donne nelle Stem, privilegiando invece la celebrazione dell’eccezionalità oppure l’invisibilità totale. Infine, la fatica della permanenza e dell’adattamento legata al fatto che ci sono costanti barriere invisibili nemmeno evidenziate.

Per un gruppo come Maire, che conta oltre 11.300 persone e 85 nazionalità rappresentate in circa 50 paesi, inclusione e competitività coincidono. Senza persone formate non c’è transizione energetica, e restringere il bacino da cui pescare quelle persone è, prima ancora che ingiusto, poco lungimirante. Variabili Nascoste lavora quindi sull’eliminazione della barriera di genere, ma non è l’unico tassello dell’impegno del gruppo per la sostenibilità.

Fondazione Maire – Ets, Fondazione Green Innovation e il Centro Islamico Culturale d’Italia – Grande Moschea di Roma hanno sottoscritto un accordo di collaborazione per promuovere percorsi di orientamento, formazione e sensibilizzazione sui temi della transizione energetica ed ecologica, per offrire alle giovani generazioni nuove opportunità di inclusione sociale e lavorativa. Firmato il 10 luglio, porta orientamento e informazione sulla transizione energetica dentro comunità in cui quelle professioni non sono sul radar delle famiglie. È la stessa logica applicata a un’altra barriera: la provenienza e il contesto sociale. Il punto di partenza è l’accesso all’informazione, intervenire a monte, invece di limitarsi a selezionare a valle su un bacino già ristretto. Attraverso attività informative, momenti di incontro e percorsi dedicati, la collaborazione intende contribuire ad ampliare la conoscenza delle opportunità formative e professionali offerte dalle nuove filiere green, generando impatto sociale sul territorio e facilitando l’accesso dei giovani alle professioni dello sviluppo sostenibile.

Fondazione Maire – Ets metterà a disposizione formatori, contenuti didattici e attività di orientamento rivolte a studenti di diverse fasce d’età, in linea con l’impegno per lo sviluppo del potenziale umano e culturale delle giovani generazioni e per il contrasto alla povertà educativa e alla dispersione scolastica. Il contributo operativo arriva da Fondazione Green Innovation – partenariato tra Maire, Acea, Kuwait Petroleum Italia, Orange Branded, l’Università Campus Bio-Medico di Roma, Unindustria Perform, l’Associazione Cnos-Fap Lazio e due istituti superiori del territorio. Non si tratta solo di sensibilizzare, ma di istituire percorsi formativi reali e concreti costruiti sulle esigenze delle imprese, con uno sbocco professionale alla fine.

Un approccio interculturale per creare un ponte tra scuola e imprese. “Prima di cercare risposte abbiamo scelto di ascoltare”, ha commentato Di Amato, che presiede anche Fondazione Maire. “Quando si parla di Stem al femminile, i dati fotografano un divario, ma non spiegano che cosa accade prima delle scelte e durante i percorsi: è lì che agiscono le variabili nascoste. Un’impresa che opera in 50 paesi, con 85 nazionalità al proprio interno, non può permettersi di lasciare invisibile una parte del proprio talento. Una meritocrazia autentica si misura sulla capacità di riconoscerlo ovunque si trovi, e di rendere i percorsi professionali realmente sostenibili nel tempo”.

L’articolo Tecnologia per tutti: i progetti di Maire per l’accesso all’informazione e all’inclusione è tratto da Forbes Italia.