In sala le luci si abbassano, parte “Heroes” e sullo schermo compare una frase semplice: per costruire un futuro sostenibile non servono eroi straordinari, basta che ognuno faccia la propria parte. È così che a Palazzo Mezzanotte, nella sede di Borsa Italiana, prende il via la sesta edizione del Sustainability Award.
Il premio è nato da un’idea di Kon Group, con il sostegno di Banca Patrimoni Sella, Elite – Gruppo Euronext e con Forbes Italia come media partner. Quest’anno ha richiamato oltre 300 aziende, e quasi la metà era già in gara da almeno due edizioni.
Un premio che non si compra
Fuori dalla sala, il mondo corre nella direzione opposta: conflitti, dazi, filiere da riscrivere e un’Europa che con l’Omnibus ha allentato gli obblighi di rendicontazione. Eppure le imprese più solide non arretrano e fanno della sostenibilità uno strumento di resilienza, per gestire i rischi, rafforzare le filiere e attrarre capitali e talenti. I dati di Kon Group confermano la correlazione tra rating e redditività: chi ha investito di più ha resistito meglio agli shock economici.
“La sostenibilità premia chi investe e deve essere premiata”: così Francesco Ferragina, presidente di Kon Group, apre la serata. L’amministratore delegato Fabrizio Bencini sottolinea: “Non basta più sentirsi moralmente a posto, la sostenibilità è diventata un fattore competitivo distintivo che esclude coloro che non la praticano”. Per Vincenzo De Marco, direttore commerciale di Banca Patrimoni Sella & C., l’Europa può assumere un ruolo guida attraverso “un’alleanza autentica tra imprese e sistema finanziario”. Marta Testi, amministratore delegato di Elite – Gruppo Euronext, evidenzia infine come la sostenibilità distingua ormai non solo le aziende più responsabili, ma anche quelle più competitive.
In questa serata nessuno viene scelto da una giuria. Il Sustainability Award è l’unico premio in Italia assegnato esclusivamente da algoritmi matematici che nemmeno gli organizzatori possono modificare. Il rating Esg di ogni impresa nasce dal lavoro di Altis Advisory, spin-off dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, del Politecnico di Milano con i centri Tiresia e Triadi, e di RepRisk. Contano il merito, non la notorietà né le dimensioni. Nelle prime cinque edizioni sono stati erogati oltre 800 rating, e i contenuti del premio e delle aziende partecipanti hanno superato il milione di visualizzazioni sul web.
Le categorie del 2026 salgono a sei, con due novità nate insieme a Open-es e al Politecnico: Sostenibilità e filiera e Sicurezza sul lavoro. Debutta la piattaforma sviluppata con Gig – Generation Impact Global, che usa l’intelligenza artificiale per trasformare i questionari del premio in un datalake e compilare in automatico altri questionari, con meno tempo e costi. Il report Esg, infine, integra anche l’analisi degli aspetti finanziari e strategici e del valore d’impresa.
Filiere e sicurezza, si parte dalle novità
Nella filiera vince Molino Peila, agroalimentare, guidata da Simone Peila, grazie a una strategia che rafforza i fornitori strategici, estende i requisiti Esg ai subfornitori e promuove l’innovazione condivisa con progetti come Healthy Chain e Valpro Path. Per salute e sicurezza premiata Smape, energia e servizi ambientali, con Manuel Columbaro: certificazione Iso 45001, infortuni azzerati nell’ultimo anno, monitoraggio dei quasi-incidenti e formazione diffusa.
Dalla banca al laboratorio
Cartiere Carrara, carta tissue, con Massimo Carrara, si distingue per l’integrazione dei criteri Esg nella tesoreria e nei rapporti con i finanziatori, la doppia materialità, il percorso verso la Tassonomia europea e il piano di decarbonizzazione al 2030. Per l’innovazione vince Vastarredo, con Emidio Salvatorelli, grazie agli investimenti in ecodesign e circular design, alla valutazione dell’impatto ambientale dei prodotti, al “Passaporto ambientale del prodotto” e alle iniziative di riuso e collaborazione con incubatori e Federlegno.
Chi è cambiato di più
Nelle Performances ambientali vince Sapio Produzione Idrogeno Ossigeno, con Maurizio Colombo, per la misurazione delle emissioni, la certificazione Iso 14067 e l’impiego crescente di energie rinnovabili, idrogeno rinnovabile e biometano. Sul fronte sociale premiata Industrie Celtex, con Andrea Bernacchi, per i progressi in sicurezza, inclusione femminile, stabilità occupazionale e sostegno alle comunità, accompagnati da formazione e attenzione ai diritti umani nella filiera. Per la governance si distingue Markas, con Cristoph Kasslatter, grazie ai presidi anticorruzione, al comitato sostenibilità in Consiglio, agli obiettivi Esg legati alla retribuzione variabile e alla doppia materialità pubblicata.
Le eccellenze, dai grandi ai piccoli
Tra le imprese sopra i 250 milioni di euro, Nidec Conversion, con Massimo Musolino, vince per l’ambiente grazie alla gestione certificata, agli obiettivi net-zero al 2040, alla riduzione delle emissioni e agli investimenti nel fotovoltaico e nella transizione energetica. Per il sociale premiata Tesmec, con Caterina Caccia Dominioni, per le iniziative su sicurezza, benessere, parità di genere e volontariato aziendale. Per la governance vince Jakala Società Benefit, con Stefano Pedron, grazie ai sistemi di gestione del rischio e anticorruzione, al comitato dedicato e al bilancio di sostenibilità sottoposto ad assurance indipendente.
Tra le imprese sotto i 250 milioni, Palm Società Benefit, con Primo Barzoni, si distingue per l’eco-progettazione, l’energia fotovoltaica, il recupero dei rifiuti e l’analisi del ciclo di vita dei pallet. Per il sociale vince Pac, con Gianmarco Farisè, grazie alle certificazioni sulla sicurezza e sulla responsabilità sociale, alla formazione e al programma scolastico “Futuro Lab”. Per la governance premiata Fila Solutions Società Benefit, con Francesco e Alessandra Pettenon, per l’integrazione degli obiettivi socio-ambientali nella gestione aziendale, i presidi di controllo e il bilancio di sostenibilità volontario.
Due premi senza distinzione di dimensione
Il premio Vision and Strategy va a Enex Technologies, con François Audo, per aver posto la sostenibilità al centro del business, sviluppando tecnologie a refrigeranti naturali e definendo obiettivi net-zero al 2050 validati dalla Science Based Targets initiative, insieme alla doppia materialità e all’adesione al Global Compact delle Nazioni Unite. Icm, costruzioni, con Giovanni Dolcetta Capuzzo, conquista il premio Performance and Management grazie a un sistema articolato di certificazioni, a un piano strategico di sostenibilità formalizzato e a un bilancio volontario sottoposto ad assurance, espressione di un approccio fondato sulla misurazione e sul miglioramento continuo.
Il premio più atteso
Il Sustainability Award Leader Esgfi va a Italcer Società Benefit, ceramica, con Graziano Verdi, amministratore delegato. Ha il punteggio complessivo più alto, con una performance solida in tutti gli ambiti di indagine: impianto pilota brevettato per catturare la CO₂ dai fumi di atomizzazione, parità di genere certificata, welfare articolato e governance da Società Benefit con comitato sostenibilità nel Consiglio di amministrazione e finance integration.
Hanno accompagnato l’edizione Assoesg e Forbes Italia, media partner, e la serata ha ricordato anche chi lavora lontano dalle classifiche. Paolo Kessisoglu e Silvia Rocchi hanno raccontato C’è Da Fare Ets, l’associazione che contrasta il disagio psicologico e il ritiro sociale dei giovani e sostiene le loro famiglie. Franco Vaccari, presidente di Rondine Cittadella della Pace, ha presentato “Imprese di Pace”, il libro che dà voce a un primo nucleo di aziende selezionate dal premio. Dimostra che l’impresa può essere anche un luogo dove si costruisce la pace.
Gallery dell’evento:
L’articolo Sustainability Award: iI merito non ha giuria è tratto da Forbes Italia.