La corsa all’intelligenza artificiale sta trasformando profondamente il mercato del cloud. Ma se negli ultimi anni la competizione si è concentrata soprattutto sulla potenza di calcolo e sulla capacità di offrire servizi sempre più avanzati, oggi le priorità delle imprese stanno cambiando. Sovranità digitale, controllo dei dati, sostenibilità e libertà di scelta stanno assumendo un peso crescente nelle strategie di trasformazione digitale. È in questo scenario che OVHcloud punta a rafforzare la propria presenza in Italia, considerata uno dei mercati chiave per la crescita del gruppo in Europa.
Con oltre 25 anni di attività, più di un miliardo di euro di fatturato e 46 data center distribuiti a livello globale, OVHcloud si presenta come il principale cloud provider europeo e una delle principali alternative agli hyperscaler americani. Per l’azienda, la crescita passa anche dal nostro Paese.
“L’Italia riveste un ruolo strategico, uno dei pochi mercati europei sui quali stiamo concentrando gli investimenti più significativi, rafforzando infrastrutture, competenze e presenza sul territorio”, spiega Marco Giletta, managing director corporate Italia di OVHcloud.
La strategia si traduce in iniziative concrete: dalla nuova Region 3-AZ di Milano al rafforzamento del team dedicato ai clienti enterprise, fino allo sviluppo di una rete di partner e system integrator per accompagnare le imprese nei percorsi di trasformazione digitale. Una presenza che non parte da zero. OVHcloud collabora già con organizzazioni operanti in comparti altamente regolamentati, come sanità, fintech, pubblica amministrazione e settore spaziale.
Tra i progetti più significativi c’è Destination Earth, la piattaforma sviluppata insieme a Serco e all’Agenzia Spaziale Europea, nella quale le infrastrutture cloud dell’azienda supportano l’elaborazione di enormi quantità di dati e modelli avanzati di simulazione. “L’Italia non rappresenta un punto di partenza, ma un mercato in cui abbiamo già costruito competenze e relazioni solide”, osserva Giletta. “Per noi non è semplicemente un mercato di crescita: è uno dei pilastri su cui costruire la strategia europea di OVHcloud”.
La sovranità digitale cambia le regole del mercato
La crescente attenzione verso la sovranità digitale è una conseguenza diretta dell’evoluzione tecnologica e del contesto internazionale. L’espansione dell’intelligenza artificiale, la crescente pressione normativa e le tensioni geopolitiche stanno infatti spingendo imprese e istituzioni a riconsiderare il livello di controllo esercitato sulle proprie infrastrutture digitali. “La sovranità digitale significa mantenere il controllo su dati, tecnologie e infrastrutture strategiche”, spiega Giletta.
Il tema assume particolare rilevanza se si considera la forte concentrazione del mercato europeo. Secondo l’Osservatorio Cloud Ecosystem & Sovereignty del Politecnico di Milano, circa l’80% del mercato cloud è oggi nelle mani di provider statunitensi. Parallelamente, però, cresce la domanda di soluzioni che garantiscano maggiore autonomia. In Francia sono già stati avviati assessment dedicati ai sistemi mission critical, mentre anche in Italia aumenta l’attenzione verso la repatriation dei workload più strategici.
La direzione è confermata anche dagli investimenti. Gartner stima infatti che la spesa europea per il cloud sovrano passerà da 6,9 miliardi di dollari nel 2025 a 23,1 miliardi nel 2027. “La sovranità digitale sta evolvendo da esigenza normativa a leva competitiva”, sottolinea Giletta. “Permette alle organizzazioni di innovare mantenendo il controllo sugli asset strategici e la libertà di evolvere le proprie scelte tecnologiche”.
La prossima sfida si chiama fiducia
Secondo il manager, la vera competizione tra i provider nei prossimi anni non si giocherà soltanto sulle prestazioni tecnologiche. “Per anni la competizione si è giocata sulla potenza: più capacità di calcolo, più servizi, più prestazioni. Quella corsa non si fermerà, ma sta smettendo di essere il fattore decisivo”.
Il vero elemento distintivo sarà la fiducia. Per le imprese significherà sapere dove risiedono i dati, conoscere chi può accedervi, poter contare su costi prevedibili ed evitare fenomeni di lock-in che limitino la libertà di cambiare fornitore o adottare architetture ibride. Accanto a questo emerge anche il tema della sostenibilità. La diffusione dell’intelligenza artificiale rende infatti necessario aumentare la capacità di calcolo senza incrementare in modo proporzionale consumi energetici e impatto ambientale.
“L’innovazione dovrà essere anche responsabile, con un equilibrio tra performance, costi e impatto ambientale”, afferma Giletta. “Non vincerà semplicemente il provider tecnologicamente più avanzato, ma quello di cui imprese e istituzioni si fideranno di più”.
Il futuro sarà aperto e multicloud
Per OVHcloud il mercato italiano ha ancora ampi margini di crescita, ma richiede un cambio di approccio. “La domanda non è solo quale provider scegliere, ma dove collocare ogni workload in funzione del suo valore strategico”, spiega Giletta. Secondo il manager, il futuro non sarà dominato da un unico modello, ma da architetture aperte e multicloud, nelle quali le aziende potranno scegliere di volta in volta la soluzione più adatta alle proprie esigenze. Alcuni workload continueranno a richiedere la potenza degli hyperscaler, mentre altri privilegeranno controllo, governance e prevedibilità.
In questo scenario, la sovranità digitale non rappresenta un’alternativa alla trasformazione tecnologica, ma una condizione per renderla più flessibile e sostenibile nel tempo.
La leadership parte dalle persone
La stessa logica guida anche il modo in cui Giletta interpreta la leadership. Dopo aver maturato esperienze alla guida di team internazionali in grandi multinazionali, oggi vive una sfida diversa, più vicina alle esigenze del mercato italiano. “Ho imparato che la leadership significa dare una direzione chiara, creare fiducia e mettere le persone nelle condizioni di esprimere il proprio talento, soprattutto in contesti di forte cambiamento”.
Per il manager, il compito di un leader non è avere sempre la risposta giusta, ma costruire un’organizzazione capace di trovarla. “La leadership non consiste nell’avere tutte le risposte, ma nel creare le condizioni perché un’organizzazione sappia trovarle insieme. Una squadra capace di apprendere, collaborare e innovare rappresenta il vantaggio competitivo più difficile da replicare”.
Una visione che, secondo OVHcloud, vale tanto per la gestione delle persone quanto per l’evoluzione del cloud europeo: il futuro non dipenderà soltanto dalla tecnologia disponibile, ma dalla capacità di costruire un ecosistema aperto, affidabile e in grado di lasciare alle imprese la libertà di scegliere come innovare.
L’articolo “Non vincerà il provider più avanzato, ma quello di cui ci si fida”: la sfida di OVHcloud nel cloud è tratto da Forbes Italia.