Come si guida uno studio di architettura in un settore che cambia in fretta? Come si tengono insieme creatività, tempi e budget?
Lo racconta Marco Cavalca, amministratore unico di Mazzei Architects, nella rubrica Leadership in pillole. Risposte rapide, visioni da leader.
Nome, cognome, azienda e ruolo?
Mi chiamo Marco Cavalca e lavoro in Mazzei Architects, dove ricopro il ruolo di amministratore unico.
Tre parole per descriverti?
Ne basta una: sono una persona normale.
Il tuo hobby?
Il nuoto e, in generale, tutto ciò che ha a che fare con l’acqua.
Il tuo principale punto di forza?
La curiosità.
La tua giornata inizia con…?
Con il caffè e con due passi prima di andare al lavoro.
Un libro che consiglieresti?
“Maledetti architetti”.
Una persona che ti ha ispirato?
Sicuramente mio papà.
Sport preferito?
Il nuoto.
La leadership in una parola?
Per me è saper ascoltare gli altri e cercare di portarli verso un obiettivo.
Meglio intuito o metodo?
Non sono in contraddizione: intuito e metodo sono conseguenziali, uno nasce dall’altro.
La qualità più importante di un leader?
L’autorevolezza.
Come si motiva un team?
Rendendolo partecipe dell’obiettivo che si vuole raggiungere.
La decisione più difficile per un leader?
Far capire a un collaboratore che quella non è la sua strada.
Cosa hai imparato dai tuoi collaboratori?
Continuo a imparare qualsiasi cosa, ogni giorno.
Instagram o LinkedIn?
Dipende dai momenti: non c’è un social che preferisco in assoluto tra Instagram e LinkedIn.
Sei più da studio o da cantiere?
Con il tempo sono diventato più da studio.
Disegno a mano o progettazione digitale?
Anche in questo caso non sono un’alternativa. Le idee migliori nascono schizzando a mano, ma la progettazione digitale è indispensabile.
Cos’è per te l’architettura?
È dare corpo a un’idea, a un progetto, a un sogno.
Creatività o concretezza?
Creatività, indubbiamente: per me è indispensabile.
Il progetto che ti ha insegnato di più?
Il prossimo.
Innovazione significa?
Riuscire a fare il passo più lungo della gamba, ma che sia comunque in grado di fare.
Che ruolo ha la tecnologia nella progettazione?
Al giorno d’oggi è fondamentale.
Sostenibilità, scelta o responsabilità?
Entrambe le cose: una scelta di responsabilità.
Come si guida un team multidisciplinare?
Ascoltando tutti e cercando di rendere ciascuno partecipe delle problematiche degli altri.
Il consiglio che daresti a un giovane architetto?
Di guardarsi dentro, capire che cosa gli piace realmente e seguirlo con tenacia.
Il progetto che sogni ancora di realizzare?
Riuscire a farmi capire al meglio dai miei collaboratori.
Cos’è per te il successo?
Essere soddisfatti di se stessi, anche nelle piccole cose.
L’aspetto più stimolante del tuo lavoro?
Il confronto continuo con persone che potrebbero anche essere miei figli.
La sfida più complessa nel tuo ruolo?
Continuare a guardare avanti senza farsi influenzare dai tanti anni che sono passati.
Come nasce un buon progetto?
Nasce dall’ascolto del cliente, dall’intuizione, dalla creatività e dal metodo con cui lo si sviluppa.
Come si conciliano creatività, tempi e budget?
Con il metodo, applicato alla professionalità di ciascuno.
Quale cambiamento sta trasformando maggiormente il mondo dell’architettura?
Soprattutto nel nostro contesto italiano, l’architettura sta diventando sempre più un mondo industriale, staccandosi da quello che poteva essere un contesto più artigianale.
Uno degli ultimi obiettivi professionali per il futuro?
Valorizzare le collaborazioni e i collaboratori che abbiamo, in modo da rendere ai nostri clienti un servizio sempre migliore.
L’articolo Leadership in pillole: Marco Cavalca di Mazzei Architects racconta la sua visione di leadership e architettura è tratto da Forbes Italia.