Il prospetto per la quotazione in Borsa di Anthropic, depositato lunedì, ha rivelato l’enorme portata della spesa dell’azienda per chip e data center destinati all’intelligenza artificiale. La società, che dalla fondazione, nel 2021, ha già speso oltre 19 miliardi di dollari in infrastrutture per l’IA, ha già firmato contratti per un totale di oltre 500 miliardi di dollari nell’arco dei prossimi 20 anni.
Tra questi figurano accordi con ‘hyperscaler’ come Amazon, Google e Microsoft, con i produttori di chip Amd, Broadcom e Nvidia, oltre a intese per la potenza di calcolo con la SpaceX di Elon Musk e con una serie di neocloud e operatori di data center, tra cui CoreWeave, Fluidstack (sostenuta da Google), Lambda (sostenuta da Nvidia) e Nscale. Gran parte di questi accordi era già nota, ma finora non erano pubblici gli importi dei contratti.
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Gli investimenti di Anthropic
Secondo il prospetto, a giugno Anthropic aveva impegni per circa 587 miliardi di dollari in chip e data center fino al 2045. Poi, negli ultimi quattro mesi, la società del chatbot Claude ha firmato nuovi accordi, o modifiche a quelli esistenti, per altri 266 miliardi. A ciò si aggiungono 20 miliardi per la capacità di calcolo attesa da Amd e ulteriori 125-150 miliardi di dollari per altri chip progettati da Google. Ciò significa che gli obblighi dell’azienda potrebbero arrivare a circa 1.000 miliardi fino al 2045, cioè circa il 3% dei 31.600 miliardi che, secondo le stime della società di consulenza PwC, verranno spesi entro il 2050 per l’infrastruttura globale dell’IA. Il principale rivale di Anthropic, OpenAI, avrebbe messo a bilancio 750 miliardi di dollari per la potenza di calcolo fino al 2030.
Si tratta di un salto enorme rispetto a quanto Anthropic ha speso nella sua breve storia. Da gennaio 2023 a giugno 2026 l’azienda ha pagato 19,2 miliardi di dollari per calcolo e infrastrutture per l’IA, compresi data center, chip, attrezzature e software per gestire le operazioni. Nello stesso periodo ha generato ricavi per 21,3 miliardi. La maggior parte di questi ricavi, 16,3 miliardi, è stata registrata nel solo primo semestre del 2026, con un balzo del 1.300% su base annua, mentre le spese per calcolo e infrastrutture sono aumentate ‘solo’ del 283%.
Dove Anthropic prenderà i soldi
La capacità di Anthropic di continuare a costruire e pagare questi data center e questi chip dipende dal fatto che la crescita dei ricavi tenga il passo. Circa l’80% delle entrate nel primo semestre dell’anno veniva da utenti a consumo, cioè che pagano in base a quanto utilizzano i servizi. Il resto derivava da abbonamenti.
Con la crescente concorrenza di OpenAI e di un gran numero di modelli open-weight più economici, potrebbe diventare difficile mantenere un ritmo di crescita così vertiginoso. “Le loro fortune dipendono dalla possibilità di applicare prezzi premium per il loro ultimo modello”, afferma Stijn van Nieuwerburgh, economista della Columbia Business School. “Ci sarà sempre un modello successivo di un concorrente che farà un po’ meglio. Sarà un business molto più volatile“.
A complicare o a rendere più opaco il quadro c’è il fatto che molti dei maggiori contratti di Anthropic sono stipulati con i suoi stessi investitori. “Il finanziamento circolare sta diventando sempre più rilevante», afferma Chan Ahn, ceo e fondatore della piattaforma di private market Tessera Pe. “Ci sono molte partecipazioni intrecciate tra loro. La probabilità che realtà come Anthropic e OpenAI falliscano è molto bassa, ma tutto dipende dal fatto che continuino a crescere“.
I contratti
L’azienda ha un contratto da 114,5 miliardi di dollari con Google per cloud computing e chip, uno da 110 miliardi con Amazon per cloud computing e uno da 45 miliardi con Microsoft per la potenza di calcolo e l’accesso ai sistemi Nvidia. Tutte e tre detengono quote della società, anche se nessuna è indicata nella tabella di capitalizzazione del modulo S-1 (il documento che le aziende presentano alla Sec per quotarsi).
Il contratto più grande di Anthropic è un accordo da 161 miliardi di dollari con Broadcom per chip e infrastrutture; il produttore di chip detiene inoltre 42 miliardi di dollari in obbligazioni convertibili in azioni di Anthropic. Secondo l’S-1, Anthropic prevede di spendere oltre 20 miliardi in chip di Amd, che a luglio ha accettato di acquistare fino a 5 miliardi di dollari di azioni ordinarie di Anthropic. Anthropic acquista inoltre memorie e sistemi di storage da Micron, Samsung e Sk Hynix, che hanno tutte partecipato al round di finanziamento di Serie H H dell’azienda a maggio, che ha valutato la società 965 miliardi di dollari. Nell’S-1 non ci sono informazioni sulle loro esatte quote in Anthropic.
Un altro contratto gigantesco è l’accordo da 120,5 miliardi di dollari per accedere ai chip gpu Nvidia di SpaceX, che li ha accumulati in grandi quantità. L’intesa costerà ad Anthropic 3,1 miliardi al mese una volta che SpaceX avrà consegnato l’intera capacità, cosa prevista per dicembre. È anche un enorme motore di ricavi per SpaceX: nei primi tre mesi del 2027 rappresenterebbe circa il 25% dei ricavi. Di fatto, questo lega le sorti delle due società.
Gli ostacoli alla crescita
Anthropic ha citato un lungo elenco di fattori di rischio legati alla realizzazione della propria infrastruttura, tra cui carenze di energia, ritardi nei cantieri e una crescente opposizione ai data center, elementi che potrebbero far deragliare la sua espansione. Alcuni accordi obbligano Anthropic a effettuare pagamenti per 20 anni, che utilizzi o meno la capacità, con aumenti di prezzo annuali e costi del carburante trasferiti senza alcun tetto, lasciando l’azienda esposta all’aumento dei prezzi dell’energia.
Anthropic potrebbe inoltre trovarsi a dover pagare le fatture per le attrezzature prima ancora di poter usare l’hardware. Con i contratti di locazione di Broadcom, i canoni possono iniziare a decorrere anche se i data center non sono ancora pronti. Gli impegni con Amazon, Google, Amd e Microsoft ammontano complessivamente a 13 gigawatt di capacità di data center, abbastanza per alimentare tutta New York, ma gran parte della capacità deve ancora essere messa in opera. La presenza più ampia in termini di data center è concentrata negli Stati Uniti, mentre altri sono in fase di sviluppo in Australia, Canada e Norvegia.
Nessuno dei quasi 1.000 miliardi di dollari tra locazioni e contratti compare nello stato patrimoniale di Anthropic, perché la società li iscrive come passività solo quando i contratti di locazione hanno inizio. L’azienda ha dichiarato passività per 117 miliardi di dollari, costituite per lo più da obbligazioni convertibili.
Il destino dei ‘neocloud’
La capacità di Anthropic di continuare ad ampliare la propria presenza in termini di data center è particolarmente cruciale per molti dei suoi fornitori più piccoli, che non hanno un business diversificato come quello di SpaceX. I più vulnerabili sono i cosiddetti ‘neocloud’, che acquistano grandi quantità di chip per l’IA e poi li affittano alle aziende che hanno bisogno di potenza di calcolo, come Anthropic.
Il prospetto di Anthropic ha rivelato quanto questi neocloud dipendano dal suo business. Nscale, un neocloud che affitta chip e che attualmente sta perseguendo una quotazione in Borsa, dipende da Anthropic per il 43% dei suoi contratti, che ammontano in totale a 103 miliardi di dollari. Quasi la metà della capacità di calcolo contrattualizzata di TeraWulf, un minatore di bitcoin quotato in Borsa che si sta espandendo nei data center, è affittata ad Anthropic, mentre circa il 25% dei contratti di locazione per l’IA dell’operatore di data center Hut 8 è con l’azienda di Dario e Daniela Amodei.
Domenica Elon Musk ha sottolineato la differenza tra queste aziende e SpaceX: “SpaceX ha chiuso 40 miliardi di dollari di debito per le gpu, ma siamo investment grade e abbiamo i ricavi di Starlink e dei lanci”, ha scritto su X. «Questo significa che i 200 e più neocloud andranno incontro a una moria e a un consolidamento da pesciolini. Alcuni ce la faranno, ma non molti”.
Molti di questi neocloud hanno visto scivolare i propri titoli nelle ultime settimane, mentre gli investitori si preoccupano per le enormi quantità di debito necessarie a finanziare la costruzione dei loro data center. Nessuno è stato colpito più duramente di CoreWeave, che a giugno dipendeva da tre clienti per il 72% dei suoi ricavi. Non è chiaro quanto dipenda specificamente da Anthropic, ma le due società hanno firmato un accordo pluriennale ad aprile.
La corsa alla redditività
Gli investitori seguiranno con grande attenzione la capacità di Anthropic di continuare a generare decine di miliardi di dollari di ricavi ogni trimestre: se il ritmo dovesse rallentare, la quotazione potrebbe esserne ostacolata e il settore tecnologico nell’insieme potrebbe raffreddarsi. “Anthropic e OpenAI non sono ancora davvero redditizie”, afferma Michael Cuggino, presidente del fondo comune con sede a San Francisco Permanent Portfolio Family of Funds. “Se i ricavi cominciano a essere messi in discussione e non c’è più una crescita sfrenata, non è un buon momento per quotarsi”.
L’articolo Dentro i piani di Anthropic: 1.000 miliardi di investimenti in chip e data center è tratto da Forbes Italia.