Contenuto tratto dal numero di agosto 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
Il nuovo banchiere di Papa Leone XIV parla ancora francese, ma non viene dalla Francia come il suo predecessore, Jean-Baptiste de Franssu. François Pauly è nato il 30 giugno del 1964 in Lussemburgo e pochi mesi fa è stato nominato presidente del Consiglio di sovrintendenza dell’Istituto per le Opere di Religione, più noto con l’acronimo Ior. Questo, noto in passato anche per alcune tumultuose vicende legate al Banco Ambrosiano di Roberto Calvi, è l’ente della Santa Sede che gestisce i fondi destinati a opere di carità e di religione. L’istituto è accessibile solo a enti religiosi ed ecclesiastici, oltre che ai dipendenti vaticani.
Dalla finanza internazionale al Torrione di Nicolò V: il percorso e la leadership del manager
Pauly arriva oltre le Mura Leonine e all’interno del Torrione di Nicolò V, dove ha sede la banca del Vaticano, dopo una lunga carriera nel mondo della finanza, iniziata con la laurea e un mba alla Escp Business School di Parigi. Da lì ha cominciato a lavorare nella banca franco-belga Dexia in Lussemburgo e poi in Dexia Crediop. È stato membro del consiglio di amministrazione della banca private tedesca Sal. Oppenheim, poi diventata parte del gruppo Deutsche Bank. Quindi, dal 2011 al 2016, è stato ceo e presidente di Banque Internationale à Luxembourg e ha ricoperto il ruolo di amministratore della compagnia di bandiera lussemburghese Luxair. Nel 2016 è stato nominato vice presidente del consiglio di amministrazione della filiale lussemburghese del gruppo Edmond de Rothschild, tre anni dopo membro del consiglio di amministrazione del gruppo Saint-Paul Luxembourg e del consiglio di amministrazione della compagnia aerea Luxaviation. Tra il 2017 e il 2021 il suo debutto Oltretevere, quando è stato membro del consiglio di amministrazione del Fondo Pensioni Vaticano, mentre nel giugno 2021 è stato nominato ceo di Banque Edmond de Rothschild a Ginevra, incarico che ha mantenuto fino al 2023. Infine, il 14 luglio dell’anno successivo è entrato nel Consiglio di sovrintendenza dello Ior per diventarne poi, appunto, presidente. È tuttora membro della Commissione per gli affari economici dell’arcidiocesi di Lussemburgo, oltre a essere coinvolto in diverse associazioni di beneficenza in Europa e in Brasile.
Nel panorama della finanza europea, Pauly è considerato un manager che ha saputo interpretare il ruolo del banchiere ben oltre la tradizionale amministrazione del credito. La sua carriera, sviluppata ai vertici di importanti istituzioni finanziarie internazionali, è caratterizzata da una costante attenzione alla solidità patrimoniale, alla governance e alla capacità di accompagnare le banche nei momenti di cambiamento più delicati. La sua formazione e il suo percorso professionale riflettono una cultura manageriale tipicamente europea, nella quale rigore, disciplina e visione strategica procedono di pari passo. Più che ricercare la visibilità personale, il banchiere ha costruito la propria reputazione sulla credibilità delle decisioni e sulla capacità di affrontare situazioni complesse con metodo e lucidità. È uno stile di leadership sobrio, lontano dagli eccessi comunicativi che hanno caratterizzato parte della finanza internazionale negli ultimi decenni.
Utili record, finanza etica e la nuova squadra: i numeri della svolta dello Ior
Pauly è arrivato ai vertici dello Ior che nel 2025 ha segnato 51 milioni di euro di utile netto, in crescita del 55,5% rispetto all’anno prima, anche grazie all’aumento della raccolta della clientela. Con 5,9 miliardi di raccolta complessiva (depositi, conti correnti, gestioni patrimoniali e titoli in custodia) gestita dall’Istituto, rispetto ai 5,7 miliardi del 2024, il patrimonio netto anno su anno è cresciuto di 83,4 milioni, attestandosi a 815,3 milioni. Alla luce della solidità dei dati finanziari del bilancio e a fronte delle esigenze di patrimonializzazione dell’istituto, la Commissione cardinalizia a guida dello Ior (a cui risponde il Consiglio di sovrintendenza), presieduta dal cardinale Giuseppe Petrocchi, ha deliberato la distribuzione al Santo Padre di un dividendo pari a 24,3 milioni, in crescita del 76,1% rispetto al 2024, in coerenza con la missione dell’istituto a sostegno delle opere di religione e di carità.
A conferma del costante impegno nel promuovere una finanza responsabile, trasparente e coerente con la propria missione, a febbraio lo Ior, in collaborazione con Morningstar, ha promosso due nuovi indici azionari. Costruiti secondo le best practice di mercato e in piena conformità con i principi della dottrina sociale della Chiesa Cattolica, i due indici vogliono offrire un riferimento per gli investimenti cattolici in tutto il mondo. E a Pauly una mano la daranno certamente il nuovo direttore generale Giovanni Boscia, da lui individuato, e Marina Natale, la ‘banchiera’ italiana con lunga esperienza appena entrata nel Consiglio di sorveglianza, dove ha sostituito il neopresidente.
L’articolo Il banchiere del Papa: chi è François Pauly, il nuovo presidente dello Ior è tratto da Forbes Italia.