9 Luglio 2026

Forbes Healthcare Summit: la sanità italiana si ritrova a Palazzo Wedekind

Una giornata intera, divisa tra mattina e pomeriggio, ma unita da un solo filo conduttore: come si vive più a lungo, vivendo meglio. L’Healthcare Summit, terza edizione dell’appuntamento firmato Forbes Italia, ha riunito a Palazzo Wedekind, a Roma, istituzioni, industria farmaceutica, ricerca pubblica e nuovi modelli di cura per raccontare le nuove frontiere della salute.

A guidare i lavori è stato Antonio Ravenna, giornalista di Forbes Italia, e ad aprire la giornata è stato Nicola Formichella, CEO di Forbes Italia, che ha spiegato il perché di un appuntamento arrivato alla terza edizione: “Forbes si dedica a questo tema perché raccontiamo le eccellenze e perché, attraverso i nostri racconti, creiamo momenti di ispirazione per i giovani. Oggi vogliamo raccontare quelli che possono essere gli scenari futuri di questo settore, coinvolgendo chi questo settore lo guida ogni giorno.

Il settore della salute in Italia è un settore importante, soprattutto perché la vita si è allungata. Bisogna imparare a vivere al meglio quegli anni in più che ognuno di noi ha. Con l’Healthcare Summit, arrivato alla terza edizione, cerchiamo di capire attraverso il confronto e le parole di chi è protagonista in questo settore quali possono essere gli scenari futuri della salute”.

Con un contributo in video è intervenuto il Sottosegretario di Stato alla Salute, On. Marcello Gemmato, secondo cui innovazione tecnologica, ricerca, industria farmaceutica e sostenibilità del SSN sono aspetti di un’unica trasformazione e ha rivendicato le scelte del governo, con 17 miliardi in più negli ultimi tre anni, citando case di comunità, distribuzione dei farmaci e testo unico della legislazione farmaceutica.

Prima del primo panel, Ravenna ha presentato l’analisi di Cogit AI per Forbes Italia – Forbes Reputation AI, che descrive un sistema sanitario “a due velocità”: eccellenza medico-scientifica riconosciuta a livello internazionale, ma penalizzata dalla percezione su sostenibilità finanziaria e accessibilità.

La sanità del futuro tra prossimità, efficienza e innovazione

Il primo confronto della giornata è partito da una domanda solo apparentemente semplice: dove si cura, oggi, il cittadino italiano? A rispondere sono stati Andrea Buratti, CEO di Synlab Italia, Stefano Novaresi, CEO di KNAPP Italia, Nicola Di Trapani, CEO di Aurora Biofarma, e Giuseppe Quintavalle, Presidente FIASO e Direttore Generale ASL Roma 1.

Andrea Buratti ha spiegato che garantire una qualità diagnostica omogenea nelle circa 370 sedi Synlab significa ripensare il concetto di prossimità, non solo fisica ma anche di accessibilità, qualità clinica e dimensione emotiva del rapporto con il paziente, richiamando poi la digital pathology sviluppata da Synlab per mettere in rete competenze specialistiche. Stefano Novaresi ha osservato che questo cambiamento deve accompagnare il passaggio da un sistema orientato alla cura della malattia a uno capace di gestire la salute nel tempo, visto che in Europa si vive oggi undici anni in più, spesso con patologie croniche, avvertendo però che la tecnologia vale solo se migliora concretamente processi e risultati, senza sostituire giudizio professionale ed empatia.

Nicola Di Trapani ha invece illustrato un modello basato su generici brandizzati per rendere sostenibili terapie un tempo costose, denunciando infine le disuguaglianze regionali nell’accesso alle terapie. A chiudere il primo panel Giuseppe Quintavalle, che ha indicato nella sfida culturale il vero nodo da affrontare – superare l’ospedale-centrismo e passare dalla prestazione alla presa in carico – chiudendo con l’importanza di dati interoperabili e di un’umanizzazione delle cure intesa come rispetto della persona.

MedTech & Health Innovation

Il secondo panel ha spostato l’attenzione sulla tecnologia che arriva davvero al paziente, con Maria Cristina Porta, Direttore Generale della Fondazione ENEA Tech Biomedical, Natale Di Filippo, Founder & CEO di Longevia Medical Clinic, Filippo Surace, Founder & CEO di Cube Labs, Andrea Piantoni, CEO di IDI EVOLUTION, e Massimo Pietracaprina, CEO di MDConcierge.

Maria Cristina Porta ha illustrato il ruolo della Fondazione, investitore pubblico “paziente”, con 165 milioni investiti in 19 partecipate e 36 in grant per progetti internazionali da sviluppare in Italia. Da qui Natale Di Filippo ha spiegato la nascita di Longevia per colmare il divario tra aspettativa di vita e anni in salute, puntando su prevenzione e protocolli scientifici basati su dati genetici, sviluppati con Fondazione UBRI e Tor Vergata.

Filippo Surace ha sottolineato il passaggio da una medicina che allunga la vita a una che punta alla longevità in salute, evoluzione che per Andrea Piantoni passa anche per i dati e l’IA, capaci di “virtualizzare” il paziente senza perdere di vista la persona, ricordando come la carie resti la malattia più diffusa al mondo, con risparmi potenziali di 36 miliardi in dieci anni grazie alla diagnosi precoce. Massimo Pietracaprina ha poi presentato il modello di Concierge Medicine di MDConcierge, con un medico “regista” e una centrale operativa H24, indicando in farmacie e medicina digitale gli strumenti per un’assistenza più capillare, auspicando norme più chiare.

A chiudere, Angelo Tanese, Direttore Generale di AGENAS, ha ribadito l’importanza di un accesso equo alle cure, puntando su PNRR e trasformazione digitale per una sanità vicina ai cittadini in ogni fase della vita.

Il pomeriggio si apre con il Ministro Urso

Il pomeriggio è tornato ad aprirsi con Nicola Formichella, che ha introdotto il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Nel suo intervento, il Ministro ha innanzitutto sottolineato fin dalle prime battute che Ricerca, tecnologie digitali, biotecnologie, medicina personalizzata e nuove frontiere terapeutiche stanno ridisegnando il futuro della salute e della medicina.

Il Ministro ha ribadito che, fin dall’inizio della legislatura, la farmaceutica è stata considerata un settore industriale, quando, insieme al Ministro Oreste Schillaci, è stato istituito un tavolo di settore dedicato all’industria farmaceutica e biomedica: “È il segno di come intendiamo affrontare un grande asset industriale del Paese, riconosciuto anche nel documento di politica industriale “Made in Italy 2030”, dove l’economia della salute è stata individuata come uno dei nuovi comparti emergenti del Made in Italy”.

Guardando allo scenario internazionale, Urso ha osservato che Cina e Stati Uniti trattano ormai il farmaco non solo come comparto sanitario, ma come leva di politica industriale, autonomia tecnologica e competitività internazionale. L’Europa, e quindi anche l’Italia, devono muoversi con la stessa consapevolezza. In questo scenario, ha detto il Ministro, l’Italia parte da una posizione di forza: siamo il primo Paese manifatturiero farmaceutico d’Europa e presidia l’intera filiera, dalla ricerca allo sviluppo, dalla produzione all’esportazione. I numeri lo confermano: lo scorso anno la farmaceutica italiana ha raggiunto 69 miliardi di euro di export e un mercato interno di 29 miliardi. Il settore conta 72.000 addetti diretti, con una crescita dell’occupazione del 10% dal 2019 a oggi e un aumento significativo soprattutto degli under 35”.

Un dato, in particolare, il Ministro lo ha voluto sottolineare: nel 2025 la farmaceutica ha generato 2,5 dei 3,3 punti di crescita complessiva dell’export italiano. Nessun altro settore ha dato un contributo paragonabile. Questo significa che la farmaceutica non accompagna semplicemente la crescita delle esportazioni nazionali: di fatto, la traina. A questa forza produttiva si affianca una leadership scientifica di grande rilievo. L’Italia è il secondo Paese in Europa per pubblicazioni nelle scienze della vita, con 80.400 pubblicazioni e 92.600 citazioni ricevute.

Sul piano delle riforme, il Ministro ha indicato nel testo unico della legislazione farmaceutica “un’occasione importante per costruire una governance moderna, più rapida, orientata agli investimenti e fondata sulla neutralità tecnologica”. Sul payback, ha aggiunto: “occorre renderlo progressivamente più prevedibile, equo e non disincentivante per gli investimenti di lungo periodo”. A livello europeo, la posizione italiana è chiara: l’Europa deve riconoscere e premiare meglio l’innovazione, rafforzare la competitività, snellire le procedure e portare le terapie ai pazienti più rapidamente.

Non sono mancati i numeri sul meccanismo della nazione più favorita introdotto negli Stati Uniti, che rischia di generare effetti distorsivi sul mercato europeo: i dati sui lanci nei mercati dell’Unione Europea, diminuiti del 35% nei 10 mesi successivi a maggio 2025 rispetto ai 10 mesi precedenti, sono un segnale di allarme. Urso ha avvertito che il rischio è duplice: ritardare l’accesso dei pazienti europei alle terapie innovative e spingere gli investimenti verso mercati più remunerativi. Per questo l’Europa deve reagire con una vera politica industriale per le scienze della vita: non basta regolare, bisogna creare le condizioni per innovare, produrre e competere.

Sul fronte interno, il Ministero si è attivato con strumenti concreti. Dal 2011 a oggi, attraverso i contratti di sviluppo, sono stati attivati 51 programmi per 2,8 miliardi di euro di investimenti e 871 milioni di agevolazioni concesse. Con gli accordi di innovazione, dal 2023 al 2025, sono stati concessi 49 interventi, con 650 milioni di euro di investimenti attivati e 217 milioni di agevolazioni concesse. Anche gli IPCEI Salute confermano la centralità del comparto nella strategia industriale: la somma delle agevolazioni dei due IPCEI ammonta a oltre 350 milioni di euro, confermando l’Italia al primo posto per numero di progetti approvati e per risorse assegnate nel settore salute.

Per la doppia transizione, digitale ed energetica, il Ministro ha ricordato che il Governo ha introdotto la nuova Transizione 5.0, destinando quasi 10 miliardi di euro alle imprese. Il nuovo piano, in vigore da 24 giorni, sta già riscontrando un ampio apprezzamento: dal 12 giugno al 7 luglio sono state trasmesse oltre 7.241 domande di accesso alle agevolazioni, per investimenti che ammontano già a oltre 2,3 miliardi di euro. È un ulteriore passo avanti dopo il successo della prima misura Transizione 5.0, finanziata con risorse PNRR, che in pochi mesi è stata utilizzata da quasi 20.000 imprese, per agevolazioni pari a 4,25 miliardi di euro e investimenti superiori ai 10 miliardi.

Ha concluso il Ministro con il trasferimento tecnologico, un altro fronte decisivo: “Siamo secondi in Europa per pubblicazioni e citazioni nelle scienze della vita: ora dobbiamo trasformare questa forza scientifica in innovazione industriale”. E ancora: “Vogliamo che il Paese sia capace non solo di produrre conoscenza, ma di trasformarla in crescita, occupazione, brevetti, tecnologie e terapie“.

Ricerca, prevenzione e nuove frontiere terapeutiche

Annamaria Colao, Vicepresidente del Consiglio Superiore di Sanità e docente di Endocrinologia all’Università Federico II di Napoli, si è espressa sul divario nella spesa per la prevenzione tra Italia (0,4% del PIL) e media UE (0,65%) e ha sottolineato che il Paese investe ancora troppo poco e che i risultati della prevenzione si misurano nel lungo periodo. Guardando al futuro, ha invece indicato nell’IA e nei “digital twin” uno strumento chiave per la medicina di precisione, ribadendo infine che la prevenzione è prima di tutto un fattore culturale.

Il terzo tavolo ha visto come protagonisti Paola Coco, Chief Scientific Officer and Medical Affairs Head di Novartis, Federico Villa, Ass. Vice President Corporate Affairs & Patient Access Italy Hub di Lilly, Thomas Carlo Maria Topini, General Manager di Ascendis Pharma, Fabrizio Celia, General Manager di Argenx, e Armando Magrelli, Dirigente dell’Ufficio Relazioni Internazionali di AIFA.

Paola Coco ha aperto ricordando i 250 anni di heritage di Novartis, con oltre 200 studi clinici in Italia e più di 55 milioni investiti ogni anno in R&S, sottolineando come oggi l’IA permetta di scrinare molecole dieci volte più velocemente grazie all’accordo con Schrödinger, per poi chiudere il panel citando il sito produttivo di Torre Annunziata e gli stabilimenti piemontesi di Saluggia e Ivrea dedicati ai radioligandi. Thomas Carlo Maria Topini ha raccontato l’apertura della filiale italiana di Ascendis Pharma dal 2024, con l’obiettivo di dialogare di più con EMA e AIFA, invitando poi a distinguere i costi diretti dei farmaci da quelli indiretti legati all’esclusione sociale dei pazienti e a coinvolgere di più le associazioni pazienti nelle valutazioni europee.

Fabrizio Celia ha usato l’immagine di un treno ad alta velocità su binari vecchi per descrivere il divario tra innovazione farmacologica e sistemi regolatori, ricordando che Usa e Cina investono molto più dell’Europa in ricerca privata farmaceutica e ha poi proposto di parlare non di costo ma di investimento della società, in un’ottica di economia circolare, e infine ha distinto l’intelligenza logico-matematica, delegabile alle macchine, da quella emotiva e sociale, propria dell’uomo. Armando Magrelli, infine, ha descritto un’AIFA in fase di apertura verso gli stakeholder, sottolineando come il tema dei prezzi dei farmaci sia ormai globale; ha ricordato che l’Italia rende disponibili il 79% dei nuovi farmaci approvati in Europa, in circa 436 giorni, un dato sopra media ma ancora migliorabile, e ha concluso ammettendo l’assenza di soluzioni semplici sul Most Favoured Nation, trattandosi di un problema europeo e non solo italiano.

Salute, ricerca e sostenibilità: nuove sfide per il sistema Paese

Il penultimo confronto ha allargato lo sguardo al sistema Paese, con Rocco Bellantone, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Alfredo Procaccini, Vicepresidente Vicario di Federfarma Lazio, e Vincenzo Palermo, Presidente e Amministratore Delegato di ViiV Healthcare Italia.

Rocco Bellantone ha ribadito il ruolo dell’ISS nel garantire trasparenza, sostenibilità ed equità di accesso alle cure, sottolineando le persistenti disuguaglianze regionali e il potenziale dell’intelligenza artificiale per individuarle più rapidamente, indicando infine nella prevenzione fin dall’infanzia la chiave per un invecchiamento sano. Alfredo Procaccini ha evidenziato l’evoluzione delle farmacie territoriali, oggi sempre più protagoniste nella prevenzione e nel contrasto alla disinformazione sanitaria, proponendo un ruolo più attivo delle farmacie anche nel monitoraggio dell’aderenza terapeutica. Vincenzo Palermo, infine, ha posto al centro l’aderenza terapeutica, valorizzando le terapie long acting e chiedendo una riforma del payback e maggiori investimenti nella spesa farmaceutica ospedaliera per garantire l’accesso all’innovazione, ribadendo la necessità di una riforma strutturale del sistema di finanziamento

A chiudere la giornata è stato Andrea Lenzi, Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che ha definito la guida del CNR “un orgoglio straordinario”. Ha evidenziato l’importanza del trasferimento tecnologico, citando l’accordo con il Policlinico Umberto I, e delle misure per rendere l’Italia più attrattiva per i ricercatori, tra premialità ERC e semplificazione amministrativa. Sull’IA, tema affrontato da ogni relatore della giornata, ha ricordato il ruolo pionieristico del CNR nella nascita di Internet in Italia, definendola uno strumento e non un sostituto dell’uomo, e ha indicato nella libertà della ricerca di base il principale motore dell’innovazione futura.

Il Forbes Healthcare Summit è stato reso possibile dal sostegno di un ampio parterre di partner: Acqua Chiara Collection, Argenx, Ascendis Pharma, Aurora Biofarma, Cogit AI, Cube Labs, Fiuggi, IDI Evolution, KNAPP, Lilly, Longevia Medical Clinic, MD Concierge, Novartis, Novo Nordisk, Porsche Consulting, Synlab e ViiV Healthcare.

Le foto dei protagonisti:

La gallery dell’evento:

Le interviste ai protagonisti:

L’articolo Forbes Healthcare Summit: la sanità italiana si ritrova a Palazzo Wedekind è tratto da Forbes Italia.