C’è un nuovo regolamento europeo che disciplina i fornitori di rating Esg. L’obiettivo è aumentare trasparenza, affidabilità e comparabilità delle valutazioni, spesso diverse per metodologia tra diversi operatori. La soluzione? I provider dovranno ottenere un’autorizzazione preventiva da parte dell’autorità europea dei mercati finanziari e saranno soggetti a vigilanza diretta. Inoltre, dovranno rendere pubbliche informazioni sulle metodologie utilizzate, sulla gestione dei conflitti di interesse e sull’organizzazione interna. Non è solo questione ‘estetica’ ma si traduce in fatti concreti (e finanziari) nei processi d’impresa. Ne parliamo, soffermandoci sull’impegno generale delle imprese sul tema, con Chiara Cormanni, vicepresidente Gruppo Giovani Imprenditori Assolombarda con delega alla Sostenibilità e all’Inclusione.
Lo scenario normativo europeo evolve rapidamente, ponendo alle aziende sfide che vanno ben oltre il reporting.
La comunicazione Esg, nel rispetto delle direttive su Green Claims ed Empowering Consumers, è essenziale per proteggere la reputazione aziendale e costruire fiducia con gli stakeholder. Parallelamente, l’economia circolare rappresenta una leva competitiva concreta che coinvolge diversi aspetti di innovazione, dalla progettazione dei prodotti all’efficienza nei consumi e infine alla gestione intelligente dei residui. Si tratta di un tema molto caro al Gruppo dei Giovani Imprenditori di Assolombarda, che in un recente incontro della sua Academy ha condiviso esempi e casi studio di settore per condividere soluzioni pratiche ed evidenziare i vantaggi competitivi reali che le imprese possono acquisire.
Non più semplice obbligo normativo di rendicontazione, ma leva strategica di crescita.
La propensione alla sostenibilità è diventata una leva strategica imprescindibile per la competitività e per la resilienza di lungo periodo delle nostre aziende. Scegliere la sostenibilità sociale significa fare una scelta di campo: riconoscere che la creazione di valore economico cammina di pari passo con la creazione di valore sociale. Accogliere queste sfide significa trasformare i vincoli ambientali e sociali in straordinarie opportunità di innovazione, di attrazione dei talenti e di posizionamento sul mercato globale. L’impresa del nostro territorio (Milano, Monza e Brianza, Pavia e Lodi) ha accolto con favore queste nuove sfide. E non poteva essere altrimenti: le nostre aziende si sono sempre confermate come un attore “sociale”, favorendo non solo l’occupazione ma determinando anche la crescita e il benessere della propria comunità a lavoro, oltre che lo sviluppo delle aree in cui sorgono.
Quale ruolo può svolgere Assolombarda, in particolare nel dialogo con le istituzioni?
La sostenibilità è un elemento imprescindibile per la crescita e lo sviluppo. Ritengo, infatti, che oggi tra le imprese ci sia una consapevolezza sempre più diffusa sul fatto che integrare i criteri Esg nella governance dell’azienda significa rafforzarne la competitività, creare valore nel lungo periodo e rispondere in maniera più efficace alle trasformazioni economiche e sociali. In questo senso, la sostenibilità non è più un tema accessorio, ma una vera e propria leva strategica, capace di orientare scelte, investimenti e modelli di business, accompagnando le imprese nel cambiamento e contribuendo a trasformarlo in un’opportunità di crescita e innovazione. In questo percorso, Assolombarda svolge un ruolo fondamentale nel promuovere la cultura della sostenibilità, facilitare il dialogo tra imprese e istituzioni, rappresentando le esigenze del sistema produttivo e promuovendo un quadro normativo sempre più chiaro e favorevole alla transizione sostenibile.
Nel suo ruolo con delega alla sostenibilità, quali sono i principali progetti e obiettivi che guidano l’attività dell’Associazione?
Negli ultimi anni abbiamo scelto di mettere la sostenibilità al centro della nostra strategia, considerandola non solo come leva per mitigare l’impatto ambientale, ma anche come fattore chiave per il benessere sociale e per uno sviluppo economico solido e di lungo periodo. Questo impegno si è concretizzato nel Manifesto di Sostenibilità, che individua 4 direttrici strategiche di azione (le comunità e il territorio, ridurre l’impronta ambientale, promuovere una governance etica e responsabile, valorizzare le persone). Nel Piano di Sostenibilità 2023–2025, già concluso, che ha definito obiettivi chiari e misurabili in linea con i Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite. E oggi nel nuovo Piano di Sostenibilità 2026-2028, che fa tesoro dell’esperienza del triennio precedente, confermando le priorità del Manifesto e ampliando l’orizzonte di azione verso imprese, comunità e territorio. I risultati sono concreti: abbiamo realizzato oltre 130 iniziative a supporto delle imprese e del territorio.
Come accompagnate le imprese in questi processi?
Un ruolo centrale è svolto anche dal Desk Esg, un servizio personalizzato e multidisciplinare che accompagna le imprese in tutte le fasi del loro percorso, da chi si avvicina per la prima volta alla sostenibilità fino alle aziende più mature che vogliono integrare questi criteri in modo sempre più strategico. Accanto a queste iniziative, è altrettanto importante il lavoro sulla cultura della sostenibilità e della trasparenza. Con il nostro ultimo Bilancio di Sostenibilità 2025, “Change is the only constant”, abbiamo definito il cambiamento come una condizione strutturale: non più una risposta episodica alle crisi, ma un processo continuo che richiede visione, capacità di adattamento e spirito di innovazione. Le imprese sono chiamate non solo ad affrontare le sfide del presente, ma a evolvere in modo proattivo, ripensando modelli organizzativi, processi produttivi e approcci culturali. In questo scenario, la sostenibilità diventa la bussola che orienta tale evoluzione, trasformando il cambiamento in opportunità.
Come si inserisce, in questo contesto, l’impegno del Gruppo Giovani Imprenditori?
Il Gruppo, negli ultimi tre anni, ha promosso momenti di formazione attraverso le GGI Academy, dedicati anche ai temi della sostenibilità. In queste occasioni sono stati approfonditi il contesto normativo europeo, in continua evoluzione, le sfide oltre il semplice reporting, la prevenzione del greenwashing, l’implementazione di modelli di economia circolare e le modalità di comunicazione efficace della sostenibilità. L’obiettivo complessivo è accompagnare le imprese – e in particolare le nuove generazioni – in una trasformazione in cui competitività, sostenibilità e innovazione possano crescere insieme, per restituire alle prossime generazioni una società certamente vocata alla crescita ma altrettanto interessata a conciliare elementi apparentemente contrastanti come produttività e inclusione sociale.
L’articolo Rating Esg, nuove regole dall’Europa: cosa cambia per imprese, investitori e sostenibilità è tratto da Forbes Italia.