27 Aprile 2026

Delfin avvia il riassetto da 10 miliardi: Leonardo Maria Del Vecchio sale al 37,5% e diventa primo azionista

L’assemblea degli azionisti di Delfin, che si è riunita questa mattina in Lussemburgo, ha dato il via libera a un riassetto da circa 10 miliardi di euro destinato a ridisegnare gli equilibri della holding della famiglia Del Vecchio.

Dopo mesi di tensioni sulla successione del fondatore, i soci hanno approvato sia una nuova politica di dividendi sia il passaggio di quote che rafforzerà la posizione di Leonardo Maria Del Vecchio. L’operazione rappresenta il primo vero punto fermo di una partita aperta da tempo tra gli eredi e punta a superare lo stallo decisionale che ha caratterizzato la governance della cassaforte di famiglia, azionista di riferimento di EssilorLuxottica.

L’assemblea sblocca lo stallo

All’ordine del giorno dell’assemblea c’erano due nodi centrali: la distribuzione degli utili e l’acquisizione delle quote detenute dai fratelli Luca e Paola Del Vecchio. Su quest’ultimo punto, i soci hanno approvato, con sei voti favorevoli su otto, il progetto che consentirà a Leonardo Maria Del Vecchio di rilevare il 25% complessivo attraverso il veicolo Lmdv Fin.

Un passaggio che, una volta completato, lo porterà a detenere il 37,5% di Delfin, diventando così il primo azionista con una maggioranza relativa. I voti contrari di Rocco Basilico e Claudio Del Vecchio confermano che il percorso resta ancora segnato da divisioni interne, ma allo stesso tempo certifica un avanzamento concreto rispetto a una situazione rimasta bloccata per anni.

Dividendi e prossimi passi

Accanto al riassetto azionario, l’assemblea ha approvato anche una politica di remunerazione particolarmente generosa. Con sette voti favorevoli su otto (unico contrario ancora Rocco Basilico) è stata deliberata la distribuzione dell’80% degli utili per il triennio 2025-2027.

Nei prossimi giorni è attesa la firma degli accordi per il trasferimento delle quote, seguita da una finestra di 40 giorni durante la quale gli altri soci potranno presentare eventuali obiezioni. L’operazione sarà realizzata attraverso il veicolo Lmdv Fin, con il supporto del sistema bancario e garanzie basate sul pacchetto azionario acquisito. Resta tuttavia aperta la possibilità che Leonardo Maria Del Vecchio proceda direttamente all’acquisto in caso di contestazioni.

Un riassetto che incide sugli equilibri finanziari

Il riordino di Delfin non riguarda solo la dinamica tra gli eredi, ma incide direttamente sugli equilibri finanziari italiani ed europei. La holding lussemburghese rappresenta infatti uno snodo strategico: controlla una quota rilevante di EssilorLuxottica e detiene partecipazioni di peso in Monte dei Paschi di Siena (17,5%), Generali (10%) e UniCredit (2,7%), per un valore complessivo stimato intorno ai 15 miliardi di euro.

A questi si aggiungono flussi di cassa attesi per circa 1,5 miliardi nel 2025, in crescita significativa rispetto agli anni precedenti, a conferma della solidità finanziaria della cassaforte. In questo contesto, la concentrazione di una maggioranza relativa nelle mani di un unico azionista è destinata a rafforzare la capacità di esprimere una linea strategica più chiara nelle principali partite industriali e finanziarie in cui Delfin è coinvolta.

Un ruolo che si affianca a quello del management guidato da Francesco Milleri, presidente di Delfin e ceo di EssilorLuxottica, chiamato a garantire continuità nella visione industriale tracciata dal fondatore Leonardo Del Vecchio.

L’articolo Delfin avvia il riassetto da 10 miliardi: Leonardo Maria Del Vecchio sale al 37,5% e diventa primo azionista è tratto da Forbes Italia.