Contenuto tratto dal numero di giugno 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
“Anni fa un amico mi invitò a Capo Verde per vedere l’isola e valutare alcuni investimenti. Oggi ho costruito più di 350 unità immobiliari”. È maturata così l’idea di Daniele Rampini, imprenditore italiano che opera da oltre 25 anni nel settore immobiliare turistico, di orientarsi verso il mercato emergente dello stato dell’Oceano Atlantico.
L’Italia è stata il punto di partenza, non la destinazione. Dopo un percorso professionale iniziato nel commercio, culminato in multinazionali del food & beverage, Rampini ha deciso di immergersi nel settore immobiliare di Capo Verde. La decisione, presa nel 1998, poggia su elementi strutturali: stabilità politica, sistema giuridico di derivazione europea, valuta ancorata all’euro e strategia economica fortemente orientata al turismo. Secondo la Banca mondiale, il comparto turistico contribuisce a circa il 25% del Pil dell’arcipelago: nel 2024 gli arrivi turistici sono stati 1,18 milioni, con una crescita annua superiore al 15%, come riportato dalla stessa Banca mondiale e dall’Instituto Nacional de Estatística di Capo Verde.
Boa Vista e il modello Condo Hotel: quando l’immobiliare incontra l’ospitalità
All’interno dell’arcipelago, Boa Vista si è affermato come uno dei principali poli del turismo internazionale, grazie ad aeroporto, investimenti alberghieri internazionali e posizionamento nel turismo balneare di fascia medio-alta. “L’errore più comune è valutare l’immobile come un bene isolato”, ha commentato Rampini. È nato così il modello Condo Hotel, che combina proprietà privata e gestione alberghiera centralizzata. L’investitore acquista l’unità, ma delega la gestione operativa a una struttura professionale.
Rampini ha realizzato oltre 300 unità, ha creato società di gestione immobiliare e intrattenimento turistico: “Avere una casa a Capo Verde è paragonabile a un investimento, perché crea valore nel tempo e permette una qualità della vita che tanti sognano”. Uno dei progetti realizzati è il White Hotel, completato nel 2023: agli investitori viene riconosciuta una rendita annua del 5%, garantita da fideiussione bancaria per dieci anni, cui si aggiunge la rivalutazione immobiliare. Negli ultimi tre anni, i valori hanno registrato una crescita media dell’8% annuo. L’acquirente diventa proprietario al 100% dell’unità immobiliare, rivendibile ed ereditabile, senza vincoli. Le suite del White Hotel sono state progettate come unità autonome, dotate di proprie utenze e trasformabili, se necessario, in appartamenti abitabili.
Sostenibilità energetica e nuove iniziative sull’isola
Di recente Capo Verde ha avviato un percorso di transizione verso le rinnovabili, con l’obiettivo di superare il 50% di produzione elettrica da fonti verdi entro il 2030. La stabilità dei costi energetici, secondo Rampini, “è un elemento determinante per la sostenibilità economica e la solidità delle strutture turistiche nel medio-lungo periodo”.
Oltre al White Hotel, che ha coinvolto più di 60 investitori, è previsto un nuovo progetto a partire dal 2026 nella capitale, Sal Rei. La posa della prima pietra è programmata per il 4 luglio, in concomitanza con il Dia do Município da Boa Vista, anniversario dell’indipendenza dell’isola. Una scelta simbolica che intende legare un progetto privato alla storia pubblica del territorio, un segnale di fiducia nel futuro economico di Boa Vista e nel ruolo dell’immobiliare turistico come asset finanziario strutturato.
L’articolo Dall’Italia a Capo Verde: la visione imprenditoriale di Daniele Rampini è tratto da Forbes Italia.