Contenuto tratto dal numero di agosto 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
Viaggiare, mangiare e sognare sull’acqua. Su un veliero a tre alberi con poche cabine e il mare quasi tutto per sé, sullo yacht d’epoca di un regista di Hollywood, sulla chiatta che scivola lungo i canali di Borgogna con lo chef stellato ai fornelli, o sulla grande nave che punta verso nord con il teatro e la spa a bordo. Modi diversi di lasciarsi cullare dalla corrente, per una notte o per una settimana. Il 2026 è l’anno giusto per salpare, tra yacht appena varati, barche fluviali rimesse in acqua e persino colossi della crociera che puntano verso i fiordi, dove d’estate si respira. Ecco otto imbarcazioni da scoprire, dal Mediterraneo al Nilo, dai Caraibi alla Norvegia.
Mediterraneo
Il varo del Four Seasons I, il 20 marzo, è caduto nel 65esimo anniversario del marchio. Lo scafo, 207 metri costruiti da Fincantieri su progetto di Tillberg Design of Sweden e Martin Brudnizki, dichiara un’ascendenza precisa: la Christina O di Onassis. Le 95 suite escludono le cabine interne, il rapporto tra ospiti e personale si attesta su una persona a testa, una marina trasversale apre i fianchi sull’acqua.
Tra gli 11 ristoranti, il Sedna ruota chef stellati del gruppo, da Christian Le Squer del Cinq a Luca Piscazzi del Pelagos, fino a Guillaume Galliot del Caprice. La prima stagione tocca Saint-Tropez, Bodrum, Hydra e il Montenegro, prima di raggiungere i Caraibi e le Bahamas in inverno; una seconda unità è attesa per il 2028.
Borgogna
Marguerite è la nuova chiatta fluviale che Belmond vara a fine estate 2026 sui canali della Borgogna, ottenuta dalla trasformazione di una precedente imbarcazione della flotta, la Amaryllis. Quattro suite doppie per otto ospiti, una piscina plunge e una filosofia di slow luxury la collocano all’estremo opposto della crociera oceanica; gli interni citano la margherita che dà il nome alla barca, tra vetrate colorate e tappeti su misura.
L’itinerario passa da Digione con lezioni di preparazione della senape, prosegue lungo la Route des Grands Crus in e-bike e prevede pranzi privati nelle sale del Château du Clos de Vougeot. La cucina porta la firma di Dominique Crenn, chef pluristellata di origine bretone, tradotta ogni giorno da un cuoco privato. La barca si aggiunge alle sette unità di Les Bateaux Belmond distribuite tra Borgogna, Provenza, Champagne e Bordeaux.
Grecia
Varata negli anni Trenta e reduce da un refit per i suoi 90 anni, la nave da diporto di 33 metri Maid Marian 2 appartiene a Roland Emmerich, il regista di Independence Day, e porta nell’Egeo un gusto da collezionista: arredi e opere provengono dalla sua raccolta personale, con pezzi da Asia, Africa e Sud America. Cinque cabine, tre con bagno privato, un equipaggio di sei persone e un ponte superiore di 100 metri quadrati rifatto per prendere il sole. Il charter parte da Atene per il giro delle Cicladi, tra Kythnos, Serifos, Sifnos e Paros, con l’itinerario disegnato insieme al capitano, due Seabob per scendere sott’acqua fino a 40 metri e stand-up paddle per esplorare le baie.
Nilo
La dahabeya Nile Canopus, membro di Relais & Châteaux, il veliero fluviale a due alberi che nell’Ottocento portava i viaggiatori europei da Luxor ad Assuan, torna in una versione contemporanea di 55 metri, con arredi realizzati su misura in Egitto. Il riferimento dichiarato è Amelia Edwards, tra le prime egittologhe, autrice di A Thousand Miles Up the Nile. Venti ospiti si distribuiscono tra quattro grand suite con balcone e sei cabine con ampie finestre; sul ponte una tenda in stile safari cita l’accampamento di Howard Carter negli anni della scoperta della tomba di Tutankhamon. Gli itinerari da quattro notti collegano Luxor ad Assuan toccando i templi di Esna, Edfu e Kom Ombo, l’isola di Bassaw e Philae, con una sosta all’isola di Herdiab dove è possibile fare il bagno nel fiume.
Fiordi norvegesi e Islanda
All’estremo opposto delle piccole unità d’autore, la grande nave risponde all’estate torrida facendo rotta verso il Nord Europa. A bordo della Norwegian Prima, Norwegian Cruise Line propone una crociera di 11 giorni da Southampton a Reykjavík, che attraversa Belgio, Paesi Bassi, Norvegia e Islanda senza cambi d’albergo né spostamenti via terra. Dopo gli scali a Zeebrugge, porta d’accesso a Bruges, e Amsterdam, l’itinerario raggiunge Bergen, il fiordo di Geiranger e Ålesund, celebre per la sua architettura Art Nouveau. Il viaggio prosegue quindi verso l’Islanda, con soste ad Akureyri e Ísafjörður, prima dell’arrivo a Reykjavík. La formula freestyle cruising rinuncia a orari fissi e dress code, mentre gli spazi panoramici dell’Ocean Boulevard, la Mandara Spa e l’ampia proposta gastronomica completano l’esperienza a bordo.
Capo Verde
Tre alberi e 16 cabine per 32 ospiti, Le Ponant è un albergo galleggiante a misura d’uomo, membro Relais & Châteaux dal 2023, sul quale gli chef del circuito salgono a cucinare in un rapporto di partenariato con la compagnia francese. L’esperienza dura otto giorni, costruita su valori di sostenibilità e su una cucina che attinge agli ingredienti locali, e promette isole segrete e porti leggendari. L’arcipelago di Capo Verde offre il versante atlantico e vulcanico del programma, tra Mindelo, São Nicolau, Boa Vista e Fogo, con approdi in porti minori e soste dettate dal vento. Il tre alberi alterna poi Mediterraneo, dalle isole greche alla costa croata, e Caraibi, secondo una rotta lasciata alla scelta dell’ospite.
Caraibi
Star Clippers vuole ampliare lo sguardo del viaggiatore e ridefinire il modo di vivere i Caraibi. Accanto agli itinerari più apprezzati, la compagnia inserisce nuove rotte che puntano su autenticità, accessibilità selettiva e luoghi che sfuggono ai circuiti più battuti. La sfida è quella di proporre un’esperienza di viaggio che tenga il passo del presente senza perdere l’anima della vela. Itinerari agili, tempi distesi, scali selezionati, in un equilibrio tra comfort, scoperta e quel ritmo fluido che permette di apprezzare davvero ogni scalo, senza sovraccarichi e senza l’effetto ‘tappa obbligata’.
Le nuove proposte includono isole minori, riserve marine e piccoli porti locali che valorizzano la dimensione più autentica della regione caraibica. A bordo, lo stile Star Clippers rimane quello di sempre: ambienti di bordo dalle dimensioni contenute, un servizio attento alle necessità di ciascun passeggero e un rapporto diretto tra l’ospite e l’equipaggio. Una formula che consolida l’identità della compagnia e rafforza la sua posizione come punto di riferimento nella navigazione a vela internazionale. Gli itinerari da sette notti cambiano volto a seconda del porto d’imbarco: dallo Star Flyer, in partenza da St. Martin verso le Isole Sottovento e le Isole del Tesoro, tra St. Barths, Anguilla e la Norman Island che avrebbe ispirato Stevenson, all’ammiraglia Royal Clipper che salpa da Barbados verso le Isole Sopravento, con St. Lucia e le sue Pitons, e verso le Grenadine.
Oceano Pacifico
Nell’arcipelago di Palau, in Micronesia, protetto per l’80%, il catamarano di 39 metri Four Seasons Explorer Palau porta un’idea di lusso lontana dalla rappresentanza. Dieci cabine più la Explorer Suite, un biologo marino imbarcato e fino a tre immersioni al giorno costruiscono un programma attorno all’acqua più che all’itinerario. Le rotte si adattano al mare e alla fauna, verso siti come Blue Corner, dove le correnti richiamano squali di barriera e tartarughe, o il Jellyfish Lake e le sue meduse prive di pungiglione. Senza un calendario fisso di scali, lo yacht resta una base mobile per l’esplorazione subacquea, in un angolo di Pacifico che il turismo di massa non ha raggiunto.
L’articolo Dal Mediterraneo al Pacifico, 8 crociere da sogno per viaggiare sull’acqua nel 2026 è tratto da Forbes Italia.