C’è un momento, nella pineta della Tenuta Presidenziale di Castelporziano, in cui una telecamera vede prima di un guardaparco. Non è fantascienza: è una telecamera intelligente dotata di intelligenza artificiale, montata a decine di metri d’altezza su una torre di telecomunicazione, collegata a un gateway, capace di riconoscere un pennacchio di fumo nel momento esatto in cui si forma, ben prima che diventi un incendio conclamato. È uno dei tanti modi in cui Inwit prima tower company italiana e tra le principali digital infrastructure company, sta riscrivendo il senso stesso della parola “torre di telecomunicazione”.
Per anni percepite come infrastrutture necessarie esclusivamente per abilitare la connettività outdoor, oggi, rappresentano una piattaforma digitale in grado di abilitare servizi integrati e innovativi. “Quando pensiamo alle torri per le telecomunicazioni, pensiamo soprattutto alla connettività: telefonate, internet, streaming, social network, 5G. In realtà queste infrastrutture possono fare molto di più, grazie alla loro diffusione sul territorio”, spiega Diego Galli, Direttore Generale di Inwit, che ricorda un dato non banale: oltre 26mila torri in Italia, presenti in almeno l’84% dei comuni italiani.
Torri intelligenti a supporto dell’ambiente
È da questa intuizione che nasce il progetto realizzato da Inwit insieme a Legambiente nella Riserva naturale statale Tenuta di Castelporziano, una delle aree naturali più preziose del Lazio. Su 3 torri di telecomunicazione a ridosso della Riserva sono state installate telecamere smart dotate di intelligenza artificiale collegate a gateway, in grado di individuare tempestivamente i principi di incendio e inviare un allarme immediato alle centrali operative. La posizione privilegiata sulle torri di telecomunicazione permette di monitorare aree molto vaste e di lanciare il segnale prima che una situazione potenzialmente pericolosa si trasformi in un’emergenza. Accanto alle telecamere, sono state installate anche centraline IoT per il monitoraggio della qualità dell’aria: veri laboratori in miniatura che misurano inquinanti, polveri sottili e parametri meteorologici, costruendo una base di dati a supporto dell’ecosistema.
Il modello è “immediatamente replicabile” su tutte le torri di Inwit, diffuse capillarmente sul territorio italiano. Oggi il progetto coinvolge già tredici aree naturali italiane, dal Bosco di Vanzago in provincia di Milano fino alle riserve abruzzesi del Parco Nazionale della Maiella e del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. I numeri, sommati, restituiscono la scala dell’operazione: 19 torri coinvolte, altrettanti gateway, 9 telecamere intelligenti e 27 centraline per la qualità dell’aria, distribuite su tutto il territorio nazionale. In un periodo in cui i cambiamenti climatici rendono sempre più frequenti eventi estremi e incendi, utilizzare le tecnologie digitali per prevenire i rischi e proteggere il territorio significa fornire uno strumento a tutela della biodiversità.
Dietro questa capacità di “vedere e sentire” il territorio c’è un’infrastruttura tecnologica meno visibile, ma altrettanto strategica: circa 20mila gateway installati sulle torri Inwit, connessi a una piattaforma IoT centralizzata in cloud e monitorati 24 ore su 24 dal Network Operations Center dell’azienda. Sono questi dispositivi, veri e propri “cuori digitali” alla periferia della rete, a raccogliere i dati da sensori distribuiti capillarmente — spesso attraverso reti LoRaWAN, capaci di trasmettere informazioni a basso consumo energetico fino a due chilometri in ambito urbano — e a renderli disponibili per applicazioni che vanno dallo smart metering di acqua e gas allo smart parking, fino all’agricoltura di precisione.
Una rivoluzione smart per la connettività degli edifici
Se le torri raccontano la dimensione outdoor, una seconda partita si gioca indoor, all’interno degli edifici. Attraverso i sistemi DAS, Distributed Antenna System, l’azienda porta la connettività mobile multi-operatore dentro spazi che il segnale esterno fatica a raggiungere: hotel di lusso, ospedali, musei, campus universitari, centri logistici.
Questi sistemi garantiscono alte performance, elevati standard di sicurezza informatica e un’esperienza in continuità tra connettività outdoor e indoor, consentendo la diffusione dei nuovi servizi digitali smart, incluso l’loT.
Il Bilancio Integrato 2025 di Inwit fotografa una rete composta da più di 850 DAS in tutta Italia, in grado di abilitare oltre 150 ospedali — per un totale di più di 50mila posti letto coperti — più di 50 hotel di fascia alta, più di 50 strutture della grande distribuzione e oltre dieci tra musei e campus universitari.
L’esempio più recente riguarda l’headquarter di Acea. La multiutility romana è oggi interamente connessa grazie a un sistema DAS multi-operatore che copre circa 40mila metri quadrati distribuiti su undici piani, attraverso quattro remote unit collegate a circa 180 micro-antenne a basso impatto visivo. “La collaborazione con ACEA conferma il ruolo centrale di Inwit come abilitatore della trasformazione digitale per le grandi realtà industriali del Paese”, osserva Lucio Golinelli, Chief Smart Infrastructure Officer di Inwit, spiegando che l’infrastruttura pone le basi per futuri servizi di smart building, IoT e sicurezza. Il progetto, che si estende anche alla sede di ARETI e all’Innovation Center del gruppo, prevede in totale l’attivazione di tre nuovi sistemi DAS.
Non è un caso isolato. Inwit ha abilitato la connettività indoor in oltre 2.500 filiali bancarie in tutta Italia, sparse in più di 700 comuni italiani: uno spazio, quello degli sportelli bancari, dove firma elettronica, pagamenti contactless e autenticazione degli operatori tramite smartphone dipendono da una copertura solida, spesso ostacolata da muri spessi e vincoli architettonici tipici degli edifici storici che ospitano molte filiali italiane.
Tutta l’innovazione di un futuro sempre connesso
Il fil rouge di tutto questo è un’infrastruttura digitale efficiente e altamente tecnologica: la trasformazione guidata da Inwit dimostra come il concetto di connettività abbia ormai superato i suoi confini tradizionali. Non si tratta più soltanto di garantire la trasmissione di dati, ma di strutturare un vero e proprio sistema digitale per il Paese. Integrando intelligenza artificiale, sensoristica IoT e reti ad altissima capillarità — sia all’aperto sia negli ambienti chiusi — le infrastrutture si evolvono in piattaforme intelligenti. È la convergenza definitiva tra spazio fisico e dimensione digitale che sta dietro la connettività di tutti i giorni.
L’articolo Inwit, le infrastrutture digitali abilitatrici della digitalizzazione: dalla prevenzione degli incendi alla banca sotto casa è tratto da Forbes Italia.