Il miliardario Elon Musk ha già speso oltre 276 milioni di dollari, soltanto da luglio, per le elezioni di metà mandato in programma a novembre, secondo i documenti elettorali federali e i dati riportati lunedì dal New York Times. Questo fa dell’amministratore delegato di Tesla il principale finanziatore delle elezioni di metà mandato finora, mentre continua a sostenere i repubblicani in tutto il Paese, attirando al tempo stesso polemiche.
I fatti principali
Secondo quanto riportato dal New York Times, sulla base dei dati forniti al quotidiano dai rappresentanti di Musk, il miliardario ha speso almeno 366 milioni di dollari per le elezioni di metà mandato fino alla fine di settembre, comprese le donazioni al suo America Pac e ad altri gruppi politici. Di questi, 276 milioni sono stati versati soltanto da luglio.
Questo lo rende il principale finanziatore delle elezioni di metà mandato, superando il miliardario Marc Andreessen e il suo socio in affari Ben Horowitz, che il New York Times aveva indicato ad agosto come i maggiori finanziatori della tornata elettorale.
Secondo il quotidiano, tra le donazioni politiche più recenti di Musk figurano 76 milioni di dollari destinati al suo America Pac, che sostiene i candidati repubblicani in tutto il Paese, e 158 milioni di dollari al Senate Leadership Fund, che appoggia i candidati repubblicani al Senato.
Negli ultimi mesi ha inoltre destinato 20 milioni di dollari al Congressional Leadership Fund, un comitato di azione politica (Pac) che sostiene i repubblicani alla Camera; 10 milioni di dollari al Lone Star Liberty Pac, che appoggia Ken Paxton, candidato al Senato in Texas; 10 milioni di dollari alla Republican Governors Association e 2 milioni di dollari alla Republican Attorneys General Association, secondo quanto riferito dai rappresentanti di Musk al New York Times.
Come sottolinea il quotidiano, America Pac ha destinato la maggior parte delle proprie spese alla corsa per il Senato in Texas, sulla quale anche Musk ha assunto posizioni sempre più esplicite negli ultimi giorni. Il miliardario ha attaccato frequentemente su X il candidato democratico James Talarico, amplificando anche false affermazioni secondo cui il candidato sarebbe stato ricoverato in una struttura per la salute mentale.
Cosa tenere d’occhio
Non è chiaro quanto Musk potrebbe ancora spendere nelle settimane che precedono il giorno delle elezioni. Inoltre, i documenti federali completi che permetteranno di ricostruire l’intera portata dei suoi finanziamenti politici saranno pubblicati soltanto dopo la conclusione delle elezioni.
Cosa non sappiamo
Sebbene gran parte dei finanziamenti politici di Musk possa essere tracciata attraverso i documenti della Federal Election Commission, il New York Times riferisce che il miliardario ha anche donato in modo più discreto somme a sette cifre a organizzazioni che non sono tenute a rendere pubblici i nomi dei propri finanziatori. Questo significa che i dettagli di tali donazioni rimarranno probabilmente riservati.
La valutazione di Forbes
Secondo le stime di Forbes, lunedì mattina il patrimonio netto di Elon Musk ammontava a 1.000 miliardi di dollari, rendendolo sia la persona più ricca del mondo sia la prima a raggiungere lo status di trilionario.
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A chi ha donato Elon Musk in vista delle elezioni di metà mandato?
Prima della sua ondata di spese estive, i documenti depositati presso le autorità elettorali federali mostrano che, al 30 giugno, Musk aveva donato circa 50,3 milioni di dollari al suo America Pac nel corso del ciclo elettorale del 2026, oltre a 10 milioni di dollari ciascuno al Senate Leadership Fund e al Congressional Leadership Fund e 5 milioni di dollari al super Pac Maga Inc. del presidente Donald Trump.
Musk ha inoltre versato il contributo massimo consentito di 6.600 dollari direttamente alle campagne di diversi esponenti repubblicani, tra cui i deputati Anna Paulina Luna della Florida, Brandon Gill del Texas, Lauren Boebert del Colorado, Darrell Issa della California, Mark Harris della Carolina del Nord e il senatore Chuck Grassley dell’Iowa.
La più grande donazione di Musk a un singolo candidato è stata quella da 10 milioni di dollari effettuata a gennaio a favore dell’imprenditore Nate Morris, ex candidato al Senato per il Kentucky, che ha poi abbandonato le primarie per diventare ambasciatore dell’amministrazione Trump in Colombia.
Musk attacca James Talarico
Sebbene lunedì il New York Times abbia osservato che Musk non sembra essersi schierato a favore di un singolo candidato in vista delle elezioni di metà mandato, come aveva invece fatto pubblicamente con Trump nel 2024, il trilionario ha dedicato notevoli energie ad attaccare Talarico, che secondo i sondaggi sarebbe testa a testa con Paxton nella corsa al Senato.
Musk ha un interesse più personale nelle elezioni di questo Stato, dal momento che vive ad Austin, e il Times sottolinea che Paxton, in qualità di procuratore generale del Texas, ha anche avviato iniziative per indagare sui rivali del trilionario.
Solo domenica, Musk ha condiviso su X diversi post contro le posizioni di Talarico su temi come il capitalismo e i diritti delle persone transgender, contribuendo inoltre a diffondere una teoria del complotto secondo cui la recente assenza di Talarico dalla campagna elettorale, dovuta all’influenza, sarebbe stata in realtà causata da un episodio legato alla sua salute mentale. Un’affermazione falsa.
Talarico ha risposto alla teoria del complotto in un’intervista alla Nbc, dichiarando: “Non è vero. Ho semplicemente avuto l’influenza e ora mi sento molto meglio”, aggiungendo che le false affermazioni rappresentano “un buon promemoria del fatto che non si può credere a tutto ciò che si legge su Internet”.
Anche America Pac ha destinato gran parte delle proprie spese a contrastare Talarico, finanziando in particolare annunci pubblicitari e volantini elettorali che prendono di mira il sostegno del democratico ai diritti delle persone transgender.
Il contesto
Musk è diventato uno dei principali finanziatori del Partito repubblicano in vista delle elezioni del 2024, spendendo 290 milioni di dollari principalmente a sostegno di Trump e fondando America Pac, che ha promosso iniziative controverse come la distribuzione di assegni da un milione di dollari agli elettori registrati in Pennsylvania.
Il suo ingresso in politica ha segnato un cambio di rotta per il fondatore di Tesla, che in precedenza aveva finanziato i democratici e criticato Trump. Dopo la vittoria elettorale di Trump, Musk è entrato, tra le polemiche, nell’amministrazione del presidente alla guida del Department of Government Efficiency, o Doge, promuovendo una serie di ampi tagli alla spesa pubblica che hanno suscitato forti critiche. Ha poi lasciato l’amministrazione Trump nel maggio 2025, arrivando a uno scontro pubblico con il presidente. Da allora, i loro rapporti si sono ricuciti.
Il trilionario, che per un breve periodo aveva anche accarezzato l’idea di fondare un proprio partito politico, è inoltre intervenuto nella corsa per la Corte Suprema del Wisconsin dello scorso anno, con America Pac che ha sostenuto il candidato repubblicano Brad Schimel, poi sconfitto.
Dopo quella sconfitta elettorale, Musk aveva dichiarato di voler ridurre le sue ingenti spese politiche, ma ha presto ripreso a finanziare le campagne in vista delle elezioni di metà mandato. Appena un mese dopo quelle dichiarazioni, rilasciate nel maggio 2025, ha infatti donato 5 milioni di dollari ciascuno a Maga Inc., al Senate Leadership Fund e al Congressional Leadership Fund.
L’articolo Musk finanzia i repubblicani alle elezioni di metà mandato ed è il principale donatore è tratto da Forbes Italia.