Borsa di Seoul al tappeto, con il Kospi affondato del 5,46% e scivolato intraday sotto la soglia psicologica dei 6mila punti. A innescare l’ondata di vendite, il crollo delle azioni dei giganti sudcoreani: Sk Hynix ha perso oltre il 10%, Samsung Electronics più del 7%.
Il sell-off si è esteso anche ad altri titoli dei colossi tecnologici che stanno scommettendo sul business dell’Ia, come Asml, Stmicroelectronics, Infineon, Micron Technology.
Le vendite si sono intensificate dopo le dichiarazioni del ceo di Broadcom, Hock Tan, che ha gelato parte dell’entusiasmo degli investitori per il fenomeno dell’intelligenza artificiale. Broadcom è tra i principali fornitori di chip personalizzati e di soluzioni di rete per i data center dedicati all’Ia.
L’allarme di Hock Tan: investimenti in Ia paragonati al gioco d’azzardo
Nel corso di un evento che si è tenuto a Singapore, il ceo Tan ha paragonato gli investitori che hanno lanciato le loro puntate sull’Ai ai giocatori d’azzardo che giocano fiches ai casinò. L’avvertimento riporta alla mente quanto dichiarato da Warren Buffett nell’assemblea annuale degli azionisti di Berkshire Hathaway, che si è tenuta a maggio di quest’anno.
In quell’occasione, l’oracolo di Omaha aveva paragonato il mercato azionario a una “church with a casino attached”, ovvero a “una chiesa con un casinò annesso”. Buffett aveva osservato inoltre come gli investitori non fossero mai stati tanto inclini a scommettere.
Va precisato che, più che riferirsi all’Ia nello specifico, il Re Mida degli investimenti aveva puntato il dito contro il trading di opzioni con scadenza giornaliera.
Il fatto che un alert sugli investimenti in Ia in versione casinò sia stato lanciato ora perfino dal numero uno di Broadcom ha avuto un forte impatto sul sentiment del mercato, già segnato dalla trepidazione per la pubblicazione imminente delle trimestrali delle Big Tech e degli hyperscaler Usa. Hyperscaler che stanno investendo miliardi di dollari nella costruzione di data center per l’Ia.
Ritorno sugli investimenti e spesa inefficiente: i dubbi sulle Big Tech
Tan non ha indorato la pillola, affermando che “molti investitori non hanno la minima idea di ciò in cui stanno investendo”, presi da “aspettative estremamente elevate”, mentre molte società non sono neanche in grado di “individuare un ritorno sugli investimenti”.
Il ceo di Broadcom ha aggiunto che la conseguenza è che “la gente sta semplicemente sprecando denaro, consumando token, cercando di capire (l’Ia)”.
Il dubbio che il manager ha alimentato è stato dunque il seguente: il fenomeno dell’intelligenza artificiale è stato davvero compreso, sia da chi investe nelle azioni, che da parte delle aziende attive nel comparto? Indicativo il seguente esempio: “Da bambino vai in una sala giochi e giochi. I tuoi genitori ti danno 10 dollari in gettoni, li finisci in dieci minuti e non hai imparato nulla. È quello che sta succedendo oggi nelle aziende”.
La reazione, in un mercato azionario che teme l’esplosione di una bolla Ia da un momento all’altro, non poteva che essere forte.
Il calendario delle trimestrali delle magnifiche 7 di Wall Street
Ma quali sono le previsioni del consensus per gli utili che saranno annunciati a breve dai principali player della grande scommessa sull’Ia? Intanto, occhio al calendario delle trimestrali delle magnifiche 7 di Wall Street. Tesla è attesa alla prova dei conti il 21 ottobre. Il 28 ottobre toccherà ad Alphabet-Google, Meta e Microsoft. Seguiranno Amazon, il 29 ottobre, Apple il 2 novembre e Nvidia il 18 novembre.
Di queste date, finora sono state confermate quelle di Apple, Microsoft, Alphabet, Tesla, mentre le altre potrebbero essere soggette a modifiche.
Previsioni sugli utili e rischio bolla: l’analisi degli esperti
Riguardo a cosa prevedono gli analisti le prospettive per le società Ia sono in realtà ottimistiche. Secondo Reuters, che ha citato le stime di Tajinder Dhillon, responsabile della divisione sull’azionario di Lseg, gli utili delle società dell’S&P 500 relativi al terzo trimestre del 2026 sono attesi in crescita del 31%, su base annua. Circa due terzi dell’incremento dovrebbero arrivare proprio dal settore tecnologico e dai pesi massimi Alphabet, Amazon.com e Meta Platforms.
Lo stesso articolo di Reuters ha sollevato tuttavia un interrogativo: la crescita degli utili è davvero sostenibile? Michael Cembalest di JPMorgan Private Bank ha risposto, evidenziando la forte concentrazione del boom dell’Ia e ricordando che, dal lancio di ChatGPT, nel novembre 2022, un gruppo di 41 società legate all’intelligenza artificiale ha contribuito per il 75% ai rendimenti dell’S&P 500, per l’80% alla crescita degli utili e per il 90% all’incremento della spesa in conto capitale (capex).
Un peso straordinariamente elevato per un numero così ristretto di aziende. L’autore dell’articolo ha confermato che quello dell’intelligenza artificiale è, di gran lunga, il più grande boom degli investimenti nella storia degli Stati Uniti. Ma l’attenti non è mancato: questo boom potrebbe rivelarsi anche la più grande allocazione inefficiente di capitale di sempre? Non sarà necessario attendere troppo tempo per avere una risposta: i segnali arriveranno a breve, con la pubblicazione imminente degli utili delle Big Tech Usa. E soprattutto con le guidande che saranno annunciate dalle società.
L’articolo L’allarme del ceo di Broadcom sull’Ia fa crollare la Borsa di Seul. Ora Wall Street cerca conferme nelle trimestrali è tratto da Forbes Italia.