I cofondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin, entrambi tra le cinque persone più ricche del mondo, hanno perso complessivamente 60 miliardi di dollari dopo che le azioni della società madre Alphabet sono crollate di oltre il 12% in seguito ai deludenti risultati del terzo trimestre.
I fatti principali
Page e Brin hanno mantenuto il quarto e il quinto posto nella classifica dei miliardari in tempo reale di Forbes, ma giovedì mattina hanno perso rispettivamente 31 e 29 miliardi di dollari.
I patrimoni dei cofondatori sono strettamente legati alle loro quote in Alphabet, il cui titolo è sceso da 321,89 a 283,29 dollari per azione.
Il rapporto sui risultati del terzo trimestre di Alphabet, pubblicato mercoledì, ha mostrato che la società non ha raggiunto le aspettative di Wall Street sui ricavi a causa della crescita più lenta di Google Search, e che ha speso 51,4 miliardi di dollari, circa il 40% di quanto incassato, in spese in conto capitale, per lo più destinate a progetti di intelligenza artificiale.
Le azioni di Alphabet sono in calo del 10% da inizio anno e i patrimoni di Page e Brin ne hanno seguito l’andamento, scendendo di circa l’8% da marzo.
Page e Brin possiedono ciascuno circa il 3% delle azioni di Alphabet e sono i maggiori azionisti individuali, ma insieme mantengono la maggioranza dei diritti di voto.
Il contesto
Il crollo di Alphabet segue un rapporto trimestrale in cui i ricavi di Google Cloud sono più che raddoppiati, raggiungendo i 30,7 miliardi di dollari, mentre quelli di Search sono cresciuti di appena il 12%, a 63,4 miliardi, un ritmo più lento rispetto ai due trimestri precedenti e inferiore al 15% atteso dagli analisti. Secondo quanto riferito da Business Insider, il flusso di cassa libero è stato negativo per circa 9,1 miliardi di dollari, poiché Alphabet ha speso molto per l’infrastruttura di IA, una tendenza che ha spaventato gli investitori in tutto l’ambito delle big tech.
I massicci investimenti di Meta nella potenza di calcolo per l’IA hanno recentemente portato il suo flusso di cassa libero trimestrale in territorio negativo, la prima volta in più di un decennio che l’azienda brucia cassa, e il suo titolo è sceso in seguito alla notizia. Amazon e Oracle si trovano ad affrontare pressioni analoghe: i loro impegni da miliardi di dollari in data center, chip e infrastrutture energetiche le hanno costrette a ricorrere ai mercati del debito e a sopportare margini di cassa ridotti, in attesa che i progetti di IA diventino redditizi.
Il numero
Più di 700 miliardi di dollari. È quanto si prevede che le grandi aziende tecnologiche statunitensi spenderanno quest’anno per far crescere su larghissima scala i propri progetti di IA. Le stime per il 2026 includono circa 200 miliardi di dollari per Amazon e Alphabet, 190 miliardi per Microsoft e 130 miliardi per Meta.
L’articolo I fondatori di Google hanno perso 60 miliardi di dollari in un giorno è tratto da Forbes Italia.