10 Settembre 2026

Dall’iPhone pieghevole all’AI: così Apple ridisegna il suo ecosistema con i nuovi prodotti 2026

Di Dario d’Elia

“L’intelligenza artificiale può diventare ancora più utile quando integra la tua vita con le app, i servizi e i prodotti che usi ogni giorno. Ciò significa che il prodotto al centro delle tue esperienze diventa ancora più essenziale. Mi piace pensarlo come un hub personale intelligente”, così ha esordito ieri il nuovo ceo di Apple, John Ternus. La presentazione dei nuovi iPhone 18 Pro, iPhone Duo, Apple Watch e le AirPods 5 ha giocato sulla pro-attività: tecnologie ad ampio raggio capaci di anticipare bisogni e azioni quotidiane. E di conseguenza ideali per trasferire concretezza e rinnovate potenzialità nella produttività, gestione del tempo e sicurezza dei dati. Ecco cosa serve sapere, prodotto per prodotto.

iPhone 18 Pro: chip, gestione termica e autonomia

iPhone 18 Pro e Pro Max montano il nuovo chip A20 Pro, costruito su un’architettura a 2 nanometri. La Cpu a 6 core comprende due super core fino al 20% più veloci e quattro core a efficienza; la Gpu a 7 core guadagna fino al 40% di prestazioni in più in una sola generazione; il neural engine raddoppia a 32 core, per una potenza di calcolo doppia sui modelli di intelligenza artificiale eseguiti sul dispositivo. La banda di memoria cresce del 50%, la più ampia mai integrata in un iPhone.

Per ottenere questi guadagni, Apple ha dovuto ripensare anche il raffreddamento. Il chip usa un packaging ispirato ai processori della serie M, con la memoria posizionata fianco a fianco al silicio invece che sopra di esso: questo la allontana dai percorsi termici del processore e permette di collegare il chip direttamente a una camera di vapore di nuova generazione, con superficie tripla rispetto a quella di iPhone 17 Pro.

All’interno, acqua deionizzata circola in continuo per assorbire e disperdere il calore su tutta la superficie del dispositivo, invece di lasciarlo concentrato in un punto; il sistema è costruito con l’80% di acciaio inossidabile riciclato, grafite ad alta conducibilità termica e un materiale in rame di tipo “nano-twin”, una novità di settore che allontana il calore dal display mantenendo resistenza meccanica. Il risultato pratico: iPhone 18 Pro sostiene le massime prestazioni più a lungo senza rallentare per surriscaldamento, con un guadagno fino al 40% rispetto a iPhone 17 Pro e fino al doppio rispetto a iPhone 16 Pro e modelli precedenti. Per chi usa il telefono per attività prolungate e impegnative, come videochiamate lunghe, editing sul posto o navigazione con Gps attivo, è la differenza tra un dispositivo che tiene il passo e uno che rallenta a metà giornata.

Anche l’autonomia fa un salto: sui modelli solo eSim, iPhone 18 Pro arriva a 36 ore di riproduzione video, iPhone 18 Pro Max a 45 ore. Sul fronte dell’uso reale, misurato incrociando i dati su come le persone usano davvero il telefono (foto, AI, notifiche), Apple dichiara fino a 24 ore per ricarica su iPhone 18 Pro e fino a 30 ore su iPhone 18 Pro Max. La ricarica via cavo arriva al 50% in circa 15 minuti; bastano 5 minuti di ricarica rapida per ottenere circa 6 ore di riproduzione video, utile prima di un volo o di una riunione fuori sede.

Sul fronte software, Siri AI, la versione rinnovata dell’assistente, agisce dentro oltre 300.000 app di terze parti: scrive una mail su Outlook, cerca un file, aggiunge un impegno in calendario partendo da una foto o da una conversazione. In Safari, Notify Me monitora una pagina e avvisa quando cambia; in Shortcuts si possono creare automazioni personalizzate descrivendole a voce. Siri AI debutta in beta in inglese e non è ancora disponibile nell’Unione Europea; le funzioni più ampie di Apple Intelligence, dettatura, editing foto, alcune funzioni del nuovo Health app, restano invece disponibili anche in italiano dal 14 settembre. Sulla gestione dei dati, Apple continua a puntare su elaborazione on-device e su Private Cloud Compute per i carichi più pesanti, un’infrastruttura che l’azienda descrive come inaccessibile anche ai propri tecnici.

Sul fronte fotografico, la fotocamera principale da 48 megapixel introduce l’apertura variabile, ottenuta con un sistema di sei lamelle tagliate al laser, più sottili di un capello, che si regolano automaticamente in base alla scena: si aprono fino al 50% in più in ambienti bui, si restringono per una maggiore profondità di campo negli scatti di gruppo. I Pro Controls permettono di regolare manualmente bilanciamento del bianco, tempo di scatto e apertura, con tanto di istogramma per l’esposizione. Apple Reference Image, novità pensata per chi lavora con documentazione visiva o informazione, firma i dati dello scatto a livello di pixel nel momento della cattura per certificarne l’autenticità. Una funzione minore ma pratica per chi gestisce due numeri, personale e aziendale, è iPhone Handoff, che rende lo stesso numero attivo su due iPhone: al lancio funziona per ora solo con T-Mobile negli Stati Uniti e Telekom Deutschland in Germania.

In Italia iPhone 18 Pro parte da 1.489 euro, iPhone 18 Pro Max da 1.639 euro. Preordini dal 12 settembre, disponibilità dal 18.

iPhone Duo: il pieghevole pensato per il multitasking

Apple entra nel segmento dei pieghevoli con iPhone Duo: schermo interno da 7,6 pollici ed esterno da 5,4 pollici utilizzabile senza aprire il dispositivo, che copre il 90% dell’area dello schermo di iPhone 18 Pro. “Con il display più grande mai visto su iPhone, che continua a stare comodamente in tasca, e la potenza di A20 Pro, iPhone Duo aiuta a restare più immersi e produttivi ovunque ci si trovi, sia che si tratti di contenuti, multitasking tra app o gaming”, ha aggiunto Ternus.

L’argomento più concreto per un uso professionale è il multitasking: per la prima volta su iPhone si possono affiancare due app con Split View, aprire due finestre della stessa app per confrontare contenuti, o parlare con Siri AI mentre si guarda un contenuto sull’altro lato dello schermo. Zoom, Slack e Netflix hanno già ottimizzato le loro app per il formato, e altre arriveranno grazie alla disponibilità di API specifiche per gli sviluppatori. Più avanti nell’anno sarà previsto anche il supporto alla Apple Pencil, prima volta su iPhone, utile per prendere appunti o annotare documenti in mobilità senza portarsi dietro un iPad.

Il chip è lo stesso A20 Pro di iPhone 18 Pro, abbinato a un motore grafico che pilota entrambi i display in contemporanea con transizioni fluide, e alla stessa logica di raffreddamento a camera di vapore: qui la sfida in più è gestire il calore generato da due schermi attivi e dal multitasking senza aumentare lo spessore del dispositivo. Il risultato dichiarato è un guadagno di prestazioni sostenute fino al 35% rispetto a iPhone 17 Pro.

Sul fronte autonomia, iPhone Duo ha una batteria ad alta capacità per lato, con algoritmi che le fanno lavorare come se fossero un’unica cella: si arriva fino a 31 ore di riproduzione video usando solo il display interno, fino a 44 ore usando solo quello esterno, e fino a 24 ore per ricarica quando si usano entrambi gli schermi in modo equilibrato. La ricarica via cavo raggiunge il 50% in circa 20 minuti; con un caricatore MagSafe o Qi2 wireless servono circa 30 minuti per lo stesso risultato, mentre bastano 5 minuti di ricarica rapida per ottenere circa 5 ore di autonomia sul solo display esterno. La scocca in titanio di grado 5 e il Ceramic Shield 2, con resistenza ai graffi triplicata, insieme alla certificazione ip68, ne fanno un terminale pensato per l’uso quotidiano intenso, non solo da vetrina.

In Italia iPhone Duo parte da 2.369 euro per la versione da 256 gigabyte, 2.619 euro per 512 gigabyte, 3.119 euro per 1 terabyte e 3.869 euro per 2 terabyte. Prenotabile dal 16 ottobre, disponibile dal 23. Per chi lavora spesso fuori ufficio e ha bisogno di uno schermo ampio per documenti e videochiamate è un argomento concreto; per un uso più tradizionale del telefono, resta un acquisto di fascia alta da valutare caso per caso.

Apple Watch Series 12 e Ultra 4: dal fitness alla gestione del tempo

“Apple Watch Series 12 è il compagno per la salute e il fitness più avanzato che abbiamo mai creato”, ha dichiarato Kaiann Drance, vicepresidente Apple per il marketing di prodotto di Apple Watch. “Con il nuovo sistema di rilevamento della salute e il chip S11, offre informazioni utili, come readiness, per capire come affrontare la giornata e prendersi cura della propria salute, oltre a funzioni di intelligenza che semplificano la vita di tutti i giorni”.

Il nuovo sistema di sensori misura la frequenza cardiaca ogni 5 secondi, 60 volte più spesso di prima, e la variabilità cardiaca ogni 5 minuti. Da qui nasce readiness, un punteggio giornaliero da 0 a 10 che indica la capacità del corpo di affrontare la giornata, utile per chi alterna carichi di lavoro intensi ad allenamento.

Per un uso professionale, la novità più interessante è Siri Recap: il Watch può ascoltare una riunione o una conversazione e restituirne un riassunto con i punti chiave nell’app Siri, senza salvare l’audio e con cifratura end-to-end; il chip S11 gestisce l’audio grezzo in un comparto isolato dedicato, così anche Apple non può accedervi. Live Rewind permette invece di far ripartire il testo degli ultimi 15 secondi con una doppia pressione della corona digitale, comodo per recuperare un dettaglio perso al volo. Sono funzioni in beta più avanti nell’anno, disponibili in inglese e non ancora nell’Unione Europea al debutto.

Su Apple Watch Ultra 4, pensato per chi ha un profilo sportivo più intenso, Drance ha sottolineato come “il nuovo sistema di rilevamento della salute e il chip S11 portino il nostro Apple Watch più resistente e capace a un livello superiore, con batteria più lunga, ricarica più rapida e il rilevamento della frequenza cardiaca più accurato mai visto in un wearable”.

Il nuovo Health app su iPhone, in arrivo più avanti nell’anno, aggiunge una scheda Longevity con Health Age, l’età biologica stimata sulla base dei dati del Watch. “Unendo il rilevamento di Apple Watch all’intelligenza artificiale nell’app Salute, riusciamo a tradurre dati biometrici complessi in indicazioni chiare”, ha spiegato Sumbul Desai, vicepresidente Apple per la salute e il fitness. Tra le novità, la possibilità di prenotare un pannello di oltre 50 biomarcatori tramite Quest Diagnostics, per ora un servizio esclusivo del mercato statunitense.

In Italia Watch Series 12 parte da 459 euro in alluminio, 809 euro in titanio e 1.059 euro nella nuova variante in ceramica. Watch Ultra 4 parte da 909 euro, con batteria fino a 50 ore nell’uso quotidiano (84 in modalità risparmio) e fino a 45 ore in allenamento esteso, sufficienti per una gara di 160 chilometri. Preordini aperti da oggi, disponibilità dal 18 settembre.

AirPods 5: cancellazione del rumore di livello pro, stesso prezzo

“Siamo felici di poter portare la cancellazione attiva del rumore, una delle funzioni più amate, sulle nostre AirPods più accessibili”, ha detto Dave Pakula, vicepresidente Apple per l’ingegneria hardware. “Entrambi i modelli di AirPods 5 offrono un’esperienza d’ascolto di alto livello e abilitano funzioni come la traduzione simultanea per un pubblico ancora più ampio”.

Apple estende quindi la cancellazione attiva del rumore a tutta la gamma AirPods, inclusa quella senza gommini: AirPods 5 rimuove fino al 50% di rumore in più rispetto ad AirPods 4 con Anc, restando a 149 euro, lo stesso prezzo del modello precedente che non aveva questa funzione. Utile per chi lavora spesso in viaggio o in ambienti rumorosi e vuole isolarsi senza portare auricolari in-ear.

Una seconda variante a 169 euro aggiunge controllo del volume sullo stelo e custodia di ricarica wireless, con batteria che sale a 5 ore di ascolto con ANC attiva. Insieme a Siri AI e all’iPhone, le AirPods permettono di gestire richieste hands-free, come chiedere indicazioni o cercare un’informazione senza toccare il telefono, e restano compatibili con Live Translation per conversazioni in lingue diverse. Preordini da oggi, disponibilità dal 18 settembre.

I vantaggi sul lavoro

La gamma 2026 rafforza tre argomenti concreti per chi lavora: una gestione termica e un’autonomia che permettono di sostenere carichi di lavoro prolungati senza cali di prestazioni, un’infrastruttura di sicurezza dei dati (Private Cloud Compute) pensata per resistere a un audit aziendale, e un formato pieghevole che, per la prima volta, rende il multitasking su smartphone un’opzione reale e non solo dimostrativa. Le funzioni AI più avanzate restano per ora legate ai limiti di lingua e disponibilità regionale già visti prodotto per prodotto, ma non sono un motivo per rimandare l’aggiornamento dell’hardware, che resta il salto più significativo di questa generazione.

L’articolo Dall’iPhone pieghevole all’AI: così Apple ridisegna il suo ecosistema con i nuovi prodotti 2026 è tratto da Forbes Italia.

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