Il nuovo modello di intelligenza artificiale Gemini 4 Carbon di Google, presentato il 28 ottobre, si è posizionato al primo posto dell’Intelligence Index, un benchmark indipendente sviluppato da Artificial Analysis che valuta le capacità dei modelli di intelligenza artificiale. Carbon ha ottenuto un punteggio di 59, superando Claude Opus 5.5 di Anthropic e Gpt-6 Astra di OpenAI.
Agenti più capaci e cybersecurity
A condividere il risultato ottenuto da Carbon, tramite un post su X è stato il ceo di Google, Sundar Pichai. Mentre l’azienda, attraverso un comunicato che ha accompagnato il lancio, ha definito Gemini 4 Carbon il suo modello di intelligenza artificiale più potente di sempre, finora.
Con il nuovo modello, l’azienda punta a offrire prestazioni migliori in diverse ambiti, fra cui l’esecuzione di compiti agentici a lungo termine. Google ha lavorato anche sulla capacità di Carbon di attenersi alle istruzioni ricevute, fornendo risposte più accurate e coerenti, evitando di percorrere strade alternative e non previste pur di portare a termine un compito.
Ma il vero salto in avanti, secondo Google, riguarda la cybersecurity: Carbon è in grado di individuare vulnerabilità informatiche e anche di scrivere il codice per correggerle.
Per ora, il modello è disponibile solo per un gruppo selezionato di esperti di sicurezza informatica, ma prossimamente sarà rilasciato anche per aziende, sviluppatori e consumatori, anche se le tempistiche non sono ancora state definite.
In un contesto di crescente attenzione per la sicurezza degli agenti IA, legata al rischio di comportamenti fuori controllo, Carbon sembra offrire una risposta ai timori.
Da Argon a Carbon
Carbon è stato lanciato a circa un mese dal predecessore Gemini 4 Argon, dal quale ha ereditato la base di capacità, rappresentando però, secondo i test di Google, un notevole passo in avanti.
Un mese è un intervallo di tempo relativamente breve per sviluppare e lanciare un modello capace di introdurre miglioramenti significativi. Eppure, la competizione sempre più serrata tra i colossi dell’intelligenza artificiale sta ridefinendo i tempi dell’innovazione tecnologica e, con essi, la percezione dell’obsolescenza.
I patrimoni dei fondatori di Google
Nonostante l’iniziale spinta positiva generata dall’annuncio di Carbon, il titolo di Alphabet ha dovuto fare i conti con la presentazione dei dati finanziari del terzo trimestre, la cui diffusione a mercati chiusi ha invertito drasticamente il trend positivo. Nonostante una crescita dei ricavi, a spaventare i mercati sono stati gli utili per azione, pari a 2,12 dollari, ben al di sotto delle aspettative degli analisti ed esperti di settore (3,02 dollari). Le azioni di Alphabet sono crollate di circa il 10% nelle contrattazioni after-hours.
Nonostante ciò, secondo le stime in tempo reale di Forbes, i patrimoni dei cofondatori, Larry Page e Sergey Brin, si attestano rispettivamente a 267,3 e 246,1 miliardi di dollari. Le cifre li collocano al terzo e al quinto posto tra le persone più ricche al mondo.
L’articolo Che cos’è Gemini 4 Carbon, il nuovo modello IA di Google che batte Claude e ChatGPT è tratto da Forbes Italia.