Alphabet ha comunicato ricavi del terzo trimestre inferiori alle attese. Un segnale preoccupante per gli investitori che cercavano una prova chiara del ritorno sugli ingenti investimenti in IA della società madre di Google, in una fase di volatilità per i titoli tecnologici.
I fatti principali
I ricavi del terzo trimestre del 2026 sono stati pari a 127,6 miliardi di dollari, al di sotto dei 128,2 miliardi previsti dagli analisti, ma in crescita rispetto ai 102,3 miliardi registrati nello stesso periodo dell’anno scorso.
La società madre di Google ha registrato un utile per azione di 2,12 dollari, inferiore ai 2,87 dollari del terzo trimestre dello scorso anno e ai 2,99 dollari attesi dagli analisti. L’utile netto è stato di 26,2 miliardi.
L’azienda ha riportato vendite per 111,2 miliardi, al netto dei pagamenti ai partner, per i tre mesi terminati il 30 settembre, appena sotto la stima degli analisti di 111,3 miliardi.
I ricavi del cloud sono cresciuti del 103% su base annua, raggiungendo i 30,7 miliardi e superando la previsione degli analisti di 29,2 miliardi.
Le azioni ordinarie di classe A di Alphabet (Googl) e quelle di classe C (Goog) sono entrambe scese bruscamente dopo la pubblicazione dei risultati, perdendo oltre l’8% alle 16:25 (ora della costa orientale degli Stati Uniti) e portandosi appena sotto quota 300 dollari.
Il contesto
Le azioni ordinarie di classe A danno diritto a un voto per azione, mentre quelle di classe C non conferiscono diritti di voto. Prima della pubblicazione dei risultati di mercoledì, erano in rialzo, rispettivamente, dell’1,3% e dell’1,6% nel corso della giornata, ma entrambe le classi di azioni hanno perso valore negli ultimi mesi, mentre i titoli tecnologici vacillano per i timori legati alla spesa in IA. Le azioni di classe A avevano toccato il massimo delle ultime 52 settimane a 408,61 dollari a maggio, ma alla chiusura di mercoledì venivano scambiate intorno ai 324 dollari, mentre quelle di classe C avevano raggiunto il picco dell’ultimo anno a 404,47 dollari, sempre a maggio, ma alla chiusura del mercato venivano scambiate intorno ai 321 dollari.
Le due classi di azioni sono scese rispetto ai picchi di inizio anno, mentre il settore tecnologico nel complesso fatica a fronteggiare la crescente preoccupazione degli investitori per gli ingenti investimenti in IA. Le azioni di Alphabet sono scese in media di circa il 6% nell’ultima settimana, in un momento in cui i titoli tecnologici hanno perso terreno dopo i risultati di Tesla e Meta, che hanno sollevato interrogativi sulla velocità di avanzamento dell’IA e sul ritorno sugli investimenti.
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Che cosa tenere d’occhio
Dopo le vendite protrattesi per più giorni la scorsa settimana, i titoli tecnologici sono in ripresa, in attesa di report trimestrali cruciali. Oltre ad Alphabet, anche Microsoft ha pubblicato i propri risultati mercoledì dopo la chiusura dei mercati, mentre Amazon e Intel li presenteranno oggi, giovedì 29 ottobre. Insieme alla decisione della Federal Reserve, che mercoledì ha scelto di mantenere invariati i tassi di interesse, i risultati dei giganti tecnologici determineranno il sentiment di breve periodo per l’intero settore tecnologico.
I patrimoni dei fondatori di Google
I patrimoni dei fondatori di Alphabet, Larry Page e Sergey Brin, valevano rispettivamente circa 267,3 e 246,1 miliardi di dollari alla chiusura dei mercati di mercoledì, secondo la classifica Real-Time Billionaires di Forbes. Page e Brin, entrambi membri del consiglio di amministrazione, occupano il terzo e il quinto posto nella graduatoria dei più ricchi al mondo.
L’articolo La trimestrale di Alphabet delude le attese. Il titolo crolla in Borsa è tratto da Forbes Italia.