24 Aprile 2026

Alpemare, il beach club della famiglia Bocelli dove la bellezza non è mai un accessorio

Contenuto tratto dal numero di aprile 2026 di Forbes Italia. Abbonati!

Lo stabilimento balneare Alpemare della famiglia Bocelli è uno dei punti di riferimento di Forte dei Marmi. Premiato per due anni consecutivi come migliore beach club d’Italia, ogni estate ospita opere di grandi artisti e designer, trasformandosi in una galleria a cielo aperto.

Tra le località che hanno definito l’immaginario della villeggiatura italiana, Forte dei Marmi occupa un posto particolare. Stretta tra la linea delle Alpi Apuane e la spiaggia della Versilia, la destinazione ha attraversato i decenni senza perdere il carattere: meta prediletta di poeti come Eugenio Montale e Giuseppe Ungaretti, di artisti come Edith Piaf, Mina e Ray Charles, continua ad attrarre chi cerca qualità, ma anche bellezza senza ostentazione. Un luogo che non ha mai smesso di essere se stesso, anche mentre il mondo intorno cambiava.

In questo contesto, Alpemare è diventato, negli anni, uno degli indirizzi più riconoscibili della costa. Acquisito dalla famiglia Bocelli e ripensato integralmente, lo stabilimento balneare ha saputo costruire nel tempo un’identità molto forte e riconoscibile, più vicina a una casa aperta sul mare che a un beach club nel senso stretto del termine. Un luogo dove la ricerca della bellezza nelle scelte estetiche, nella ristorazione, nella programmazione artistica è il filo conduttore di ogni stagione. Alpemare è aperto anche in inverno, con la ristorazione attiva nei fine settimana, confermando la vocazione come punto di riferimento per Forte dei Marmi tutto l’anno.

“La Versilia è un territorio privilegiato, con il mare di fronte e monti meravigliosi alle spalle”, racconta Andrea Bocelli parlando di questo progetto. “Su questa vocazione abbiamo voluto innestare qualcosa di nostro: la convinzione che la bellezza non sia mai un accessorio, nemmeno in vacanza. Alpemare nasce da questo slancio. È accogliente come una casa sulla spiaggia ed elegante senza ostentazione. Un luogo dove vivere in armonia con lo stile e con la tradizione che ha reso celebri queste coste”.

Al timone della struttura c’è Veronica Berti, manager e co-proprietaria, che ad Alpemare ha portato la stessa visione che guida tutto il suo lavoro: “L’autenticità è la qualità che cerco prima di tutto, in un progetto come in una persona”. Una bussola che si ritrova nelle scelte della struttura, a partire da quella più visibile: l’eliminazione degli ombrelloni per sostituirli con 120 tende capaci di ospitare fino a 12 persone, dove la riservatezza è data per scontata. Le cabine, ristrutturate nel rispetto della forma originaria, sono pensate per chi considera il comfort una questione di misura anziché di ostentazione. La ristorazione, il bar, la musica dal vivo e il calendario degli eventi serali obbediscono alla stessa intenzione: costruire le condizioni perché ogni momento della giornata abbia una qualità definita, con quella discrezione che è forse la forma di lusso più difficile da raggiungere.

La cucina è uno dei momenti centrali dell’esperienza. Lo chef Mirko Caldino costruisce una proposta che parte dalla freschezza delle materie prime e dai colori del Mediterraneo, cercando negli accostamenti una semplicità apparente, celata da una profonda ricerca sulle materie prime. Accanto al ristorante principale trova spazio Marecalmo, progetto che reinterpreta suggestioni internazionali con leggerezza e ironia, il cui nome richiama il primo album di Andrea Bocelli e suggerisce il tono dell’insieme: un’idea di calma, piacere ed eleganza discreta. Nel 2024 lo stabilimento si è ampliato con l’acquisto del lotto adiacente, ridisegnato con maggiore respiro e armonizzato nell’insieme grazie al progetto dell’architetto Alberto Bartalini, già autore delle scenografie del Teatro del Silenzio di Lajatico, insieme all’ingegnere Luca Giglioli, capace di tenere in equilibrio creatività e pragmatismo con la precisione di chi sa che la bellezza si costruisce anche nei piccoli dettagli. L’ampliamento ha permesso di introdurre tende di dimensioni doppie rispetto alle originali, per chi cerca una riservatezza ancora più assoluta, consolidando quella continuità visiva tra le aree che è la misura più immediata di un progetto riuscito.

Il dialogo con il mondo dell’arte è una costante che percorre tutta la storia di Alpemare. In ogni stagione la spiaggia ospita opere e installazioni di artisti e designer internazionali, da Giuseppe Carta a Park Eun-Sun, da Carole Feuerman a Igor Mitoraj, trasformando l’arenile in una galleria a cielo aperto dove, come sottolinea Berti, “l’oggetto artistico non si ammira: si vive”. Nel tempo, questa vocazione ha attratto alcune tra le maison più importanti del lusso internazionale, da Louis Vuitton a Bulgari, da Cartier a Ferragamo, che hanno scelto Alpemare come spazio per i propri eventi, riconoscendo nel luogo qualcosa che va oltre la stagionalità o la moda: un’identità stabile, costruita con pazienza e coerenza.

Con la stagione 2026, Alpemare celebra il decimo anno dall’apertura: un traguardo che racconta la crescita di uno stabilimento balneare e la costruzione metodica e consapevole di un indirizzo che il mondo ha cominciato a cercare e che, negli ultimi due anni, ha ricevuto il riconoscimento come miglior beach club d’Italia, collocandosi tra i punti di riferimento dell’ospitalità balneare di alto livello nel Mediterraneo.

L’articolo Alpemare, il beach club della famiglia Bocelli dove la bellezza non è mai un accessorio è tratto da Forbes Italia.

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