La reputazione dei leader politici italiani torna a crescere dopo la pausa estiva, ma visibilità e credibilità non procedono necessariamente nella stessa direzione. A settembre dieci degli undici politici analizzati dall’AI Reputation Index di Cogit AI per Forbes Italia migliorano il proprio punteggio rispetto ad agosto, portando la media complessiva da 44,6 a 53,6 punti. A guidare la classifica resta Giorgia Meloni con 81,5 punti, ma alle sue spalle Silvia Salis riduce la distanza e raggiunge quota 78. Il movimento più consistente è invece quello di Roberto Vannacci, che guadagna 21,9 punti e conquista il terzo posto con 68,2.
L’indice prende in considerazione sei dimensioni: presenza digitale, copertura internazionale, integrità dichiarativa, capitale comunicativo, momentum digitale e coerenza narrativa. Non si tratta quindi di un sondaggio elettorale: i risultati non misurano le intenzioni di voto, ma la reputazione pubblica osservabile dei leader sulla base di segnali misurabili e verificabili.
Meloni resta in testa, Salis riduce le distanze
La presidente del Consiglio conserva il primato con 81,5 punti, sostanzialmente stabile rispetto agli 81,1 di agosto. Meloni raggiunge 98 nella presenza digitale e 100 nella copertura internazionale e nella coerenza narrativa. Il principale elemento di debolezza rimane l’integrità dichiarativa, scesa a 45 punti e unica delle sei dimensioni sotto quota 50.
Alle sue spalle accelera Silvia Salis. La sindaca di Genova guadagna 6,1 punti e raggiunge quota 78, portandosi a 3,5 punti dalla vetta. Il suo profilo registra 98 nell’integrità dichiarativa e 100 sia nel capitale comunicativo sia nella coerenza narrativa. Crescono soprattutto la presenza digitale, passata da 55 a 75, e il momentum, salito a 90. Salis registra inoltre un engagement del 6,03%, il più alto dell’intero panel. A limitarne il punteggio è soprattutto la copertura internazionale, ferma a 28.
Vannacci firma il balzo maggiore
La variazione più ampia del mese riguarda Roberto Vannacci. L’europarlamentare di Futuro Nazionale passa dai 46,3 punti di agosto ai 68,2 di settembre, con un incremento di 21,9 punti che lo porta al terzo posto. A incidere è soprattutto la copertura internazionale, salita da 18 a 90 punti, accompagnata dalla crescita della presenza digitale e del capitale comunicativo. Il momentum digitale resta invece al massimo, a quota 100.
Il quadro presenta però una forte asimmetria: l’integrità dichiarativa di Vannacci si ferma a 15 punti, il valore più basso del panel. Il suo profilo combina quindi una forte capacità di generare attenzione con una maggiore esposizione sul fronte della verificabilità delle dichiarazioni.
È una dinamica che caratterizza più in generale la rilevazione di settembre. Il momentum digitale aumenta per nove leader su undici, mentre l’integrità dichiarativa arretra per sette. Con la ripresa dell’attività politica cresce quindi l’attenzione, ma aumenta contemporaneamente l’esposizione delle dichiarazioni al fact-checking.
Schlein quarta, recuperano Conte, Calenda e Renzi
Elly Schlein resta al quarto posto con 53,5 punti, appena 0,3 in più rispetto ad agosto. La segretaria del Partito Democratico aumenta il momentum e la copertura internazionale, ma perde 35,2 punti nell’integrità dichiarativa, scesa a 62. La coerenza narrativa, a 86, rimane invece la sua dimensione più forte.
Seguono Angelo Bonelli con 52 punti e Nicola Fratoianni con 50. Entrambi presentano livelli elevati di integrità dichiarativa e coerenza narrativa, ma una presenza digitale e una copertura internazionale più limitate.
Tra i recuperi più consistenti c’è quello di Giuseppe Conte, che passa da 29,3 a 49,9 punti, guadagnandone 20,6. Carlo Calenda sale da 33,9 a 45,4 (+11,5), mentre Matteo Renzi recupera 16,2 punti e raggiunge quota 39,5.
Tajani unico in calo, Salvini resta ultimo
Antonio Tajani è l’unico degli undici leader a registrare una flessione. Il ministro degli Esteri passa da 45,9 a 42,2 punti, perdendone 3,7. A pesare è soprattutto l’integrità dichiarativa, che scende da 86,1 a 40. Le altre cinque dimensioni migliorano, ma non abbastanza da compensare la riduzione di un indicatore che vale il 20% dell’indice. La politica estera rimane comunque il terreno sul quale Tajani presenta il presidio reputazionale più forte, con 89 punti.
A chiudere la classifica è Matteo Salvini con 29 punti, pur in crescita di 9,8 rispetto ad agosto. Il leader della Lega presenta valori inferiori a 40 in tutte le sei dimensioni considerate e una coerenza narrativa di 20 punti. La distanza tra il primo e l’ultimo classificato è così di 52,5 punti, contro i 61,9 del mese precedente.
Economia al centro, il digitale resta scoperto
Il report analizza anche i temi maggiormente presidiati dai leader. Economia e costo della vita diventano l’area più affollata dell’agenda politica, con un’intensità media salita da 5,68 a 7,86 punti su 10. Calenda registra il presidio reputazionale più elevato sul tema, con 81 punti, mentre Meloni prevale su Europa e sovranità e su riforme e istituzioni. Schlein guida su diritti e giustizia, Salis su welfare e sanità, Vannacci su sicurezza e immigrazione e Bonelli sull’ambiente e il clima. Tajani mantiene invece il primato sulla politica estera e l’Ucraina.
Molto meno occupato rimane il terreno dell’innovazione e del digitale. L’intensità media si ferma a 4,6 punti su 10, il livello più basso tra i dieci macro-temi considerati. Calenda è il leader che lo presidia maggiormente, con 71 punti, davanti a Salis a 68.
Nel complesso, settembre restituisce quindi una classifica più mobile rispetto ad agosto. Meloni conserva la leadership, Salis consolida il secondo posto e Vannacci compie il salto più ampio, mentre diversi leader recuperano terreno nella parte centrale e bassa. Il dato di fondo è però il rapporto tra visibilità e credibilità: con la ripresa dell’agenda politica aumenta l’attenzione, ma per molti leader cresce anche l’esposizione sul fronte dell’integrità dichiarativa.
L’articolo Meloni resta in testa, Salis sfida la vetta e Vannacci vola: la nuova classifica della reputazione politica è tratto da Forbes Italia.