15 Ottobre 2026

Lamarr, la borsa che custodisce un brevetto

Si apre la borsa e, sulla fodera, al posto di un logo compare un disegno tecnico: è il brevetto depositato nel 1942 da Hedy Lamarr e dal compositore George Antheil. Per Hedylamarr Rodrigues, imprenditrice e designer italo-brasiliana, quel brevetto è il cuore del brand che ha fondato. Lamarr è il nome dell’imprenditrice, lo stesso della celebre attrice e inventrice: un dettaglio che diventa un invito a scoprire la storia delle due donne che, in modi diversi, danno identità al marchio.

Hedy Lamarr, la diva che Hollywood definiva “la donna più bella del mondo” e che, lontano dai riflettori, aveva brevettato un’invenzione destinata a rivoluzionare le comunicazioni. A Roma la sua storia ha trovato una nuova voce: quella di Wendy Colton, nipote dell’attrice, arrivata per la prima volta in Italia per raccontare l’eredità di una donna straordinaria, capace di andare ben oltre l’immagine della diva hollywoodiana.

Un nome ricevuto in dono

A scegliere quel nome fu il nonno di Hedylamarr Rodrigues, grande ammiratore dell’attrice. “Era un fan di Hedy Lamarr, la donna del cinema, la donna più bella del mondo. Penso che tutti gli uomini siano d’accordo”, racconta la designer. All’epoca, il talento scientifico di Lamarr non era ancora noto al grande pubblico, ma la sua personalità lasciava già il segno: “Era forte, indipendente, era sé stessa. Immagina cosa dovesse significare tutto questo negli anni Trenta, per una donna partita dall’Austria, passata per Londra e poi arrivata a Hollywood”.

Un esempio di libertà e determinazione che ha ispirato anche la madre di Rodrigues, che scelse quel nome con un’intenzione precisa: “Voleva questo per me. Mi ha dato questo nome perché voleva che crescessi libera e indipendente come lei”.

Un desiderio che oggi rispecchia pienamente la donna che Hedylamarr è diventata.

Due donne, un filo di coincidenze

Il brand aveva appena due anni quando arrivò la pandemia. Nel 2020, Rodrigues cercava una motivazione per andare avanti e sentì il bisogno di trovare un’immagine di Hedy Lamarr a cui ispirarsi. Decise così di scrivere a Denise Loder DeLuca, artista e figlia dell’attrice, che le rispose subito. Il suo desiderio era commissionarle un ritratto, partendo da una fotografia che il nonno guardava spesso. “Voglio il dipinto, voglio le tue mani, non una cosa stampata”, le disse. Il grande ritratto realizzato da Denise è oggi appeso nella sua casa.

Da quel quadro è nata un’amicizia profonda. “Ci sentivamo sorelle fin dall’inizio”, racconta Denise, che negli anni ha venduto a Rodrigues molti altri dipinti, destinati alla casa e all’ufficio. Per lei, sapere che la nuova amica portava il nome di sua madre aveva un significato speciale. E, con il tempo, le coincidenze si sono moltiplicate, fino a sembrare qualcosa di più: “Era destino, era scritto”, dice l’imprenditrice.

Dopo gli incontri tra l’Italia e Seattle, Denise ha dedicato un capitolo alla loro amicizia nel suo libro, appena uscito negli Stati Uniti, I Love Your Hair: My Life as the Daughter of the Most Beautiful Woman in the World and the Inventor of Wi-fi.

Dal brevetto alla borsa

Per Hedylamarr Rodrigues il progetto doveva essere un omaggio. All’inizio era difficile perché c’erano troppe emozioni in gioco. Poi la decisione: “Quello che posso donare è far tramandare il genio che è stato nascosto per cinquant’anni. Lei ha ricevuto il riconoscimento che era già anziana. Voglio che i giovani sappiano che vive tra noi, con la tecnologia che ha creato”.

Il brevetto nacque durante la Seconda guerra mondiale, quando Lamarr e Antheil svilupparono un sistema di frequency hopping, il salto di frequenza, per rendere più sicure le comunicazioni radio. Brevettato nel 1942, è considerato uno dei precedenti fondamentali del Wi-fi, del Bluetooth e delle reti cellulari.

L’imprenditrice e designer italo-brasiliana ha fatto allora quello che sapeva fare meglio: usare la sua creatività per una borsa elegante, pulita, minimal, nel segno della sartoria che Hedy amava. All’esterno è sobria, mentre all’interno ha una fodera con la stampa del brevetto firmato da Hedy Lamarr.

La collezione speciale è a numeri chiusi: cinque pezzi, con due nuovi modelli attesi l’anno prossimo.

Un brand dedicato alle donne che cambiano la storia

Lamarr è nato con un’idea di partenza: la borsa come simbolo. “Cosa rappresenta di più una donna? Le borse. Custodiscono tutto il mondo di una donna, è lì dentro.” Il Made in Italy ne è il DNA: “Ho visto con i miei occhi il saper fare italiano, l’artigianalità della pelle”. Ogni collezione porta il nome di una donna del passato, simbolo di forza e libertà. La linea Timeless per l’autunno-inverno 2026/27 ne è la prova, con Teano, dalla matematica e filosofa della cerchia di Pitagora, e Isabella, da Isabella di Castiglia, in sei tonalità tra cui bordeaux, oliva, bosco, taupe, caramel e blu elettrico.

Il marchio unisce artigianato e tecnologia: la prima borsa integrava luce Led e ricarica wireless. Sul fronte della sostenibilità ha già usato una pelle ricavata dalle bucce d’arancia siciliane. Ha ricevuto il Premio Italia del Merito 2022 e il Premio Phenomena 2024 per l’imprenditoria femminile.

Sul riconoscimento dell’inventrice, Wendy sorride: “Penso che direbbe: era ora. Lo sapevo da sempre. Avrebbe saputo cosa dire con naturalezza, era intelligentissima.” Della nonna, racconta, ha imparato molto guardandola sullo schermo e sentendola spesso al telefono. Hedy era riservatissima sulla sua carriera, e questo ha reso ancora più bello scoprirla: “È emozionante saperne di più, ne ho sempre voluto di più e ne voglio ancora”.

Un’immagine, quella di una donna brillante e un po’ misteriosa, che si completa con il ricordo di Denise Loder DeLuca. A casa, dice, Hedy era “una Mutti austriaca affettuosa, calda, affascinante. La amavamo e la adoravamo.” Madre e nipote raccontano così due facce della stessa donna, la mamma di famiglia e la nonna da leggenda, che oggi il libro di Denise e le borse di Rodrigues restituiscono al pubblico.

Lamarr @RenzoRaviello

L’articolo Lamarr, la borsa che custodisce un brevetto è tratto da Forbes Italia.

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