25 Settembre 2026

Forbes Italia & Sigma Talks su Vision 2030: dal senso pubblico del gioco alle sfide del 2030

Il gioco legale guarda al 2030 e questa volta lo fa da Roma. Nella Sala del Carroccio, in Campidoglio, è stata presentata la seconda edizione italiana di Sigma World, in programma dal 2 al 5 novembre alla Fiera di Roma. A moderare l’evento è stato Tony Colapinto, senior journalist & media relations manager di Sigma, da cui è partito anche il confronto sul futuro del gioco legale di Stato con Forbes Italia & Sigma Talks – Vision 2030, che ha riunito istituzioni, imprese, associazioni, ricerca e informazione di settore.

Ad aprire i lavori è stato Mariano Angelucci, consigliere di Roma Capitale e presidente della Commissione Capitolina Permanente Turismo, Moda e Relazioni Internazionali, che è partito dal calendario: novembre è da sempre un mese di bassa stagione, e portare in città oltre 30.000 delegati significa per l’amministrazione lavorare sulla destagionalizzazione e su un turismo business di qualità.

Per le imprese del comparto vuol dire lavoro e occupazione. Angelucci ha anche assicurato il sostegno del Comune sul fronte della mobilità, guardando alla nuova Fiera di Roma e agli investimenti sui trasporti dei prossimi dieci anni: “Roma torna protagonista sulla scena internazionale. Con Sigma World la Capitale accoglie migliaia di operatori, imprese e investitori, confermandosi ormai leader a livello globale nel settore e rafforzando la propria vocazione al turismo congressuale e al business. Eventi di questa portata generano opportunità concrete per il territorio e aprono un confronto importante su innovazione, sviluppo e futuro del settore”.

Nel progetto rientra Forbes Italia Top 50 – Gioco Legale di Stato, la selezione dedicata a persone e aziende che si sono distinte per innovazione, leadership, tutela dei consumatori, gioco responsabile e contrasto all’illegalità. L’obiettivo, spiegato da Tony Colapinto, è valorizzare le buone pratiche e contribuire alla costruzione di una cultura della responsabilità in un settore chiamato a diventare sempre più maturo.

Sigma World e Sapar, Roma guarda al futuro del gioco pubblico

Heathcliff Farrugia , chief international relations officer di Sigma Group, ha messo in risalto il tema dell’edizione 2026, “Advancing Regulated Gaming”, slogan che sintetizza una precisa direzione: “Un’industria forte è un’industria ben regolamentata”. Per questo cresce la presenza delle autorità di vigilanza: saranno 65 tra regolatori e rappresentanti delle authority, con workshop in due aree dedicate e la collaborazione di realtà internazionali come Graf, Gref, Imgl, Iaga e Ibia.

Farrugia ha poi sottolineato la natura B2B di Sigma World, unico appuntamento internazionale del gruppo a portare il nome “World” (il tour 2026 è partito a febbraio dagli Emirati Arabi e Roma sarà la penultima tappa dell’anno). I numeri annunciati per l’edizione 2026 a Roma sono 30.000 delegati, circa l’85% dall’estero, 1.800 espositori, 500 relatori e oltre 140.000 metri quadrati di spazio espositivo, con un impatto economico stimato di 100 milioni di euro.

Cinque i palchi in contemporanea: il main stage, quello dedicato al marketing, l’Aibc stage su intelligenza artificiale, blockchain e tecnologie emergenti, il Global Finance stage su pagamenti, fintech e digital assets e, per la prima volta, uno stage interamente in italiano sul mercato nazionale, realizzato con Sapar. Tra le novità anche una pista di go-kart accanto all’area espositiva e quattro serate di gala alle Corsie Sistine – Santo Spirito in Sassia. “Roma si prepara a diventare il principale punto di incontro mondiale per il dialogo sul gaming regolamentato”, il messaggio lanciato in chiusura.

Sergio D’Angelo, presidente di Sapar, ha portato la voce della filiera del gioco pubblico, rappresentata dall’associazione da oltre 60 anni. Essere in Campidoglio per parlare di Vision 2030, ha detto, significa assumersi una responsabilità precisa: “Non limitarci a descrivere il cambiamento, ma provare a governarlo”. Il gioco pubblico, ha spiegato, è un settore industriale inserito in un sistema concessorio ma anche uno strumento di tutela della legalità: quando l’offerta autorizzata è riconoscibile e sostenibile, lo spazio per l’illegalità si riduce.

Forbes Italia & Sigma Talks

Il confronto di Forbes Italia & Sigma Talks – Vision 2030 è stato costruito come un percorso che parte dal senso pubblico del gioco legale e scende via via nel concreto. A tracciare la cornice è stato Angelo Caliendo di Eurispes, con una riflessione sul ruolo del gioco legale tra istituzioni, società e interesse pubblico. Da quella visione d’insieme si è passati al terreno delle regole con Geronimo Cardia, presidente di Acadi, che ha messo al centro la sostenibilità del sistema concessorio, e poi alla lente della ricerca con Valentina Cucciniello dell’Università degli Studi di Salerno. Il mercato è entrato in scena con Fabio Angeli Bufalini di Stake Italy, che ha portato il punto di vista di un operatore internazionale attivo nel contesto italiano.

Accanto a imprese e istituzioni, un ruolo di primo piano lo ha avuto l’informazione specializzata, che da anni segue e racconta le trasformazioni del comparto. Ad aprire questo osservatorio a più voci è stato Fabio Felici direttore dell’agenzia stampa Agimeg. Lo sguardo dei giornalisti è tornato poi con Mimosa Toppani e Nicola Tani di Agipro e con Monica Cuprifi e Maurizio Brodo di Jamma.

La riflessione ha toccato anche il terreno giuridico con Stefano Sbordoni di Sbordoni Partners, che ha ricordato come innovazione e crescita debbano inevitabilmente misurarsi con il diritto, per poi passare alle infrastrutture fondamentali con Marco Castaldo di Microgame. Spazio, infine, alla dimensione tecnologica e internazionale con Luca Mantegazza di Arrise / Pragmatic Play.

Da qui il dibattito ha preso una piega più netta: Dario Evangelista di Betsson Group ha insistito sull’equilibrio tra tecnologia e regolamentazione, che devono procedere insieme, mentre Maurizio Ughi di Giotto Better Solutions ha invitato a guardare anche indietro, perché per capire dove può andare il settore è utile ricordare da dove viene.

Ampio spazio è stato poi dedicato al tema della responsabilità: Mara Di Lecce di Novomatic Italia ha collegato l’innovazione al rapporto con il consumatore, e Giulia Marsella di Fondazione Fair ha proseguito sulla tutela del giocatore attraverso ricerca e prevenzione.

Dalla tutela si è tornati alla realtà quotidiana con Emilio Zamparelli del Sindacato Totoricevitori Sportivi, che ha portato la voce della rete fisica e del territorio. Su quel filo si è innestato l’intervento di Domenico Distante, amministratore di Distante, incentrato sulla sostenibilità delle imprese sul territorio. Cristina Doganini di Press Giochi ha poi ricordato che un settore in trasformazione richiede anche la capacità di interpretarne i cambiamenti, mentre Moreno Marasco, presidente dell’Associazione Logico, ha guardato al futuro del gioco online regolamentato. A chiudere la sessione è stata Imma Romano di Codere Italia, con un contributo dedicato proprio a Vision 2030.

“Se il dibattito sul gioco continua a rimanere sul piano della contrapposizione politica e non sul piano delle evidenze scientifiche, da questo loop non usciremo mai”, ha esordito, chiedendo di superare anche la frammentazione tra Stato ed enti territoriali. Sul gioco responsabile, ha spiegato, l’onere non può ricadere soltanto sugli operatori: servono una strategia definita dalle istituzioni e responsabilità chiare per tutti. Da qui l’appello finale a riconoscere il gaming come industria, con regole stabili, e a “smettere di utilizzare il settore come arma politica”.

La conferenza stampa ha così dato il via al conto alla rovescia verso SiGMA World Rome 2026.

Le interviste ai protagonisti:

L’articolo Forbes Italia & Sigma Talks su Vision 2030: dal senso pubblico del gioco alle sfide del 2030 è tratto da Forbes Italia.