23 Luglio 2026

Algoritmi, dati e antitrust: cos’è Dice, il progetto Ue guidato da 28 Digital

L’obiettivo è mettere le autorità antitrust nelle condizioni di capire, investigare e sanzionare le forme di comportamento anticoncorrenziale che emergono nell’economia digitale – dai cartelli algoritmici alle posizioni dominanti costruite sul controllo dei dati – con strumenti e conoscenze adeguati. Un compito di grande valore affidato a Dice (supporting digital transformation in competition law enforcement) un progetto finanziato dalla commissione europea attraverso il technical support instrument con l’obiettivo di rafforzare le competenze digitali delle Autorità nazionali della concorrenza (Nca) di quindici stati membri: Belgio, Bulgaria, Croazia, Cechia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Lituania, Malta, Polonia, Romania, Slovacchia e Slovenia. Ne parliamo con Federico Menna, ceo di 28 Digital che coordina il progetto.

Perché serve un progetto come questo?

Le autorità di concorrenza europee nascono per vigilare su mercati fatti di prodotti fisici, accordi espliciti tra imprese e abusi di posizione dominante relativamente facili da documentare. I mercati digitali funzionano in modo diverso: i prezzi possono essere fissati da algoritmi che si coordinano senza che nessun manager abbia mai firmato un accordo, il potere di mercato si costruisce accumulando dati piuttosto che acquistando fabbriche, e le pratiche anticoncorrenziali sono spesso invisibili senza strumenti di analisi quantitativa. Il problema è che, di fronte a questa evoluzione, non tutte le Nca europee possiedono lo stesso livello di consapevolezza ed esperienza nell’affrontarla. Alcune hanno già iniziato a sviluppare capacità interne in data science e intelligenza artificiale; altre non dispongono ancora delle competenze di base per affrontare casi di questo tipo. Questo differente grado di preparazione non è solo un problema per le singole autorità: in un mercato unico in cui le piattaforme operano su scala transfrontaliera, una catena di enforcement è robusta quanto il suo anello più debole.

Come funziona il programma?

Dice non propone una formazione uniforme. Il punto di partenza è un assessment di maturità digitale che colloca ogni Nca su una scala comune, così da costruire percorsi differenziati: uno per chi è agli inizi, uno per chi ha già basi solide in analisi dei dati e AI. La formazione si articola su più livelli. Ci sono Mooc — corsi online aperti e asincroni — che i funzionari possono seguire ai propri ritmi, integrati da webinar sincroni con esperti e da laboratori pratici su dataset reali o simulati. L’aspetto pratico è centrale: comprendere come un algoritmo di pricing possa generare coordinamento tra concorrenti richiede esperienza diretta con i dati, non solo nozioni teoriche. Un elemento distintivo del progetto è il programma Train-the-Trainer: ogni Nca partecipante forma almeno un formatore interno, che diventa il punto di riferimento per l’aggiornamento continuo dell’autorità anche dopo la conclusione del progetto. L’obiettivo è che le competenze acquisite non evaporino al termine del finanziamento, ma restino incorporate nelle istituzioni.

Quali sono gli obiettivi?

Il progetto punta a erogare 8 moduli formativi a oltre 60 funzionari, certificare almeno 15 trainer interni e raggiungere un tasso di completamento superiore al 75%. Ma la misura di successo più significativa è un’altra: entro la fine del progetto, almeno il 60% delle Nca partecipanti dovrà dichiarare di aver applicato concretamente le competenze acquisite nell’attività di enforcement. Il criterio non è quante persone hanno seguito un corso, ma se qualcosa è cambiato nel modo in cui le autorità lavorano. Dice prevede anche una dimensione di scambio tra le autorità: due workshop annuali e una Conferenza Finale, idealmente allineata con i lavori della European Competition Network – la rete che dal 2004 coordina la Commissione e le Nca nell’applicazione delle regole antitrust europee – creano occasioni in cui gli enti con maggiore esperienza possono trasferire conoscenze a quelli meno avanzati. Un monitoraggio bi-annuale dei trend in AI aggiorna periodicamente i contenuti formativi, per evitarne l’obsolescenza. Il progetto si inserisce in un momento in cui l’Unione Europea ha prodotto una serie di normative ambiziose sul digitale — Digital Markets Act, Digital Services Act, AI Act — che richiedono alle autorità nazionali capacità tecniche nuove per essere applicate efficacemente. Rafforzare la competenza delle Nca non è dunque un obiettivo separato da quello regolatorio: è la condizione perché quelle norme producano effetti reali nei mercati.

L’articolo Algoritmi, dati e antitrust: cos’è Dice, il progetto Ue guidato da 28 Digital è tratto da Forbes Italia.