Il presidente Usa attacca il modello europeo e rilancia su Groenlandia e dazi. Rinviato il piano di ricostruzione dell’Ucraina, mentre il settore tech spinge per un’intelligenza artificiale sostenibile.
La giornata di oggi al World Economic Forum di Davos è stata dominata dalle tensioni tra Stati Uniti ed Europa, in un clima che ha spostato il baricentro sulla geopolitica. Le fratture tra alleati occidentali sono emerse con chiarezza sia nei discorsi pubblici sia nei colloqui a margine, rendendo più complesso il confronto sui dossier globali. Al centro della scena le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, pronunciate nel suo atteso discorso di oggi.
Trump accusa l’Europa di aver imboccato una direzione sbagliata su energia, migrazioni e crescita.
Il presidente americano ribadisce l’interesse strategico degli Stati Uniti per la Groenlandia, chiamando in causa Danimarca e Nato.
Ucraina, passo indietro: rinviato l’annuncio del piano di ricostruzione per mancanza di un’intesa tra Washington e Bruxelles.
Dazi sotto accusa: dalla Bce e dal mondo finanziario arriva la critica alle tariffe Usa, considerate una tassa regressiva che colpisce soprattutto consumatori e imprese americane.
IA tra investimenti e regole: mentre Trump cita i maxi-piani di Meta sull’intelligenza artificiale, i leader tecnologici chiedono uno sviluppo responsabile.
Le critiche di Trump all’Europa
Dal palco di Davos, Trump ha attaccato l’eredità dell’amministrazione Joe Biden, parlando di un ‘modello fallito’, che la sua presidenza starebbe smantellando. “Stiamo tirando giù i mulini a vento e non ne approviamo nessuna”, ha detto riferendosi alle politiche sulle energie rinnovabili.
Trump ha poi rivendicato quelli che ha definito risultati senza precedenti sul piano economico: “Abbiamo assicurato impegni di investimenti per 18 mila miliardi di dollari, mai fatto in nessun Paese. Neanche vicino”. Riportando cifre che, a suo avviso, dimostrerebbero la forza dell’economia americana sotto la sua guida, con crescita elevata e inflazione sotto controllo.
Nel suo intervento non sono mancate critiche dirette all’Europa. “Pensavo che ci sarebbe voluto più di un anno, forse un anno e un mese”, ha detto, riferendosi ai cambiamenti globali in atto. “Certi posti in Europa non sono nemmeno riconoscibili. Amo l’Europa e voglio che vada bene, ma non sta andando nella giusta direzione. Stanno importando popolazione da terre lontane, la stessa strategia che seguiva Sleepy Joe Biden”.
Lo snodo della Groenlandia
Nel contesto di questo attacco più ampio all’ordine globale, Trump è tornato anche sulla Groenlandia, ribadendo la centralità strategica dell’isola per la sicurezza americana. “La Groenlandia è fondamentale per la sicurezza degli Stati Uniti e dell’Occidente” e Washington ha “il diritto di proteggere i propri interessi strategici nell’Artico”, ha affermato.
Rispondendo a una domanda su un possibile accordo con la Danimarca, Trump ha aggiunto: “Gestire la Groenlandia sta costando centinaia di milioni alla Danimarca. È un Paese piccolo. Questo è un pezzo di ghiaccio. Dovevano pagare centinaia di milioni e non lo hanno fatto”. E ha chiamato in causa anche la Nato: “La Nato ha trattato gli Stati Uniti molto slealmente, non abbiamo chiesto niente. Ora è tempo che la Nato entri in gioco”.
Ucraina, piano di ricostruzione rinviato
Sul fronte ucraino, la giornata è stata segnata da un doppio binario. Dopo ore di incertezza, Volodymyr Zelensky sembra aver deciso di partecipare al Forum, con una scelta maturata nella notte e legata alla possibilità di incontri diretti con i principali leader occidentali.
Resta però congelato uno dei dossier più attesi: l’annuncio del piano internazionale di ricostruzione dell’Ucraina è stato rinviato, a causa delle difficoltà di allineamento politico tra Stati Uniti e Unione europea. Zelensky aveva chiarito che la partecipazione ucraina ai lavori resta strettamente legata a garanzie concrete sul sostegno militare.
Sul conflitto Trump ha detto di vedere uno spiraglio per un’intesa: “La Russia vuole fare un accordo, l’Ucraina vuole fare un accordo. Credo che siamo abbastanza vicini. È un bagno di sangue”. Ha poi aggiunto: “I droni uccidono migliaia di persone a settimana. Più tardi incontrerò il presidente Zelensky. Se non fanno l’accordo, è una cosa stupida”.
Dazi Usa, la replica europea
Questa mattina, Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, è tornata sul tema dei dazi sottolineando come i loro effetti ricadano in larga parte sugli stessi Stati Uniti. “Chi ne sta subendo il costo?”, ha osservato. Sono i consumatori e gli importatori americani che stanno sopportando gran parte degli oneri delle tariffe. Non credo che sia un buon risultato, soprattutto in termini di inflazione”. Sulla stessa linea Ken Griffin, fondatore e ceo di Citadel, che ha parlato apertamente di un effetto regressivo delle tariffe: “I dazi hanno alzato i prezzi per i consumatori americani. Chi le paga? Sono una tassa e l’incidenza cade sui consumatori e sulle imprese”.
Le sfide dell’IA
Un altro tema al centro dei dibattiti è l’intelligenza artificiale. Trump oggi ha raccontato di un suo colloquio con Mark Zuckerberg, parlando di un investimento colossale programmato da Meta: “Mi ha fatto vedere la mappa di una nuova fabbrica per la quale spenderà 50 miliardi di dollari. La sua estensione copre quasi l’intera isola di Manhattan. Incredibile. Ma la costruirà per sviluppare l’AI”.
Ieri invece il dibattito sull’IA è stato guidato in particolare dall’intervento di Satya Nadella, ceo di Microsoft, che ha insistito sulla necessità di riportare queste tecnologie dentro una cornice di responsabilità. Nadella ha sottolineato che l’obiettivo non è sostituire il lavoro umano, ma aumentarne la produttività, spiegando che l’IA deve diventare uno strumento capace di “aiutare le persone a fare meglio ciò che già fanno”.
Il ceo di Microsoft ha poi richiamato l’attenzione sui rischi di un’adozione non governata delle nuove tecnologie: “La vera sfida non è costruire modelli sempre più potenti, ma farli funzionare in modo affidabile, sicuro e socialmente sostenibile”.
L’articolo Trump protagonista a Davos: il nuovo equilibrio globale tra Groenlandia, Ucraina, dazi e IA è tratto da Forbes Italia.