Si è tenuto oggi a Roma, presso Palazzo Wedekind, il convegno “Il valore del lavoro invisibile – Capitale umano e imprese per il benessere collettivo”. L’evento, promosso da Anip-Confindustria, ha acceso i riflettori su un comparto essenziale per il funzionamento quotidiano di ospedali, scuole, uffici e infrastrutture critiche.
Angelo Volpe presidente di Anip ha detto: “I servizi sono ciò che permette a un Paese di funzionare ogni giorno. Permettono agli ospedali di curare, alle scuole di far crescere i nostri figli, alle stazioni ferroviarie di accogliere milioni di cittadini e turisti, agli uffici pubblici di operare tutti i giorni. Siamo eroi per un giorno durante le emergenze, come il Covid, per poi tornare invisibili. Eppure, parliamo di un settore che coinvolge più di 23mila imprese e oltre un milione di lavoratori. Ma oggi senza una revisione obbligatoria dei prezzi, l’unica leva per le aziende resta la riduzione delle ore lavorate, con un calo della qualità del servizio e un danno diretto ai cittadini. In questo modo il lavoro povero nei servizi non si combatte: si istituzionalizza. Per questo proponiamo revisione obbligatoria dei canoni, un Codice degli Appalti dei Servizi e stop ai falsi miti sull’internalizzazione”.
Valorizzare il capitale umano, garantire tutele e investire in competenze
Maurizio Marchesini, vicepresidente Confindustria con delega al Lavoro e alle Relazioni Industriali, ha commentato: “Il lavoro nei servizi è una componente strutturale del nostro sistema economico e sociale e deve essere riconosciuto come tale anche nelle politiche pubbliche. Non può esserci qualità dei servizi senza qualità del lavoro: per questo è necessario superare definitivamente la logica del massimo ribasso negli appalti e rafforzare strumenti come la contrattazione collettiva, la revisione contrattuale e il pieno rispetto delle regole. Valorizzare il capitale umano, garantire tutele, investire in competenze, welfare e inclusione non è un costo, ma una scelta strategica per la coesione sociale e la competitività del Paese”.
Nonostante i servizi abbiano trainato la crescita italiana con un +1,8% (a fronte di un PIL nazionale al +0,4%), il settore vive un profondo paradosso. Le imprese denunciano una situazione economica non più sostenibile. In un settore labour intensive dove il costo del lavoro pesa per l’80%, i margini di utile sono scesi sotto il 5%. A fronte di rinnovi contrattuali necessari per garantire la dignità dei lavoratori (con aumenti previsti fino al 17% entro il 2028), le aziende si scontrano con canoni d’appalto fermi da anni.
L’articolo Servizi, pilastro dell’economia: Anip Confindustria avverte sul rischio sostenibilità è tratto da Forbes Italia.