7 Ottobre 2026

Risiko bancario, Bper guarda alle 635 filiali Mps. Papa indica i tempi dell’operazione

Di PNA

Gianni Franco Papa, amministratore delegato di Bper, è tornato a parlare dell’operazione di risiko bancario che coinvolge direttamente la banca modenese: l’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo su Mps. Un’operazione ancora più osservata a Piazza Affari dopo il rilancio dell’offerta da parte di Ca’ de Sass, che ha aumentato le probabilità di successo della strategia di Carlo Messina: portare il Monte dei Paschi nel perimetro di Intesa.

Va ricordato che, per aggirare gli ostacoli antitrust, la banca milanese ha siglato un accordo con Unipol, che comporta la possibilità, in caso di successo dell’Opas, che 635 filiali del Monte confluiscano in Bper, controllata dalla compagnia assicurativa bolognese presieduta da Carlo Cimbri.

Papa promuove il rilancio dell’offerta di Intesa su Mps

Ed è proprio delle conseguenze del dossier Mps-Intesa Sanpaolo su Bper che Papa è tornato a parlare, indicando anche l’anno in cui gli sportelli di Monte dei Paschi potrebbero entrare a far parte della banca. Il manager ha commentato a Radiocor la partita del risiko bancario a margine dell’inaugurazione del nuovo polo culturale di Bper a Ferrara, a Palazzo Barbantini-Koch.

Riferendosi alla notizia del rilancio dell’Opas di Intesa Sanpaolo su Mps, Papa ha segnalato che è stato lo stesso mercato a parlare, promuovendo la nuova mossa di Messina: “Mi sembra che il mercato abbia accolto positivamente questo rilancio e che tutta l’operazione stia andando nel verso che Intesa riteneva dovesse andare. Quindi, penso che sia stato positivo”.

Il banchiere ha risposto anche a una domanda su cosa potrebbe decidere di fare, a questo punto, Mps, mentre la data dell’assemblea straordinaria del prossimo 29 ottobre si avvicina. L’ad di Bper ha preferito non sbilanciarsi, limitandosi a osservare che, dopo il ritocco al rialzo dell’Opas di Intesa, ci sono “meno possibilità di azione” per il Monte, anche se “è sempre possibile qualunque rilancio”.

Le 635 filiali Mps potrebbero entrare in Bper nel 2028

In ogni caso, Intesa ha sicuramente impresso un’accelerazione al dossier che coinvolge Bper, anche se per ora l’istituto di credito rimane “come sempre alla finestra”, in attesa di comprendere come si evolverà il quadro. Certo, se l’Opas andasse a segno, “per noi sarebbe una grandissima operazione, perché ci consentirebbe di consolidarci ancora di più in Italia, di accrescere il numero di clienti”, rafforzando di conseguenza la posizione dell’istituto “nel settore bancario italiano”.

Quanto ai tempi, il 2028 è stato indicato come il possibile anno di ingresso delle filiali Mps in Bper, anche se Papa ha precisato che si tratta ancora di un’indicazione legata alle autorizzazioni necessarie. La tempistica è comunque in linea con quanto aveva già indicato Messina, individuando nella “seconda metà del ‘27” il momento del passaggio a Unipol.

Papa ha ricordato infatti il modo in cui è stata costruita la strategia di Ca’ de Sass e di Unipol: “Bisogna che si concluda l’operazione che riguarda le due banche, Intesa Sanpaolo e Monte dei Paschi di Siena. Ci sarà poi l’acquisto del compendio da parte di Unipol, e poi Unipol farà un’offerta a Bper. L’offerta verrà analizzata dal Consiglio d’Aministrazione e dall’Assemblea dei soci di Bper”. Soltanto quando arriverà il sì finale, si aprirà per l’istituto modenese un nuovo capitolo. Nel frattempo, Bper andrà a caccia di possibili nuove prede? Papa ha sorriso, rispondendo che “non c’è più niente”.

Il futuro del marchio Bper e il nuovo polo da oltre 2.600 filiali

Resta intanto aperta la questione del nome che potrebbe prendere la nuova banca che nascerà dall’aggregazione tra Mps e Bper: questione spinosa già da un po’ di settimane, in quanto a Piazza Affari, a seguito di alcune dichiarazioni che Papa aveva già rilasciato, si è parlato della possibilità che il nome e il marchio di Bper finissero per essere sacrificati per tutelare il brand Mps.

Ma più che sul nome, secondo Papa, l’attenzione dovrebbe concentrarsi sul “Dna” della nuova entità che nascerebbe dalla combinazione tra gli asset delle due banche.

Riguardo a questo aspetto, il manager ha fatto notare che il nuovo gruppo potrebbe contare su una presenza nazionale molto più forte, conservando il carattere di banca del territorio. Con l’integrazione degli sportelli Mps nascerebbe inoltre un polo bancario costituito da “più di 2.600 filiali” in Italia, che rivolgerebbe “la propria attenzione agli individui, alle famiglie, alle aziende e alle comunità in cui opera”.

Secondo il ceo di Bper, dunque, è questa “la cosa più importante”, non il nome: “Io penso che il discorso del nome sia un qualcosa che passa in secondo piano”, ha insistito, facendo capire che la posta in gioco per Bper sarebbe ben più ampia dell’ingresso di 635 sportelli. L’operazione permetterebbe infatti alla banca modenese di aumentare significativamente la propria scala, ampliare la base clienti e diventare un attore ancora più importante del mercato bancario italiano.

L’articolo Risiko bancario, Bper guarda alle 635 filiali Mps. Papa indica i tempi dell’operazione è tratto da Forbes Italia.