30 Marzo 2026

Più risparmio ma meno slancio: la guerra in Iran frena gli investimenti degli italiani

Gli italiani sono leggermente più capaci di risparmiare e, quando investono, tendono a preferire i prodotti finanziari. Sul fronte della previdenza integrativa restano consapevoli ma ancora poco attivi, mentre tornano ad interessarsi alla sostenibilità dei propri investimenti. Sono queste alcune delle evidenze che emergono dall’edizione primavera 2026 dell’Osservatorio Anima, realizzata in collaborazione con le società di ricerche di mercato Eumetra e Research Dogma.

L’indagine è stata condotta online tra il 23 gennaio e il 3 febbraio 2026 su un campione di 1.022 adulti “bancarizzati”, ovvero titolari di un conto corrente o libretto bancario/postale e con accesso a Internet. Il campione rappresenta una popolazione di circa 35 milioni di persone, di cui il 50% è anche investitore.

Migliora il sentiment sul Paese, ma le prospettive personali di polarizzano

Nell’ultima rilevazione semestrale, il sentiment economico sull’Italia mostra segnali di miglioramento rispetto alla rilevazione precedente, soprattutto nelle aspettative ad un anno: il 17% dei bancarizzati e il 23% degli investitori ritengono che la situazione migliorerà l’anno prossimo, in aumento rispetto a ottobre 2025.

Guardando alla dimensione personale, il quadro appare più articolato: emergono segnali di polarizzazione tra chi si attende un miglioramento (27% dei bancarizzati e 33% degli investitori) e chi, invece, prevede un peggioramento della propria situazione (29% dei bancarizzati e 25% degli investitori), entrambi i valori in aumento rispetto al semestre precedente.

Capacità di risparmio in lieve ripresa e progettualità confermata

La capacità di risparmio delle famiglie italiane mostra un lieve miglioramento, con una quota crescente della popolazione che riesce ad accantonare con regolarità una parte del proprio reddito. Resta elevata la propensione a pianificare il futuro: gli italiani continuano a dichiarare progetti personali e familiari e adottano strategie prevalentemente prudenti per realizzarli, come il contenimento delle spese superflue (54%), il risparmio o l’investimento (50%) e una gestione attenta delle risorse per allinearle agli obiettivi (27%).

Investimenti: i prodotti finanziari raggiungono nuovi massimi

I prodotti finanziari si confermano e rafforzano come prima scelta di investimento, scelti dal 56% dei bancarizzati e dal 75% degli investitori, mentre l’interesse per gli immobili, pur rimanendo la seconda opzione, cala. Il contesto internazionale continua, tuttavia, a influenzare il clima di fiducia: una rilevazione aggiuntiva, condotta nella prima metà di marzo, dopo l’esplosione della guerra fra Usa, Israele e Iran, evidenzia un forte calo della propensione ad investire. Peraltro, vale la pena di osservare che anche nel 2020 durante la fase più acuta della pandemia e nel 2022 all’indomani dell’invasione russa dell’Ucraina vi furono movimenti analoghi, poi rientrati, in entrambi i casi, nei mesi successivi.

Previdenza complementare: consapevolezza diffusa, azione limitata

La previdenza complementare è percepita come un tema importante dal 75% degli italiani, che riconosce la necessità di pianificare il proprio futuro pensionistico. Permane, tuttavia, un divario significativo tra consapevolezza e comportamento: l’80% degli intervistati dichiara di aver riflettuto sul tema, ma solo il 19% ha già intrapreso azioni concrete. La maggioranza relativa ritiene, inoltre, opportuno iniziare a investire per la pensione il prima possibile.

Tra le linee di investimento emerge una prevalenza di scelte prudenti, con una maggiore propensione verso soluzioni garantite o a basso rischio, a conferma di un approccio ancora conservativo nella pianificazione previdenziale.

Sostenibilità, si consolida l’equilibrio tra rendimento e responsabilità

La sostenibilità si conferma un fattore rilevante nelle scelte di consumo: circa otto italiani su dieci ritengono importante adottare comportamenti sostenibili, a basso impatto ambientale e sociale. Nel bilanciamento tra rendimento e sostenibilità emerge un orientamento sempre più equilibrato: tra i bancarizzati prevalgono le posizioni intermedie, mentre tra gli investitori torna a crescere l’attenzione ai fattori Esg, segnalando una maggiore integrazione della sostenibilità nelle decisioni finanziarie.

L’articolo Più risparmio ma meno slancio: la guerra in Iran frena gli investimenti degli italiani è tratto da Forbes Italia.

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