Contenuto tratto dal numero di dicembre 2025 di Forbes Italia. Abbonati!
Con nhow Roma, Minor Hotels propone una nuova idea di ospitalità urbana: 260 camere, tre suite tematiche, un ristorante con musica dal vivo e spazi business per 600 persone. Ogni ambiente racconta la città con materiali, colori e installazioni ispirati alla sua cultura.
Roma continua ad attrarre investimenti internazionali nel settore dell’ospitalità, ma pochi progetti riescono a interpretare la città con un linguaggio davvero contemporaneo. L’apertura di nhow Roma segna questa svolta, con una nuova destinazione alberghiera che reinterpreta l’estetica e la cultura della Capitale, facendo convivere l’antico e il pop, il sacro con l’arte urbana, la monumentalità con uno humour visivo irriverente.
Dove si trova nhow Roma
Il brand lifestyle di Minor Hotels, già presente a Milano con una delle sue strutture più riconoscibili, approda a Roma con una proposta studiata per sorprendere, rileggendo secoli di storia e trasformandoli in esperienza. In corso d’Italia 1, con affaccio sulle aree verdi di Villa Borghese e a pochi passi da via Veneto, l’hotel si inserisce in uno dei quadranti più strategici della città: vicino ai poli culturali e turistici più noti e ben collegato con il resto dei quartieri, ma allo stesso tempo immerso in un contesto raffinato, fatto di musei, viali alberati ed edifici storici. Le camere che guardano il parco offrono una prospettiva intima e naturale, come un’oasi urbana protetta dal caos del centro. Da queste finestre si vede anche Porta Pinciana, uno degli ingressi più emblematici dell’antica Roma, dettaglio che rende il rapporto tra hotel e città immediato.
Lo stile
L’identità di nhow Roma è costruita sul concetto di ‘New Old Times’, un viaggio nella storia della città filtrato dalla contemporaneità. Il progetto originale dell’architetto Rafael de La-Hoz è stato riletto dall’interior designer Emiliano Calderini attraverso citazioni, contrasti e rimandi. Ogni superficie, scultura o grafica vive in un gioco di stratificazioni che imita la natura di Roma, cresciuta per sovrapposizioni, con epoche che si incontrano, si cancellano e tornano a riemergere.
La scenografica scalinata d’ingresso definisce subito il tono attraverso divinità, figure mitologiche e simboli classici che si scontrano con la street art e un immaginario pop che irrompe con colori, materiali e ironia. Diomede, Discobolo, Pulcizia e Venere di Milo sono reinterpretazioni contemporanee, provocatorie, pensate per strappare un sorriso e raccontare un’estetica che prende la classicità come materiale vivo da usare e ricombinare. Alla reception, le bighe romane diventano struttura e ispirazione del design, mentre soffitti e carte da parati giocano con riferimenti alle antiche terme, alle geometrie dei gessi e alla pietra, alternati a superfici specchiate che amplificano la profondità degli ambienti e richiamano i giochi d’acqua.
L’artista David Zucker, già coinvolto in progetti nhow ad Amsterdam e Francoforte, ha firmato diverse grafiche e interventi estetici, tra cui la pensilina esterna e le carte da parati della lobby, del ristorante e delle camere. Il risultato è un continuum visivo in cui ogni spazio dialoga con l’altro, come se la struttura fosse un museo dinamico, ma attraversabile con leggerezza. Nel ristorante e nella sala colazioni, per esempio, i soffitti diventano superfici narrative, mentre nell’area breakfast le nicchie delle pareti richiamano la tipica architettura interna delle domus. Le camere, invece, presentano pavimenti ispirati ai mosaici e giochi geometrici che rimandano alla Roma antica, sempre tradotti in chiave pop.
Oltre l’estetica
Il racconto estetico non sarebbe completo senza la componente tecnologica. Le 260 camere sono dotate di soluzioni domotiche progettate per garantire comfort e funzionalità. Alcune regalano scorci privilegiati sui giardini di Villa Borghese, facendo percepire all’ospite un rapporto diretto con la città. Tra le proposte più particolari spiccano tre suite tematiche: la nhow suite Bacchus beats e la nhow junior suite veni vidi vino, entrambe con impianto audio di ultima generazione e una cantinetta di vini selezionati. L’Imperial suite bar & beyond aggiunge un cocktail bar privato, ideale per feste riservate ed eventi esclusivi. Accanto alle camere, una palestra con attrezzature Technogym completa i servizi dedicati al benessere.
La dimensione esperienziale prosegue da Ludo, il ristorante dell’hotel dove la gastronomia incontra l’intrattenimento. Le ricette del Sud Italia dialogano con l’atmosfera delle brasserie americane, in un mix costruito per essere conviviale, sensoriale e scenico. Luci soffuse, velluti e musica dal vivo trasformano la cena in uno show, con dj set e performance che accompagnano la serata. Ludo trae ispirazione da un personaggio immaginario, un giovane italiano rientrato dagli Stati Uniti con una visione cosmopolita e uno spirito libero. È l’incarnazione della filosofia del ristorante che unisce comfort food, ritmo, socialità e una proposta capace di parlare tanto agli ospiti dell’hotel quanto al pubblico romano.
Nhow Roma punta anche sul segmento business e su una clientela corporate internazionale. Le dieci sale riunioni flessibili e dotate di attrezzature di ultima generazione possono ospitare fino a 600 persone. Led wall, impianti audio professionali, catering su misura e un servizio tecnico dedicato rendono la struttura adatta a meeting, lanci, conferenze e cocktail party, mentre la vicinanza alla stazione Termini e il parcheggio interno facilitano la logistica. In un mercato dove l’esperienza è la nuova valuta dell’hôtellerie, la struttura dimostra come il lifestyle possa diventare progetto culturale, urbano e narrativo al tempo stesso.
L’articolo Minor Hotels sbarca a Roma: così la storia della città diventa esperienza è tratto da Forbes Italia.