Ha iniziato al liceo, quando ha capito che il rap poteva essere più di un genere: poteva essere un modo per guardarsi dentro.
Ha scritto pezzi introspettivi quando intorno era tutto più duro.
Ha suonato la batteria, lavorato in agenzia, fatto il graphic designer mentre costruiva i suoi dischi.
Poi il tour del terzo album ha reso chiaro che due vite non stavano più insieme.
Ha scelto. Anche con fatica.
Non è uno che si esalta. Anzi, lavora per non essere troppo severo con se stesso.
Crede nel caso, ma sa cosa vuole. Per lui il successo non sono i numeri.
L’articolo Mecna intervistato a Sanremo da Annalia Venezia per Forbes Italia è tratto da Forbes Italia.