Al suo primo Festival di Sanremo, Luchè porta “Labirinto” e un’idea chiara: la competizione non è contro qualcuno, è contro la versione di ieri di se stessi.
Più libertà creativa, meno paura di osare. Perché quando tutti si esprimono al massimo, la musica cresce davvero.
Dalle prime cassette rap comprate a un mercatino di Napoli ai grandi palchi, il filo è sempre lo stesso: visione, determinazione e nessun compromesso sul suono.
Il successo? L’impatto sulle persone. Quello che resta quando la canzone finisce.
L’articolo Luchè al suo primo Sanremo si racconta ai microfoni di Forbes Italia è tratto da Forbes Italia.