In questa puntata incontriamo Stefano Scavia, Direttore sanitario di Odontoesthetics, per un confronto sulla leadership applicata alla medicina, sull’innovazione e sul futuro dell’odontoiatria.
Dalla filosofia della odontoiatria minimamente invasiva al valore della formazione continua, Stefano racconta un approccio fondato su tre parole chiave: responsabilità, fiducia e cura.
Prendersi cura delle persone non significa solo applicare tecniche e tecnologie, ma saper ascoltare, comprendere i bisogni del paziente e costruire un percorso condiviso. Il Direttore si racconta partendo dalle abitudini quotidiane per poi affrontare temi più profondi come l’odontoiatria minimamente invasiva, la nascita della Minimal Invasive Dental Academy, il ruolo della tecnologia in medicina e le qualità che, secondo lui, un vero leader non può permettersi di trascurare.
Una conversazione su ricerca, biomimetica, crescita professionale e sul ruolo del medico di oggi: migliorare la vita delle persone, senza mai smettere di porsi domande.
L’intervista completa:
Se dovessi descriverti con tre parole, quali sceglieresti?
Le tre parole che mi rappresentano sono responsabilità, fiducia e cura.
Qual è la prima cosa che fai quando entri in ufficio?
La prima cosa che faccio è salutare il mio team, dopodiché facciamo insieme un piccolo briefing sugli interventi della giornata.
Caffè prima delle riunioni o dopo?
Preferisco il caffè dopo le riunioni.
LinkedIn o Instagram?
Uso entrambi, ma con funzioni diverse: su LinkedIn condividiamo le nostre visioni e il nostro lavoro con i colleghi, mentre su Instagram ne parliamo direttamente con le persone.
Qual è l’abitudine lavorativa a cui non rinunceresti mai?
Non rinuncerei mai a un attimo di concentrazione e isolamento prima di un intervento.
Caffè o tè?
La mattina bevo tè.
Per chi ancora non vi conosce, che cos’è Mida Italia e di cosa si occupa?
Mida Italia è un progetto formativo pensato per la diffusione e la formazione dei colleghi rispetto alle tecniche di cura odontoiatrica minimamente invasive.
Da chi è formata la Minimal Invasive Dental Academy?
È formata fondamentalmente da me e da alcuni colleghi che hanno seguito i miei corsi e che poi hanno approfondito ulteriormente questo argomento. Con loro oggi ci confrontiamo continuamente e creiamo insieme progetti formativi rivolti a chi vuole avvicinarsi a questo mondo.
Come nasce l’idea di creare una Dental Academy?
Nel nostro caso nasce dalla volontà di offrire cure di altissimo livello, ma al tempo stesso più accessibili per un numero sempre maggiore di pazienti.
Qual è la vostra mission?
La nostra mission è curare preservando e rigenerando, senza demolire.
Odontoiatria minimamente invasiva, che cos’è?
È un insieme di tecniche, ma soprattutto una vera e propria filosofia di pensiero, che mette l’esigenza del paziente davanti a qualsiasi procedura chirurgica.
Qual è l’obiettivo che si pone il vostro corso di formazione?
L’obiettivo è che ogni collega torni a casa con dei messaggi capaci di farlo riflettere, dandogli la possibilità concreta di variare e migliorare il proprio modo di lavorare.
Oggi cosa cerca di più un giovane dentista quando decide di formarsi da voi?
Cerca soprattutto di aggiornare la propria visione della terapia odontoiatrica.
Qual è il ruolo dell’odontoiatra oggi?
Il nostro ruolo è migliorare la vita delle persone.
Qual è la sfida più grande che oggi dovete affrontare?
La sfida più grande è meritarci ogni giorno la fiducia dei nostri pazienti.
Qual è la competenza che un leader non può più permettersi di trascurare?
È la responsabilità, perché prima ancora di ottenere dei vantaggi, un leader ha delle responsabilità da onorare.
Si nasce leader o lo si diventa?
Si nasce con un’attitudine, ma questa attitudine si forma nel tempo, con tanti sacrifici e tanta perseveranza.
Se dovessi dare un solo consiglio a un giovane medico, quale sarebbe?
Direi di non avere fretta di diventare un grande specialista, ma di avere fretta, semmai, di costruire delle ottime basi.
Una qualità che ogni leader dovrebbe allenare ogni giorno?
L’umiltà: la capacità di accettare la possibilità di cambiare idea e di migliorare continuamente quello che si sta facendo.
Quale sarà la soft skill più importante nei prossimi anni?
In campo medico sarà sicuramente la biomimetica, cioè curare le persone replicando e rispettando ciò che la natura ha sviluppato in milioni di anni.
Come si trasmette innovazione senza perdere il lato umano della professione?
Una tecnologia può davvero migliorare il nostro lavoro solo se non entra in contrasto con la nostra filosofia di cura. In fondo, quello che cura la persona non è la tecnologia in sé, ma sono le nostre domande.
Quanto contano ricerca e sperimentazione per migliorare la qualità delle cure?
Sono fondamentali: nel momento in cui smettiamo di porci delle domande, smetteremo anche di migliorare la qualità delle nostre cure.
C’è una tecnologia che secondo te cambierà davvero il futuro dell’odontoiatria?
No, non credo sarà una singola tecnologia a cambiare il futuro dell’odontoiatria. Sarà piuttosto la mentalità degli odontoiatri, che potranno certamente avvalersi anche delle tecnologie, ma sarà il cambiamento culturale a fare la differenza.
Oggi il paziente ha aspettative diverse rispetto a dieci anni fa?
Il paziente oggi si aspetta gli stessi risultati di prima, ma si aspetta sempre meno disagi da parte nostra per ottenerli.
Oggi in cosa cambia l’approccio del medico verso il paziente?
Cambia soprattutto nella comunicazione: oggi è fondamentale che il paziente partecipi in maniera attiva al proprio percorso di cura, in particolare per riuscire a risolvere i casi più complessi.
Che cosa rende davvero un’organizzazione attrattiva per i talenti?
La possibilità di crescere, e soprattutto quella di poter cambiare la mentalità con cui i talenti hanno iniziato a svolgere questo lavoro.
Ascoltare o parlare?
Prima ascoltare, ed eventualmente parlare solo dopo.
Libri o podcast?
Inizialmente ho letto soprattutto libri, ma sto cercando di aprirmi anche a nuove forme di comunicazione come i podcast.
Un leader che ti ispira?
Flavio Briatore.
Il miglior consiglio che hai ricevuto nella tua carriera?
Il miglior consiglio che ho ricevuto è stato di non pensare mai di arrivare, un giorno, ad avere tutte le risposte.
L’articolo LEADERSHIP IN PILLOLE: Stefano Scavia, Direttore Sanitario di Odontoesthetics, racconta il futuro dell’odontoiatria è tratto da Forbes Italia.